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La Guerra tra poveri

Da Motociclistidatavola

La Guerra tra poveri 

La solita diatriba ciclisti VS motociclisti e, intanto, gli altri provano ad ammazzarci.


Dal dizionario Italiano.Guerra tra poveri: ostilità fra categorie appartenenti ai ceti sociali più bassi o comunque meno privilegiati, generalm. provocata o pilotata in modo da distogliere l'attenzione dai veri responsabili della situazione di conflitto.Un paio di giorni fa un incidente ha portato via Michele Scarponi che, oltre ad essere un grande ciclista, era un grande uomo. In un'epoca social-addicted come la nostra questo tristissimo episodio ha scatenato diverse reazioni. In alcuni casi ho visto robe veramente becere che non val neppure la pena di riproporre, in altre sono nate riflessioni che, sebbene anche utili, hanno portato a galla l'antica disputa fra ciclisti e motociclisti.Premssa. Io sono un motociclista ormai da anni e, da qualche tempo, vado pure in bici. Non mi sento un ciclista per una semplice questione di performance e di disponibilità di tempo, ho infatti scoperto che il vero ciclista è “turnista” e dedica ore ed ore alla sua passione.Dopo un primo anno di escursioni da solo mi sono anche iscritto ad una società sportiva dilettantistica, per quattro motivi: visita medica annuale, assicurazione, compagnia, eventi organizzati.Questo per dire che scrivo questo post sentendomi parte in causa sia quando si insultano i ciclisti sia quando danno dei delinquenti ai motociclisti.In un altro post avevo scritto del perchè ritenga la moto superiore alla bicicletta ma era, ovviamente, uno dei post che scrivo per ridere, dal tono si dovrebbe capire.http://motociclistidatavola.blogspot.it/2015/02/moto-vs-bici-cose-veramente-meglio.html
Ma torniamo all'oggetto di questo post. Ho letto di tutto, in questi giorni. Gente che insulta i ciclisti per come stanno in strada, per come non rispettano il codice della strada, di come se ne fregano degli altri utenti. Ma siete sicuri sia così? No, perchè a me viene il dubbio che questa roba assomigli molto a “i motociclisti non stanno mai dentro i limiti”, “soprassano a destra e a sinistra”, “usano la strada come una pista”. Io conosco tanti motociclisti, veramente tanti, e di questi forse solo una manciata rientrano negli stereotipi di cui sopra (ma poi neppure, lo dico solo per non sembrare assolutista, qualche coglione vero ci sarà pure?). Forse vale così anche per i ciclisti.Quando una nuova conoscenza scopre che ho la passione per la moto (perchè di questo parliamo, di appassionati e non di gente che usa la moto o la bici per sbaglio) per alcuni istanti mi guarda come se avesse scoperto che nel tempo libero vado fuori dalle scuole a rubare caramelle vestito da Pennywise. Mi sento di colpo come un cacciatore ad una convention di vegani o un medico ad una conferenza dei “nemici di bigpharma”. Invece io non ho fatto un cazzo. Anzi, grazie alla moto ho organizzato diverse raccolte di beneficenza, ho contribuito all'evento “Umbria in moto”, i Motociclisti da Tavola hanno regalato una playstation ad un reparto di pediatria grazie a quel grand'uomo di Ernest Poz Pozzali. Ho preso una sola multa per eccesso di velocità ed ero in scooter a 20 anni. Son sicuro che molti di voi rientrano in questa casistica. Sicuramente fra i biker che conosco io ci sono più biker di questa tipologia che non delinquenti delle due ruote.Credo la stessa cosa si possa dire anche per i ciclisti.Allora perchè ci accaniamo gli uni contro gli altri? Perchè, nonostante entrambi siamo considerati utenti deboli della strada non facciamo massa critica ma ci facciamo la “guerra dei poveri” di cui sopra. Io non ho la risposta ma ho, chiaramente, un'ipotesi.Nasce