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La Lega Nord a Torre Del Greco

Creato il 20 marzo 2017 da Lasfinge @micamenefrega
La Lega Nord a Torre Del GrecoCome oramai già noto, Torre Del Greco (terza città della Campania) ha conquistato gli onori delle cronache nazionali per l'adesione offerta dalla sua giunta comunale a Matteo Salvini. Ne hanno parlato le televisioni ed i giornali nei giorni scorsi in occasione dell'intervento del segretario della Lega a Napoli alla Mostra d'Oltremare, con le manifestazioni di dissenso, gli scontri ed i tafferugli che ne sono scaturiti. Il sindaco di Torre Del Greco, Ciro Borriello, ha offerto l'accoglienza della "sua" città a Salvini e, stando alle cronache locali, promette di mettergli a disposizione il proprio bacino elettorale in caso di futura alleanza o adesione al partito. Il sindaco stesso riconosce tuttavia,  che molti dei suoi concittadini non hanno gradito questa iniziativa... Certo ci sarebbe stato da stupirsi del contrario: ma cerchiamo di capire cosa è accaduto, cosa succede ora e quali sviluppi possiamo aspettarci.
Tutti la chiamano Lega, ma la denominazione completa è Lega Nord, proprio perché nasce una ventina d'anni fa nel nord dell'Italia con ideologie e finalità secessioniste ovvero: rendere le regioni e l'intero settentrione d'Italia uno stato autonomo ed indipendente. Pregiudizi razziali e discriminazioni economiche sono i valori ispiratori della ideologia leghista: i leghisti credono (o fingono di credere) che delle loro tasse possa beneficiare il sud (il famoso mantra di Roma ladrona ripetuto fino alla nausea). Peccato che al sud le tasse vengano ugualmente pagate con la variante di non poter in cambio fruire dei servizi sociali e pubblici, che sono invece presenti al nord, pagati con il denaro pubblico, vale a dire con le tasse di tutti, terroni compresi! 
Ma soprassediamo: la gente o meglio un certo tipo di gente residente al nord forse teme che la povertà diffusa nel meridione risulti contagiosa e rischi pertanto di intaccare il loro stile di vita mediamente benestante. Non è mica gretta avarizia questa, né mancanza di solidarietà: niente affatto,  è che proprio i meridionali, nel loro illuminato giudizio, sono creature puzzolenti, ignoranti ed inferiori ai quali in varie occasioni i leghisti augurano di rimanere uccisi da cataclismi naturali, invocando spesso le divinità vulcaniche (Vesuvio ed Etna) come in antichi riti tribali affinché li liberino di una cotale disgustosa marmaglia. 
Succede poi che la Lega Nord coalizzata in alleanze di centrodestra, arrivi a Roma, città che (ladrona o non ladrona) piace alla maggior parte di loro: vogliono restarci ed anche stare al governo. Evidentemente si guadagna bene: il laborioso nord è affarista e (riconosciamolo) un tantino venale, ma per stare al governo occorre disporre di un bacino elettorale più ampio di quello delle sole regioni del nord. Con i soli voti del nord leghista il partito non ce la può fare e poi nel frattempo sono emersi altarini e ruberie, che hanno intaccato l'immagine moralizzatrice che la Lega avrebbe voluto darsi... e dunque? Come rimediare allo sgretolamento delle alleanze di destra ed al crollo di immagine della Lega?
Ecco che per buona ventura del partito leghista (di cui, sia detto per inciso, nulla ce ne cale) quattro anni fa subentra Salvini come segretario e tenta una sterzata "vincente" (almeno lui così spera): sostituisce il regionalismo col nazionalismo e gli oggetti di discriminazione da che erano i meridionali diventano gli immigrati (quelli poveri, si capisce) dopo di che comincia i suoi terronia tour  nella speranza di raggranellare i voti di cui ha bisogno. Non che Salvini non abbia preso parte ai cori insultanti contro i meridionali in genere ed i napoletani in particolare, anzi lo ha fatto quando il suo problema era di arrivare ai vertici del partito, ma ora lo scopo è di impadronirsi del governo e quindi ha bisogno di aggiornare le strategie. In conclusione la condotta del segretario leghista segue una sua logica e, benché non condivisibile in alcuna seppur minima misura, risulta comprensibile in rapporto ai suoi scopi.

Quello che invece è più difficile da cogliere è la motivazione che ha indotto la giunta comunale di Torre Del Greco a sostenere con il suo pieno appoggio un tale personaggio: la Lega oggi come oggi non è un grande partito e per questo al suo interno è più facile ottenere l'attenzione e la gratitudine dei vertici. Saltare sul carro al momento giusto (sperando che sia quello vincente) può permettere a chi lo fa di guadagnare crediti (e voti) per future candidature a livello nazionale... L'ipotesi che qualcuno voglia  avvalersi di alleati forti per la propria carriera politica sembra la più ovvia e del resto non sarebbe la prima volta che il sud fa "affari" con il nord: questo è già accaduto. Altre volte i territori e la popolazione sono stati svenduti per fini ed interessi personali. Nulla di nuovo sotto il sole...

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