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La minchiata di Palermo.

Creato il 06 marzo 2012 da Cristiana

La cosa assurda è che a Palermo hanno perso tutti:

Ferrandelli e la linea Lombardo (minoritaria) vincono ma non sfondano e visto che gli altri 3 candidati sono anti-lombardo il tema è evidente: alle primarie del centrosinistra se vogliamo leggerle come voto a Lombardo, quest’ultimo pesa solo il 30%…a meno che Ferrandelli non divenga il sindaco di un altro asse buono solo per il laboratorio sicilia.

Faraone (che ha comunque fatto un gran risultato) appoggiato da Renzi, non ce la fa a superare la Borsellino che era la vera avversaria per il rilievo nazionale della sfida. E forse come a Genova i due litiganti in cui si giocano altre questioni che non hanno a che fare con la città finiscono per elidersi a vicenda.

La Borsellino e il trio di Vasto (Bersani, Vendola e Di Pietro) che a Palermo con un nome famoso e un centrodestra allo sbando pensava di fare una passeggiata di salute per rinvigorire il famoso scatto e fare fuori il giovane rottamatore.

Ma soprattutto ha perso Palermo.

Ricordarsi che al sud ci si sta e non ci si scende quando serve. Palermo è allergica a Roma più di quanto lo sia Bergamo. E non a caso i Mille erano bergamaschi e a Palermo si aspettano ancora la distribuzione della terra promessa secoli fa.

Ed è allergica anche a chi da quella terra se ne va e torna solo ad imporre scelte.

L’errore il PD lo ha fatto tanto tempo fa quando ha concesso alla Finocchiaro di tornare a Roma dopo avere perso le regionali. Bastava girare per le strade del centro sinistra per sapere che quel tradimento non sarebbe mai stato perdonato. Siamo siculi, altro che celodurismo. Ma Sciascia lo avete letto? Il verbali di Buscetta? Noi siamo così.

Non mafiosi, badate bene. I siciliani hanno una caratteristica che gli altri italiani non hanno. I siciliani ricordano, anche quando non sembra.

Bersani e Vendola e Di Pietro sono stranieri a Palermo e la Borsellino se ne è andata in Europa, bella sistematina.

Faraone è stata una sorpresa visto che aveva solo Renzi, niente partiti nazionali e poco apparato. Ma non è bastato, non a Palermo.

Ferrandelli è un caso particolare forse più complesso di ciò che pensiamo. Perché accanto a Lumia e Cracolici c’era anche Sonia Alfano e Rosario Crocetta, la prima vicinissima a De Magistris notoriamente “l’altro IDV” rispetto a Di Pietro ed il secondo  eurodeputato PD. Da solo non può vincere, cerchiamo di capire se questo ragazzo di 31 anni, magari anche usato dall’apparato PD filo-lombardo per dare un segnale a Roma, può rappresentare il capofila di una grande squadra che comprenda l’offeso Orlando (che aveva minacciato di candidarsi, ma dovrebbe rassegnarsi per non fare la fine di Rutelli e Bassolino) fino alla bravissima e coraggiosa Antonella Monastra e ai movimenti a cui ha dato voce.

Astenersi analisi nazionali. Palermo non è considerabile laboratorio Italia visto che è solo terra di conquista e saccheggi. L’unico laboratorio Italia è l’Italia che comprende Torino e Palermo insieme passando per Napoli,Cagliari, Milano e…cucù….Roma. Bersani deve avere più coraggio e si deve imporre di più…l’errore di Palermo lo ha fatto Orlando che ha peccato di presunzione e ha trascinato tutti in questo harakiri al brodetto di Vasto. A volte dire no, sarebbe una gran cosa.

E’ tutta in questa sintesi che mi scaturisce dai globuli rossi siculi la minchiata che abbiamo combinato a Palermo.


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