da un'altra riflessione. Su FB faccio parte di gruppi di ciclisti e di motociclisti e puntualmente salta fuori il post di qualche utente che dice “forza e coraggio, ammettetelo, quanti di voi hanno anche la moto/bici (scegliere una delle due in base al gruppo)” come se ammettere di avere in garage una bici ed una moto fosse solo un pelo meno vergognoso che avere una collezione di attrezzi di tortura che proviamo periodicamente sui vicini.Ci tengono distanti. Anzi, ci teniamo distanti. Perchè così è più facile.Dare del coglione agli automobilisti implica tirar dentro anche noi stessi, nostra nonna cui dovrebbero togliere la patente ma poi come si fa, nostra moglie o nostro marito che van sempre di fretta in auto e sono distratti, i nostri figli cui domenica prossima faremo un po' di scuola guida che è meglio e altro ancora. Incolpare le auto è più complesso perchè la usiamo tutti e non esiste un “loro” così chiaramente definito, è più difficile fare un noi ed un loro. Perchè, anziché dire che i ciclisti occupano troppa strada non ci incazziamo perchè l'esame di guida è una stronzata, che il più lo impari quando hai già la patente in tasca e se hai culo non fai danni. Perchè anziché maledire i motociclisti ed augurargli tregedie immani non ci incazziamo per il fatto che sia necessario un inasprimento delle sanzioni per far capire che quando si guida non si usa lo smartphone, invece che bastare un po' di buon senso e di educazione.Siamo utenti debolissimi della strada, destinati ad essere esposti più degli altri ad ogni minima stronzata e lo facciamo solo per passione. Quest'ultima frase vale sia per chi pedala che per chi ruota la manopola del gas. Perchè non possiamo far massa critica, pretendere più sicurezza.Perchè siamo pronti ad applaudire a nuove sanzioni e nuovi limiti per l'una o l'altra categoria invece che pretendere maggiori privilegi. Perchè sento motociclisti che vorrebbero l'assicurazione obbligatoria per i ciclisti e contemporaneamente si lamentano della loro, chiedono di averne una unica per tutti i mezzi o vorrebbero le autostrade a tariffa ridotta. Perchè sento ciclisti che vorrebbero i passi chiusi alle motociclette e non si rendono conto che i motociclisti sono probabilmente gli unici che li notano, che hanno la forma mentis per rendersi conto della loro presenza. Perchè diffondiamo video in un cui si insultano gli uni o gli altri senza preoccuparci dell'astio e del rancore che mettiamo.Ogni giorno e mezzo un ciclista muore, lo dicono le statistiche. Ogni stagione finiamo per piangere i nostri compagni di scorribande motociclistiche. Sono due hobby pericolosi, puntualmente scommettiamo sul fatto che torneremo a casa. Ma non è questo che ci eccita. Io non esco in moto godendo del rischio che corro di lasciare sole le mie figlie e non mi faccio una sgambata in bici eccitato dal rischio di ammazzarmi e lasciare chi mi ama. E credo che valga per ognuno di noi. Ci piace la velocità, magari. Ma se potessimo evitare i rischi, saremmo contenti. Perchè non possiamo pensare che ci meritiamo di meglio, invece che sperare il peggio per gli altri?Vorrei un giorno che certi sterotipi sparissero, che la gente smettesse di difendersi dietro a “non sarà così per te ma i motociclisti/ciclisti in fondo son tutti così”.Vorrei un giorno che la smettessimo di farci la guerra e ci unissimo per pretendere maggiore considerazione. Ce la meritiamo, solo che disperdiamo energia facendoci la “guerra tra poveri”. Vorrei che un giorno non ci girassimo gli uni verso gli altri ma guardassimo assieme lo stesso punto e chiedessimo educazione, rispetto e considerazione. Assieme
Ti sia lieve la terra, Michele.
La Guerra tra poveri

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