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L’etologo De Waal: «il moderno ateismo è religione dogmatica»

Creato il 04 aprile 2013 da Uccronline

Frans De WallUn nuovo ateo eretico sta scombussolando la piccola e litigiosissima congregazione di increduli militanti, si tratta del primatologo Frans De Waal, autore del recente libro “The Bonobo and The Atheist: In Search of Humanism Among the Primates” e docente presso la Emory University.

De Waal ha attaccato il violento new atheism di Richard Dawkins & Jerry Coyne, denunciandolo come religione dogmatica. D’altra parte lo stesso Coyne aveva riconosciuto che ai loro “raduni spirituali” partecipano sempre le stesse persone e per lo più si tratta di fanatici.

De Waal ha spiegato di essere cresciuto come cattolico, fede che è stata «importante durante la mia giovinezza», ma oggi non lo è più, anche a causa della forte secolarizzazione olandese. Tuttavia non intende risparmiare critiche al “deprimente” protestantesimo e al bizzarro e variopinto movimento dei “new atheist”, i cui membri sono talmente «ossessionati dalla non esistenza di Dio che vanno furiosamente sui media, indossano le loro T-shirt proclamando la loro mancanza di fede e invocando l’ateismo militante». Ma si è chiesto in modo davvero lungimirante: «che cosa ha l’ateismo da offrire perché valga la pena lottare in questo modo?».

La sua tesi è che l’ateismo militante deriva da un trauma e serve a rimpiazzare vecchi dogmi con altri nuovi, e prende come esempio David Silverman (leader dell’American Atheists), le contraddizioni di Sam Harris e la brutalità argomentativa di Christopher Hitchens, il quale -ha commentato ironicamente De Waal- è arrivato a «preferire Dick Cheney a Madre Teresa di Calcutta».

Interessante poi quando ha affrontato l’argomento sul rapporto tra scienza e la religione, afferma: «Poi c’è il mito persistente che la scienza trionfa sulla religione in ogni modo possibile, e che l’una distrae dall’altra, come in un gioco a somma zero. Questo approccio risale ai polemisti americani del diciannovesimo secolo, che notoriamente hanno dichiarato che, se credessimo ancora alla religione staremmo ancora sostenendo una terra piatta. Questa era pura propaganda, la speculazione sulla rotondità del nostro pianeta è iniziata con Aristotele e altri antichi greci, e tutti gli studiosi importanti durante il Medioevo ne erano pienamente consapevoli. Dante nella “Divina Commedia” ritrae la terra come una sfera, e il trittico di Bosch Garden mostra una terra piatta che galleggia in una sfera trasparente, circondato da un cosmo nero». Chissà se anche il ben poco scientifico Alessandro Cecchi Paone lo avrà imparato dopo questa incredibile gaffe.

L’etologo olandese ha poi continuato: «Anche quando si tratta di evoluzione c’è la tendenza a puntare la religione come un avversario solido, ignorando che mai la Chiesa cattolica ha formalmente condannato la teoria di Darwin o ha messo le sue opere all’Indice (la lista dei libri proibiti). Il Vaticano ha approvato l’evoluzione come una valida teoria, compatibile con la fede cristiana. Certo, la sua approvazione è arrivata un po ‘tardi, ma è bene rendersi conto che la resistenza all’evoluzione è quasi esclusivamente dei protestanti evangelici nel Sud degli Stati Uniti e nel Midwest».

Ha poi concluso riconoscendo con grande onestà: «I copiatori dei primi libri su cui la scienza ha fatto affidamento erano rabbini e monaci, le prime università sono nate come cattedrali e scuole monastiche. Il papato ha attivamente promosso la costituzione e la proliferazione delle università e il più antico documento negli archivi dell’Università di Oxford è un Premio del Legato Pontificio del 1214». Ha tuttavia criticato anche le personalità religiose (come Dinesh D’Souza) che usano le esperienze pre-morte (NDA) come prova scientifica della vita dopo la morte, invitando comunque ad un dialogo sereno tra atei e credenti, in cui ci si ascolti di più.

Ovviamente il reazionismo è stato immediato, brusche le risposte delle congregazioni atee fondamentaliste (anche italiane) e dei responsabili del dogm-atesimo che non ne vogliono sapere di calmarsi e dialogare con il mondo, come Anthony Clifford Grayling e Jerry Coyne. E così Frank Furedi, membro della British Humanist Association, continua ad aver ragione quando dice che «il nuovo ateismo si è trasformato non solo in una religione laica, ma in una religione secolare fortemente intollerante e dogmatica. La minaccia più potente per la realizzazione del potenziale umano proviene oggi, non dalla religione, ma dal disorientamento morale della cultura secolare occidentale».


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