Magazine Italia

Le case d'un tempo

Creato il 15 aprile 2017 da Marcoscataglini
Potrebbe sembrare solo una storia da Wilma & Fred ("yabadabadooo!"), ma in verità le grotte erano, per i nostri più antichi progenitori, comodi e sicuri rifugi. Temperatura costante, spazi ampi, riparo dalle intemperie, e tutto senza dover lavorarci su un granché. Ovvio che la gran parte delle grotte disponibili finirono per essere utilizzate come "case" per secoli. A onor del vero, nella Tuscia di grotte naturali non ce ne sono poi molte.
Le case d'un tempo
In buona parte si trovano nella valle del Fiora dove, come ho già detto in un post precedente, si sono formate potenti bancate travertinose, dunque calcaree, in cui l'azione delle acque ha potuto scavare sistemi sotterranei di discrete dimensioni. Le grotte dotate di una grande sala all'ingresso sono state ovviamente preferite dagli uomini preistorici. Gli scavi alla Grotta Misa si debbono a Ferrante Rittatore Vonwiller, che le diede il nome della moglie.
Le case d'un tempo
Le ricerche risalgono alla fine degli anni '40 e hanno restituito importanti resti archeologici. La grotta, nel territorio di Ischia di Castro, è caratterizzata appunto da un ampio ambiente di ingresso che poi si stringe a imbuto e diventa uno stretto cunicolo dove, oramai raramente, scorrono le acque meteoriche.
Di ben più ampie dimensioni è la Grotta Nuova, sempre a Ischia, che si apre su una parete rocciosa poco distante da dove l'Olpeta si getta nella Fiora.
Le case d'un tempo
Anche in questo caso gli scavi hanno rivelato che l'uomo ha scelto questa grotta come comodo rifugio in un'area tra l'altro ricca di prede, acqua e altre "comodità". L'antro è percorso da un piccolo torrentello che nasce nella sala principale e poi entra in un tunnel sempre più stretto, ma percorribile a lungo da chi è padrone delle tecniche speleologiche di base.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog