Magazine Politica

La crociata dell'autodistruzione della cività occidentale

Creato il 04 agosto 2010 da Laperonza

afghanistan_italiani.jpgNel medioevo la cosiddetta civiltà occidentale pensò di esportare la propria cultura in oriente usando come pretesto la liberazione del Sacro Sepolcro. Ne scaturirono le Crociate, guerre di religione vere e proprie che per tre secoli insanguinarono il medio - oriente e che fecero arricchire generazioni di nobili e mercanti. Il tutto con la benedizione di Santa Romana Chiesa e nel nome di Nostro Signore.

   Nel nuovo medioevo del ventunesimo secolo, avvento del quale possiamo datare precisamente con l’11 settembre 2001, la storia, come spesso accade, si ripete. La civiltà occidentale, che nel frattempo ha spostato il suo baricentro da Roma a Washington, ripropone l’esportazione della propria cultura attraverso la guerra mascherata da qualcos’altro, stavolta senza scomodare Nostro Signore ma sempre con la benedizione di benpensanti e uomini di falsissima buona volontà, che spacciamo per pace quella che pace mai potrà essere in quanto procurata con le armi. Se il paciere si introduce tra i due litiganti picchiandoli entrambi non ottiene pace ma soltanto paura del paciere. In questo caso, poi, il paciere è anche uno dei litiganti per cui siamo di fronte ad un ossimoro storico evidentissimo.

   Le due moderne crociate condotte dall’occidente contro il mondo arabo in Iraq e in Afghanistan sono la risposta ad un attacco all’occidente orribile e meschino quale l’attentato al World Wide Center del 2001 e tale risposta viene data utilizzando il medesimo sistema. Si vuole combattere il terrore utilizzando il terrore. Si tratta di una rappresaglia mascherata da missione di pace con un’aggravante: in tutto ciò c’è un valore economico notevole, che deriva dalla guerra in sé, dagli investimenti per la ricostruzione di ciò che si sta distruggendo ma, per assurdo, soprattutto dalla crisi che ne è derivata.

   Ed ecco, quindi, che la civiltà occidentale, nel tentativo di espandersi e conquistare nuove terre e nuovi popoli, globalizzando economia, cultura, religione, innesca un meccanismo di autodistruzione sul cui display i secondi scorrono veloci e nessuno ha il coraggio o la forza di fermare il conto alla rovescia.

   La nostra civiltà sta implodendo: il meccanismo consumistico su cui si fondava, che voleva benessere per tutti (o quasi) in modo da poter produrre, consumare, buttare e ricomprare, si è inceppato. Questo sta comportando il graduale impoverimento delle masse e l’arricchimento esponenziale della classe dirigente.

   E’ difficile capire se questa fosse la strategia iniziale del terrorismo di matrice islamica, fatto sta che, se il fine era quello di distruggere l’occidente, l’attentato alle Torri Gemelle ha funzionato o, quantomeno, sta funzionando.

   E sta funzionando grazie anche e soprattutto all’inebetimento della cultura maggioritaria, che guarda tutto questo e tace, ipnotizzata dalla televisione e dalle sue mille luci e colori e tette e culi e storie di finta felicità che virtualmente vengono trasposte nella vita reale cancellando quello che, invece, realmente accade.

   Così vediamo la mancata reazione di chi dovrebbe reagire davanti all’orrore della guerra, alle salme dei nostri soldati che tornano dall’Afghanistan tra le lacrime dei figlioletti e delle vedove, alle stragi nelle zone di guerra perpetrate dalle nostre truppe in nome della pace, alle migliaglia di morti che nessuno conta più e di cui nessuno dà più conto.

   In Italia assistiamo alla sconfitta politica e morale dell’etica della guerra con indifferenza estrema. Chi ci governa insiste nell’adorazione prona al padrone americano e chi sta all’opposizione tace, rimanendo egli stesso prono nella speranza di sostituire chi governa nella conduzione del paese per poi, quindi, continuare a prostrarsi. La Chiesa tace ed è già qualcosa che non benedica la crociata. E i numeretti rossi del display dell’autodistruzione continuano a correre all’indietro, certi ormai che nessuno li fermerà.

Luca Craia

L'Ape Ronza è anche su Facebook

http://www.facebook.com/pages/LApe-Ronza/140592199290963


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :