di Chiara Tripaldi

Una parodia della frase di Mario Monti
“Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita”: ecco la frase pronunciata ieri durante un’intervista nel programma Matrix, dal premier Mario Monti. Ecco la pietra dello scandalo, l’oggetto della sollevazione popolare (che ormai si fa solo sui social network) di questo inizio febbraio messo in ginocchio da nevicate record.
“Si abituino ad accettare nuove sfide”, continua il premier, ammonendo i giovani italiani “a destarsi, a guardarsi intorno, ad andare oltre il vecchio sistema da prima repubblica.”
Oppure no? Su twitter e facebook piovono messaggi di indignazione: “Eh no, questa della monotonia del posto fisso è davvero inascoltabile”, scrive su Twitter Barbara Acquaviti. “Berlusconi era bravo a raccontare barzellette, ma quando le raccontava ci indignavamo. Ora non si indigna più nessuno”, replica Vittorio Guida. E ancora: “Gentile dottor Monti, occupatevi prima delle banche e del credito e poi del posto fisso per i giovani”.
Le parole di Monti sono facilmente attaccabili: il precariato e la disoccupazione sono i mali dei nostri anni, e nessuno si sognerebbe di affermare il contrario. Aggiungiamoci pure che Monti ora fa parte della classe politica, la categoria con la poltrona più “fissa” di ogni altra. La semplice frase di Monti, forse un po’ troppo frettolosa, merita alcune riflessioni.
Il posto fisso è un miraggio per molti italiani, divisi fra stage gratuito con speranza di assunzione e contratti co.co.pro. Ma siamo sicuri che la soluzione diretta sia l’antica usanza clientelare del posto fisso, magari statale? Ci lamentiamo spesso di non esserci mai adeguati all’Europa, di non avere un Welfare degno di questo nome, di fornire pochissime garanzie ai giovani: tutte sacrosante verità che sollevano problemi per i quali non è stata ancora data risposta.
Se questa risposta, fosse, per ipotesi, aggiornare il modo di vedere le cose?
Il posto fisso è “morto” con gli anni Novanta, con i profondi mutamenti economici e sociali dovuti all’incremento della tecnologia, alla fine del fordismo e al ridimensionamento delle imprese, ai costi del welfare, alla concorrenza internazionale. Chi è riuscito a rimanere dentro il sistema, ha conservato ben stretta la sua sedia, chi invece è arrivato dopo ha dovuto adattarsi.
E’ nato il sistema del “lavoro in affitto” o lavoro interinale, adottato dall’Italia molto in ritardo rispetto all’Europa, nel 1998: è costituito da contratti anche di due-tre mesi, senza garanzia di assunzione. E’ il famigerato tempo determinato, declinatosi negli ultimi anni in stage, tirocinio post lauream, periodo di formazione (non sempre pagato).
Sfumato il sogno del lavoro a vita, magari in un ente pubblico per la felicità di mamma, gli italiani hanno dovuto reinventarsi un impiego.
E’ la flessibilità, bellezza, e non puoi farci niente: parafrasando un vecchio film, sembra che le parole di Monti acquistino un nuovo significato.
Un monito agli italiani di “svecchiarsi”, che non si ferma qui: parla anche di revisione dell’articolo 18, causa di “un apartheid” fra i lavoratori già introdotti nel mercato e quelli che spingono per entrarci.
Un altro tabù che salta: sdoganare l’intoccabilità dello statuto dei lavoratori ed adeguarlo alle nuove regole del mercato del lavoro. Una follia? Così sembrerebbe dalle parole del segretario Cgil Camusso, dal segretario Pd Bersani, uniti in coro a contestare il premier.
I giornali hanno titolato “il posto fisso è monotono” ponendo l’accento sull’aggettivo, e non su il soggetto, né tanto meno sulla prosecuzione della frase di Monti “ è più bello cambiare e accettare nuove sfide purché in condizioni accettabili”: qui saltano fuori le garanzie ai giovani, o meglio, l’intenzione di fornirle con il nuovo programma di risanamento dell’economia. E inoltre “bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”. Svelato l’arcano: Monti sta invitando i giovani italiani a darsi una mossa, perché tutto cambi veramente, senza restare sempre uguali come finora è stato, nell’Italia dei Gattopardi.








COMMENTI (2)
Inviato il 04 febbraio a 19:16
Monti..il precariato in ITALIA è VIOLA LEGGI EUROPEE e del D.Lgs 81/2008 che ricadono sui prodotti made in Italy! E ti ricordo Monti che precarietà e disoccupazione forzata..non solo violano leggi 81/2008--626 ma violano anche gli Articoli della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e gli stessi Articoli della Costituzione Italia : 1- 4 e 36 !! I Tuoi precedessori dove TU eri presente sapevano tutto questo e hanno creato così la crisi attuale! Prenditi in giro TU stesso vai sui monti e STACCI !Le palle a Roma prima o poi si ritireranno dal freddo.. e TU sei un pupazzo di neve che si scioglierà al sole e rimmarà così "naturalmente" senza palle.. :-)
Inviato il 03 febbraio a 21:08
Nel ringraziarvi per aver postato la mia immagine "Posto Mobile" mi permetto, nel pieno spirito del world wide web e per maggiore adesione alla Licenza Creative Commons che copre le mie opere, di aggiungere il link originario su In Pasto al Silvio: http://inpastoalsilvio.wordpress.com/2012/02/02/posto-mobile-la-nuova-app-per-iphone/ Saluti Paolo 'Neupaul' Palmacci
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