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La Via dei Colori Onlus, parla la presidentessa

Creato il 26 giugno 2015 da Luna @FashionSnobber

Oggi vi voglio parlare di resilienza. Secondo voi è possibile trasformare una brutta esperienza in qualcosa di bello?
Io mi sono resa conto di quanto questo sia possibile.
Come?
Negli ultimi anni sono usciti alla luce molti/troppi casi di violenze da parte delle maestre verso i bambini negli asili e verso anziani nelle strutture ai quali li affidiamo pensando di stare tranquilli.
Il più eclatante e conosciuto è senza dubbio la vicenda dell'asilo Cip Ciop di Pistoia.
Tralasciando il linguaggio scurrile che mi porta il più delle volte questo argomento nei confronti di tali esseri spregevoli voglio raccontarvi di una donna. Una gran donna.
Era l'autunno del 2012 ed avevo appena sentito al telegiornale l'ennesimo caso e commentai su Twitter il mio disprezzo verso queste persone e verso le istituzioni come al solito lente nell'agire.
Tra tutte le risposte a quel tweet me ne colpì una in particolare e più o meno recitava così:
" Pensa che io la incontro quando vado a fare la spesa o al mercato..."
Mi si è gelato il sangue, lo ricordo come fosse ieri. E subito mi sono immaginata al posto di quella mamma ed ho risposto dicendole come facesse a non farsi giustizia da sola perchè io, si, sono buona e cara, ma ci sono momenti e situazioni in cui la ragione può benissimo andare a quel paese e l'istinto di "vendetta", scusate è una brutta parola, ma è concesso.
Tu hai distrutto l'infanzia di mio figlio, gli anni più belli, ci sono filmati che lo dimostrano e sei a spasso come se nulla fosse?! Ma stiamo scherzando?!
Apro parentesi.
Ricordiamoci che i bambini vittime di abusi, violenze o qualsiasi altra brutta cosa possa averli turbati nella loro infanzia si ripercuoterà in loro diventati adulti.
In che senso?
Nel senso che se un bambino è stato violentato e non curato psicologicamente nel 90% dei casi (il 90% vi rendete conto!) da grande violenterà i suoi figli.
Nel senso che un bambino picchiato e maltrattato pesantemente nel 90% dei casi farà lo stesso con la sua famiglia.
Sapendo questo come potrei stare zitta, non arrabbiarmi e chiedermi perché?
Perché, tu, maestra, decidi di fare questo lavoro e poi massacri di botte tutte quelle piccole ed indifese creature?
Perchè piangono troppo? Perchè urlano? Perchè non ti danno retta?
O perchè sei stata mollata e la sera nessuno ti scopa?
Non hai nessuna scusante per il gesto che hai compiuto, che sia una o mille volte. La devi pagare e devi patire. Patire in carcere per tutto quello che hai fatto verso chi non poteva difendersi. Prenditela con qualcuno in grado di difendersi e poi vediamo se il gioco cambia.
Chiudo parentesi.
Ebbene, sapete questa persona cosa ha risposto alla mia ira bestiale di vendetta?
" Mio figlio è cresciuto con l'esempio della violenza, io da madre devo insegnarli che è sbagliata e dimostrargli l'esistenza della giustizia anche se bisogna aspettare un pò..."
Mi sono sentita una scema. Ho cominciato a piangere nel rendermi conto di quanto ancora bambina io sia e di come avrei dato un brutto esempio a mio figlio. Sono sempre troppo impulsiva e questo non mi porterà mai a dei buoni risultati purtroppo.
Scrivo questo articolo, oggi, pensando intensamente a quella mamma prima di tutto.
Lei adesso è diventata uno dei miei punti fermi, un esempio di donna da seguire e voglio ringraziarla perché senza neanche saperlo mi ha aiutato a crescere e diventare quella che sono adesso.
Quando l'ho conosciuta il caso del Cip Ciop non era ancora chiuso e speravo immensamente andasse tutto bene e la mia delusione nei confronti delle istituzioni fosse sbagliata perché c'è sempre speranza, perché in fondo qualcuno con un minimo di buon senso ci dovrà pur essere da qualche parte no?
Ecco, settimana scorsa c'è stata la sentenza definitiva di cassazione.
Il giudice ha sentenziato e confermato il carcere per due di quelle maestre. Rispettivamente a 5 anni una e 6 anni più 4 mesi l'altra.
Ok, siamo tutti d'accordo che l'ergastolo sarebbe stata la punizione migliore ma comunque un po' di giustizia è stata fatta.
E' stato scritto un pezzo di storia e da ora in poi tutte pagheranno.
Con la chiusura del caso questa mamma ha potuto dirlo al figlio con le lacrime agli occhi, dirgli che le maestre cattive se ne vanno in prigione e la promessa che li aveva fatto 6 anni fa è stata mantenuta.
Ma questa donna non è grande solo per non aver mai mollato in questa situazione, non per non aver chiuso gli occhi facendo finta di non vedere ma ha aiutato il figlio giorno per giorno ad affrontare il problema, l'ha fatto curare e lo fa tutt'ora, non è stata grande solo per lo splendido insegnamento che li ha dato. E' grande anche perché in questi anni in cui ha imparato molto su queste situazioni ha fondato un'associazione per aiutare gli altri. Per cercare di prevenire queste situazioni, per dare aiuto. Ve ne avevo già accennato mentre vi parlavo di un brand sostenitore di questa associazione e ora ve ne parlo un po' meglio.
è un'associazione Onlus nata nel dicembre 2010 ad un anno dalla scoperta dell'asilo degli orrori Cip Ciop di Pistoia punto di riferimento per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in struttura. Fornisce gratuitamente consulenza tecnica legale ed accoglienza psicologica di primo livello oltre che orientamento ed informazioni utili su dove e come muoversi per le vittime di violenza fisica e psicologica, per i familiari e gli addetti ai lavori. I professionisti dell'associazione sono da sempre impegnati nella prevenzione e nella formazione perché presto o tardi si possano trovare i mezzi necessari ad evitare episodi come questi.
LVdC fornisce anche uno Sportello di Ascolto Psicologico a cui familiari e professionisti possono rivolgersi in caso di difficoltà o dubbi.
Qui di seguito trovate tutto il necessario per informarvi o su come poter aiutare l'associazione.


