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Lampedusa / Si torna a Tunisi

Creato il 08 aprile 2011 da Marianna06

La notte passata dall'aeroporto di Lampedusa è partito il primo scaglione di tunisini per fare rientro in patria.

Il gruppo era composto di 30 persone.

Questo è stato possibile in seguito agli accordi  piuttosto fumosi del governo italiano con il governo di transizione di Tunisi.

L'imbarco però è stato preceduto e seguito da disordini nel centro d'accoglienza di contrada Imbriacola, quando si è venuto a sapere del rimpatrio.

E non è stato facile riportare la calma tra i manifestanti.

A detta della polizia alcuni degli imbarcati risultavano con precedenti penali.

Vera o falsa l'informazione, sta di fatto che a Lampedusa quasi nessuno dorme  da tempo sonni tranquilli per l'incapacità reale di gestire il "pacchetto" immgrati.

Tra l'altro ,stamane, degli scafisti tunisini, inseguiti in mare dalla Guardia Costiera hanno costretto, nei pressi di Pantelleria, il carico umano, che trasportavano verso le nostre coste, a gettarsi in mare.

Fortunatamente questi uomini senza scrupoli sono stati raggiunti e arrestati ed è stato prestato soccorso a coloro che erano finiti nelle nostre acque territoriali.

Non era ancora lontano l'eco dell'altra tremenda sciagura dell'altro ieri, in cui tra eritrei ed etiopi e altri africani, sempre provenienti dai Paesi poveri dell'Africa subsahariana, tra i quali donne e bambini, il numero delle vittime ammonta a più di duecentocinquanta.

I corpi di alcuni dei quali non sono stati, a tut'oggi, neanche rinvenuti.

Lo svuotamento di Lampedusa coincide comunque con una disputa ancora aperta tra Italia e il resto d'Europa.In particolare con la Francia dei respingimenti.

Il dilemma è il grado di applicabilità delle norme comunitarie sulla circolazione delle persone nella Unione Europea, siano esse indigene o straniere.

Si dimentica in questo "ping-pong" verbale tuttavia che nessuno Stato al mondo, autoritario o democratico, può considerarsi il padrone degli esseri umani, nativi o ospiti graditi o meno.

Dalla fine dell'800 ad oggi, infatti ,dall'Italia sono partiti per decine di "altrove" almeno 80 milioni d'italiani e nessuno ha mai tentato di rimandarli indietro con la violenza o con le leggi.

Siamo diventati indifferenti, questa è la sola unica vera verità, tanto a livello culturale che in politica, verso chi, trovandosi nell'emergenza, cerca aiuto.

Rispondere innescando paure e facendone pagare il prezzo enorme ai più deboli tra i deboli, a chi cerca semplicemente una via di salvezza legittima, è di quanto più disumano possa esserci.

Quale che sia il nostro credo religioso o le ideologie o, meglio, gli ideologismi di cui ci diciamo imbevuti.

Comprendere le ragioni dell' altro è fondamentale se vogliamo ancora dirci "persone".

Cerchiamo di non dimenticarlo. Mai.

 

   A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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