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La cgil messina contesta l'amm.ne accorinti sulla tares

Creato il 20 novembre 2013 da Antonella Di Pietro @Antonella_Di_Pi
LA CGIL MESSINA CONTESTA L'AMM.NE ACCORINTI SULLA TARES“L’Amministrazione Comunale - scrive il Segretario Generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano in una nota - ha varato la Tares e si accinge, adesso, ad approvarne le relative tariffe. Dalle notizie che apprendiamo dalla stampa, visto che la Giunta non ha ritenuto di avviare un confronto con le organizzazioni sindacali nonostante reiterate richieste, l’applicazione del tributo, così come proposto dalla Giunta Accorinti ed approvato dal Consiglio Comunale, costituirà un vero e proprio salasso per le famiglie messinesi.
La Cgil ritiene sbagliati sia il percorso decisionale, perché privo di qualsiasi confronto con il sindacato, sia le conclusioni cui è giunta l’Amministrazione, perché gravano pesantemente sulle famiglie di lavoratori e pensionati già vessati dalla crisi economica. Bisogna premettere che l’introduzione della Tares, tributo che durerà un solo anno, viste le modifiche già annunciate a livello nazionale, non era obbligatoria. Il Comune infatti avrebbe potuto decidere di rinviarne l’applicazione.
La decisione di applicare subito la Tares - prosegue il dirigente sindacale - è probabilmente funzionale, perciò, al recupero, immediato di 10/13 milioni di euro, per le necessità di bilancio dell’Ente. In questo l’Amministrazione Accorinti  appare in netta continuità con le precedenti Amministrazioni. Non si effettuano interventi su sprechi e sperperi e si aumentano tributi e tariffe. Ma la cosa ancora più grave è che tariffe e tributi si aumentano a chi già paga non facendo nulla per recuperare l’imponente evasione. 
Paradossalmente si raddoppiano o triplicano i tributi ai cittadini onesti, non si fa nulla per far pagare gli evasori, non si prevedono riduzioni per le famiglie bisognose o in difficoltà, non si tiene conto della crisi, degli ammortizzatori sociali e dei licenziamenti, della perdita di reddito  e della disoccupazione che colpisce migliaia di famiglie messinesi che non saranno in grado di sopportare questo ulteriore aggravio fiscale.
Il tutto per aumentare le entrate comunali. Mentre la qualità complessiva dei servizi pubblici continua ad essere scadente, i più deboli continuano ad essere lasciati soli, i lavoratori continuano a prendere lo stipendio con mesi di ritardo, quando lo prendono. Viene da chiedersi in quale voragine finiscano tutti questi soldi e per cosa verranno utilizzati.
Certo siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono, del disastro che è stato prodotto in passato. Nessuno si aspetta miracoli, e neppure tutti i cambiamenti che sono stati promessi. Ma ci saremmo aspettati di vedere qualche segno concreto di discontinuità positiva per le condizioni materiali di lavoratori, disoccupati e pensionati. Così si scaricano addosso alla parte più debole le inefficienze e gli sprechi della burocrazia, pertanto chiediamo - conclude Lillo Oceano - che si modifichino le tariffe, che si tenga conto delle situazioni di difficoltà nella quale versano molti nuclei familiari, che inizi immediatamente una vera lotta all’evasione, che si taglino concretamente gli sprechi, che la gestione del bilancio dell’Ente non sia un mero esercizio ragionieristico ma che serva a garantire diritti e ridurre ingiustizie e diseguaglianze”.
Dalla Gazzetta del Sud ecco quanto si pagherà a Messina: "Una famiglia di tre persone in una casa da 80 mq pagherà 394,64 euro (prima rata del 33% in scadenza il 16 dicembre). Una famiglia di quattro persone in una casa di 100 metri quadri pagherà 502 euro. Oppure, ancora, una coppia in una casa di 110 metri quadri pagherà 420 euro. Con la Tarsu una famiglia in media pagava 244,72 euro. Utile ricordare riduzioni ed esenzioni. Si paga, ad esempio, il 30% in meno per abitazioni ad uso stagionale, occupate da soggetti che risiedono all’estero per più di sei mesi all’anno. Non vanno considerati nel nucleo familiare i congiunti che studiano o lavorano fuori per più di sei mesi o i congiunti con invalidità tra l’80 e il 100% con reddito annuo inferiore a 8 mila euro. Esenzioni per i locali occupati da ultrasettantenni (unico componente del nucleo familiare) con invalidità al 100%. L’aumento vero, però, si registra in alcune categorie di utenze non domestiche".

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