"Vi confesso che l’intervento che avevo preparato per voi era molto diverso da quello che invece sentirete.
Avrei voluto parlarvi dei grandi temi su cui la nostra società – qualunque società che voglia davvero definirsi giusta – ha il dovere di interrogarsi.
Avrei voluto riflettere sul senso della globalizzazione, quando porta benefici reali alle nostre vite; e sul non-senso della globalizzazione stessa, quando non ha nulla da offrire a chi è devastato dalla violenza della povertà.
Avrei voluto raccontarvi di quando, undici anni fa, ho avuto la fortuna di incontrare Nelson Mandela, a Davos.
Avrei voluto condividere con voi le questioni più spinose con le quali l’umanità si deve confrontare:
- come sia possibile restare indifferenti di fronte allo scandalo della distribuzione della ricchezza mondiale;
- come sia possibile parlare di sviluppo e benessere se gran parte della nostra società non ha nulla da mettere in gioco al di fuori della propria vita.
Volevo affrontare questi temi con voi perché siete giovani e avete in mano il futuro.
Ma non posso ignorare l’importanza di quello che sta succedendo in Italia, collegato alle vicende dello stabilimento di Melfi, e la gravità delle accuse che ho sentito muovere verso la Fiat."Peccato, avrei preferito che parlasse proprio dello scandalo della distribuzione della ricchezza mondiale. Il resto dell'intervento è dedicato alla sua storia personale (emigrato dall'Abruzzo, ecc.), ai valori forti della Fiat, a prediche sulla libertà e la passione e al fatto che gli operai devono
Nel finale augura agli spettatori di diventare come i dirigenti della Fiat, "uomini e donne di virtù".
Testo integrale qui: pdf.
Manderò "Vi confesso che l'intervento che avevo preparato è identico a quello che sentirete" al blog dei luoghi comuni all'incontrario.





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