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La grande bellezza

Creato il 18 ottobre 2013 da Annanihil
La grande bellezza Il trailer incanta. In pochi secondi lo specchio di una società frivola e cafona. Nella folla si fa notare il protagonista che, con un sigaro in bocca e un sorriso a 32 denti, si volta a ritmo di musica come una sorniona maschera di cartapesta su un carro di carnevale.
Jep (Tony Servillo) ha avuto la fortuna di scrivere un romanzo di successo poco più che ventenne. Si è trasferito a Roma con la speranza di continuare al meglio la sua carriera di scrittore e invece ha smesso di scrivere per lasciarsi travolgere totalmente dalla mondanità, fino a diventare il re dei mondani.
Ovviamente non ha messo su famiglia e, tra i suoi conoscenti, ha ben poco da invidiare a chi ha osato fare il grande passo.
Ma la vita pigra e notturna di Jep viene travolta da lutti e quindi anche da dubbi e da dolore.
Dopo tanti incontri vuoti e assurdi con artisti concettuali e altri personaggi tristi e finti, arriva una suora, definita da tutti la Santa a riportarlo alle radici e alla scrittura dopo quarant'anni di inattività.
In molti hanno paragonato "La grande bellezza" a "La dolce vita" di Federico Fellini.
Sì, il modo in cui viene raccontata la vita di Jep, Roma, la mondanità, suore, suorine, sante, preti in ristoranti lussuosi e cardinali distratti (chiedetegli tutto ma non di occuparsi d'anime!)... sono tutti elementi che riconducono a Fellini, ossessionato sin dall'infanzia dai religiosi e dalle situazioni grottesche e surreali.
"La grande bellezza" può permettersi un simile confronto, per me è la perfetta versione de "La dolce vita" anni 2000. Anzi, 2012. Giusto essere precisi visti i riferimenti a Facebook che esiste dal 2004 ed è diventato un'ossessione negli ultimi anni e la Concordia affondata e sdraiata sul fianco.
Complimenti a Paolo Sorrentino, che in un colpo solo ci sbatte in faccia la parte peggiore della mondanità e ci riporta degnamente alla memoria il grande maestro Fellini.
Affascinante come non mai il bravo Tony Servillo.
Nel cast si fanno notare Carlo Verdone e Sabrina Ferilli in ruoli diversi dal solito, e subito premiati con un Nastro d'Argento ciascuno.


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