Ma adesso basta parlare del mio punto di vista e lasciamo la parola alla presidentessa dell'Associazione, Ilaria Maggi, che ho avuto il piacere di intervistare settimana scorsa.

1. L'Ilaria di ieri e di oggi, cosa è cambiato? E cosa sta cambiando dopo la sentenza?
" Senza ombra di dubbio oggi io non sono più la donna che ero sei anni fa. Sono cambiate tutte le mie priorità, ho cambiato il mio modo di vedere le cose, di vedere il mondo, di vedere me stessa, di vedere il mio ruolo di madre e di donna e senza ombra di dubbio è cambiato anche il modo di capire quali siano le potenzialità di ogni essere umano, nel bene e nel male. La cosa che in me però forse è cambiata maggiormente è il rispetto e la fiducia nel mio sesto senso. Per diversi mesi infatti, mentre mio figlio andava in quell'asilo ho avuto la sensazione che qualcosa non andasse, ma non mi sono mai fidata di me stessa e di ciò che sentivo chiedendo sempre consigli e opinioni agli altri.
Oggi, a qualche giorno dalla sentenza, sono felice di aver avuto la dimostrazione che niente è impossibile e che quando si vuole davvero qualcosa e ci si impegna tutti insieme affinché si realizzi, i risultati arrivano.
Ho perso il conto di quanti mi hanno detto che non saremmo riusciti a far nulla, che la giustizia non esiste o che eravamo solo degli illusi... Oggi so che invece tutto quello che abbiamo fatto, non è stato tempo perso! "

2. Il numero verde è aperto da ottobre 2014, quante chiamate arrivano e come funziona esattamente il procedimento?
"D a Gennaio 2015 ad oggi sono arrivate circa 200 segnalazioni e un migliaio di telefonate.
In realtà il numero verde è solo una delle possibili modalità di contatto perché spesso le segnalazioni arrivano anche tramite Social Network, mail, whatsapp o semplice passa parola fra genitori che ci hanno chiamato.
Di queste segnalazioni il 50% circa sono per informazioni, consulenze, richiesta di prevenzione o maestre che vogliono esprimere il proprio disagio richiedendo supporto per la prevenzione al burn out.
Il 20% circa sono segnalazioni concrete ma non gravi ovvero recuperabili e risolvibili con metodi meno "invasivi" di una denuncia. In questo caso solitamente si aiutano i genitori a colloquiare con la dirigenza scolastica magari creando un progetto ad hoc o un percorso per insegnanti e famiglie in modo da capire l'origine del problema con il supporto delle psicologhe del nostro CS e risolverlo.
Duecento segnalazioni in sei mesi di cui il 30% gravi, vogliono dire qualcosa come 60 classi coinvolte e circa 1200 bambini in potenziale pericolo. Ovviamente vogliono dire anche che le altre migliaia di asili e scuole sono strutture idonee e ben gestite ma è pur vero che sono numeri impressionanti che chiaramente non possono essere sottovalutati. "

