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La fisica delle galassie

Creato il 20 gennaio 2015 da Media Inaf
L'ammasso globulare Messier 54, che non appartiene alla Via Lattea, ma fa parte di una piccola galassia satellite, la Galassia Nana del Sagittario. Crediti: ESO

L’ammasso globulare Messier 54, che non appartiene alla Via Lattea, ma fa parte di una piccola galassia satellite, la Galassia Nana del Sagittario. Crediti: ESO

E’ stata recentemente approvata da ESO una nuova survey pubblica a guida italiana: con 270 notti di tempo di osservazione al VLT questa survey otterrà spettri di galassie lontane con altissimo S/N (segnale/rumore) tali da permetterci di studiare per la prima volta la fisica della formazione di questi oggetti e la loro evoluzione nell’Universo.

La proposta, chiamata VANDELS (A deep VIMOS survey of the CANDELS UDS and CDFS fields) è stata sottomessa all’ESO da una squadra di oltre 80 astronomi di tutto il mondo, 35 dei quali dell’INAF, guidati da Laura Pentericci dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma e da Ross McLure dell’Osservatorio di Edimburgo (UK). Il progetto, selezionato tra i 18 pervenuti, ha ottenuto il diritto a circa 270 notti d’osservazione con il Very Large Telescope (VLT) a partire da Novembre 2014 e per i prossimi 4 anni.

VANDELS utilizzerà lo spettrografo VIMOS per ottenere spettri di circa 2600 galassie tra le più lontane: la novità del progetto è nell’altissima qualità del segnale prodotto negli spettri che verrano ottenuti. Infatti la maggior parte delle galassie sarà osservata per tempi di posa che arriveranno a ben 40 o 80 ore, e quindi saranno molto piu’ profondi degli spettri ottenibili con i programmi normali. Grazie a questi spettri sarà possibile ottenere per la prima volta informazioni molto dettagliate sulla metallicità delle galassie, sulla presenza di venti galattici (outflows), sull’età delle galassie passive, sulla formazione stellare e cosi via.

Le galassie presenti nel campione sono già state osservate in maniera molto dettagliata con praticamente tutti i principali strumenti spaziali e da terra, inclusi l’Hubble Space Telescope, Chandra (raggi X), Spitzer ed Herschel (medio e lontano infrarosso). Gli spettri fondissimi che saranno ottenuti con questa survey rappresentano l’elemento finale mancante, che permetterà di caratterizzare in maniera completa le proprietà fisiche degli oggetti. Ad esempio in combinazione coi dati molto fondi ottici e del vicino infrarosso ottenuti da HST, potremo stabilire in modo accurato la presenza di polvere, la massa totale, il tasso di formazione stellare e tutti i gli altri parametri fisici che caratterizzano le popolazione stellari di questi sistemi lontani.

Fino ad oggi questo tipo di informazione è disponibile solo per campioni limitatissimi di galassie. VIMOS con la sua unità MOS (Multi Object Spectrograph) può ottenere contemporaneamente gli spettri di circa160 galassie con una media risoluzione più che adeguata agli obiettivi ed un range spettrale cha va da 0.48 a 1 micron

Il programma verrà portato avanti con la presenza di astronomi al telescopio (visitor mode), una vera e propria novità rispetto al “service mode”, la ormai più consueta modalità’ di osservazioni in remoto. Del team fanno parte ricercatori e post doc degli osservatori INAF di Roma, Milano, Arcetri, Bologna e Trieste.

Per ulteriori informazioni:

http://www.eso.org/sci/observing/PublicSurveys/sciencePublicSurveys.html

http://vandels.inaf.it/

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf


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