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La Tregua degli Infedeli in Siria

Creato il 14 febbraio 2016 da Gianluca Pocceschi @geopolitiqui

La guerra per procura in Siria, portata avanti dall’Alleanza degli Infedeli, sembra che sia arrivata ad un epilogo. L’ International Syria Support Group, nella città di Monaco di Baviera, ha trovato un accordo. Il Dipartimento di stato americano ne riporta il contenuto citando in neretto i principi cardine della tregua:

  • Assicurare l’accesso agli aiuti umanitari
  • Raggiungere una cessazione delle ostilità nazionale
  • Avanzare la transizione politica

La risoluzione del consiglio delle Nazioni Unite a cui viene fatto riferimento è la numero 2254 adottata all’unanimità il 18 dicembre scorso e i cardini sono quelli che apparivano nel report dell’ultimo incontro di Ginevra avvenuto nel febbraio 2014 prima dell’entrata in azione dello Stato Islamico.

In Bosnia e Erzegovina la cessazione delle ostilità dopo 4 anni di guerra civile fu condotta dai tre leader delle componenti etniche in lotta che erano anche i presidenti degli Stati di Croazia, Bosnia e Repubblica Federativa di Jugoslavia con l’intercessione delle Nazioni Unite e soprattutto della Nato. Tudjman, Izetbegovic e Milosevic con la formula del negoziato ad oltranza, dopo 21 giorni reclusi nella base militare di Dayton (USA) decisero la fine della guerra di Bosnia e affermarono il nuovo aspetto della regione. Tre uomini che per procura finanziavano o indirettamente armavano i paramilitari delle etnie in lotta.

Video diario della Dissoluzione dell’Ex Jugoslavia. Autore: Gianlu Pox

L’International Syria Support Group, composto dai rappresentanti di Lega Araba, Cina, Egitto, Unione Europea, Francia, Germania, Iran, Iraq, Italia, Giordania, Libano, Organizzazione per la Cooperazione Islamica, Oman, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Nazioni Unite e Stai Uniti, ha deciso il cessate il fuoco nelle parti del territorio siriano controllate da Assad o dai ribelli contro Assad e tralasciando ovviamente quelle dello Stato Islamico, non invitato al tavolo dei negoziati (ci mancherebbe altro).

Un carrozzone degno dell’armata Brancaleone. Tutti paesi interessati al futuro della Siria. Tutti (o quasi) procuratori dell’una o dell’altra parte. Già dopo ventiquattro ore, i delegati russi parlano di Guerra Fredda e Turchia, Arabia Saudita e Stati Uniti rispondono minacciando l’intervento militare di terra.

Una flebile tregua attende il futuro della Siria. Prima della fine della guerra civile in Bosnia, si sono succedute molte tregue, quasi mai rispettate, ed erano più o meno in tre a deciderne la fine.

Ma forse il paragone è sbagliato con l’ex- Jugoslavia. Forse sto sbagliando. Forse siamo di fronte alla Libanizazzione della Siria e allora l’unico modo è l’occupazione militare del territorio e non la tregua tra le parti in causa. Incerta è la via.

La guerra per Procura in Siria prima dello Stato Islamico.


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