3. Avete diversi Prodotti solidali, illustracene qualcuno. Come li scegliete e quali caratteristiche deve avere ad esempio un brand per rappresentarvi?
" Nel nostro Charity Shop ci sono prodotti per tutta la famiglia, ognuno pensato e studiato proprio per rappresentarci al meglio e per riportare un messaggio significativo ed importante.
Fra i Prodotti Buy Italian Style for LVdC per esempio abbiamo le T-shirt Uomo/Donna e Bambino/a 'Se ci credi x davvero si avvera', perché sperare e credere nei nostri sogni e la cosa più importante del mondo e siamo davvero convinti che credendo forte nei nostri sogni, questi potranno avverarsi e vogliamo così bene ai nostri sogni ed a quelli dei nostri bimbi che abbiamo creato i bavaglini 'Vietato calpestare i sogni'.
Sull'onda della frase di Bruno Ferrero 'Proteggere è la più bella voce del verbo amare' abbiamo creato i body 'Cucciolo (in)difeso', la maglia premaman 'Protetto da ora e per sempre' ed infine la maglia per bambini 'Mia mamma è un ninja' perché si sa che per i nostri cuccioli noi faremo qualunque acrobazia proprio come un ninja.
Ci sono moltissimi altri prodotti ma sono sicura che li verrete a scoprire tutti sul nostro Charity Shop!
Per quanto riguarda come li selezioniamo direi che da sempre ci è piaciuta l'idea di diffondere la nostra mission utilizzando immagini positive e non filmati che non fanno altro che incitare all'odio e alla violenza. Vorremmo provare a mettere in luce le cose belle che funzionano spiegando che la gioia e la serenità sono un diritto di tutti e che noi abbiamo il dovere di difendere questo diritto!
La maggior parte dei prodotti che abbiamo scelto sono prodotti pensati per genitori e bambini ma non solo.
Infine ci piacerebbe tutti i brand che decidono di collaborare con noi producessero merce di qualità e di anima. I colori sono quasi un MUST HAVE perché di cose tristi ed in bianco e nero ne vediamo ogni giorno. Ultimo ma non ultimo vorremmo collaborare solo con persone che davvero credano che un mondo migliore sia possibile, che amano quello che producono e che credano nei sogni. Ci piacerebbe che ogni brand decidesse di appoggiarci e sostenerci perché crede onestamente nella nostra mission e perché sente realmente di far parte de La Via dei Colori Onlus tanto quanto tutti gli altri soci!
Ci piacerebbe che i prodotti del nostro Charity Shop possano sempre essere indossati, sfoggiati o esposti con orgoglio per diffondere un messaggio positivo e resiliente in ogni occasione, e che possano essere sempre e comunque uno spunto di riflessione.
Tempo fa durante un'intervista ci dissero che 'nell'inverno della vita, avevamo trovato i colori della primavera'... Ecco, questo è il fil rouge che ci piacerebbe avessero tutti i prodotti che ci rappresentano."

4. Per concludere, lasciaci un tuo pensiero su cui poter riflettere. Qualsiasi cosa tu voglia dire o aggiungere sull'argomento.
" La verità è che questi sono bambini che potranno fare tutto nella vita, ma porteranno sempre con sè una cicatrice, che ogni tanto, quando cambierà il tempo, farà male. "

Infine, dopo ringraziare Ilaria per la disponibilità vorrei anche ringraziare tutto lo staff presente dietro di lei. Dai medici psicologi, allo studio legale, ai giornalisti dell'ufficio stampa dell'associazione, perché tutti insieme hanno fatto la differenza, ci hanno creduto e ci credono ancora donando anima e corpo ad una buona causa.
Perciò grazie. Grazie per quello che fate e sono sicura continuerete a fare divinamente. Grazie per proteggere i nostri figli ed i nostri cari.

Ps. Care mamme, se siete capitate su questo articolo e qualcuna di voi ha anche solo un minimo sentore al suo bambino o a quello di un'amica o conoscente o parente stia capitando una cosa simile ma non sapete come muovervi non nascondetevi, non girate la testa diventando complici. Anche in forma anonima, aiutate i vostri cari a fermare ed impedire queste barbarie. Denunciate!


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