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Le manovre del governo monti e i possibili sviluppi della crisi

Creato il 21 gennaio 2013 da Conflittiestrategie

Scritto da: MauroTozzato

LE MANOVRE DEL GOVERNO MONTI E I POSSIBILI SVILUPPI DELLA CRISI

In un recente dossier, pubblicato da ItaliaOggi, sulle "manovre" dettate dal governo e approvate dal parlamento nel 2012 si trova scritto:

Il caso degli enti locali è in effetti sintomatico: da anni i tagli alla Pubblica Amministrazione venivano concentrati in questo settore e all'improvviso quando ci si è accorti che le casse di Comuni e Province erano praticamente vuote si è dato il via libera, in maniera indiscriminata, a vari balzelli e al ritorno della vecchia Ici (devoluta però in buona parte alle casse statali) con maggiorazioni varie soprattutto per le abitazioni di recente costruzione e per le seconde case. La nota introduttiva di ItaliaOggi continua criticando gli interventi sull'Iva, che nel 2013 vedrà l'aliquota ordinaria portata al 22%, i quali proprio in una fase di recessione e di consumi in grande calo continuano a produrre inflazione. Così prosegue, poi, l'autore del dossier:

Vengono ricordati, poi, il provvedimento, controproducente, che riduce al 20% la deducibilità delle spese per le auto aziendali e la "rivoluzione" dell'Aspi, voluta dal ministro Fornero. Almeno sulla carta l'Aspi - la nuova assicurazione per l'impiego che sostituirà dal 2013 l'indennità contro la disoccupazione involontaria e a regime dal 2017 anche l'indennità di mobilità - parrebbe contenere elementi positivi e infatti la nuova assicurazione prevede l'ampliamento dell'ambito dei soggetti tutelati (tutti i dipendenti del settore privato, compresi gli apprendisti), l'aumento della misura e della durata delle indennità erogabili e un sistema di finanziamento alimentato da un contributo ordinario nonché da maggiorazioni contributive. In realtà riducendo, in ogni caso, a 12 mesi se si hanno meno di 55 anni e a 18 mesi per gli over 55 la durata dell'erogazione, renderà ancora più difficili le condizioni delle fasce più deboli dei lavoratori disoccupati. Sono state emanate anche numerose norme per semplificare e snellire l'operato della Pubblica Amministrazione, come quelle contenute nel decreto semplificazione e sviluppo, che hanno previsto la digitalizzazione di tutti i documenti e le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni, ma ancora una volta si è verificato che emanare norme non basta. Il primo problema è dato dall'enorme quantità di provvedimenti attuativi che sono necessari con l'attuale organizzazione della PA; la macchina burocratica, ai suoi livelli più alti, continua, inoltre, a "lavorare" con tempistiche assolutamente inadeguate, per cui i ritardi di emanazione dei decreti attuativi si aggravano sempre di più. In conclusione ItaliaOggi riassume così la situazione:

Ma non gradita a chi ? A questo punto entra in gioco la valutazione, espressa più volte da La Grassa, della macchina statale come di un "luogo" in cui vengono a confliggere i vari gruppi sociali che lottano per la supremazia tra i dominanti in una formazione sociale particolare. L'alta burocrazia e la magistratura - non a caso, nel nostro paese, organi al di fuori dell'ambito elettorale e quindi non sottoposti alla periodica verifica del consenso "popolare" - giocano un ruolo determinante nell'ambito del conflitto sopra citato per cui gli stessi organi elettivi non si azzardano, se non in casi rarissimi, a scontrarsi con questi "corpi separati" protetti da forze che vengono dirette da "potenze esterne" (al nostro sistema-paese).

In un articolo apparso sul Sole 24 ore del 19.01.2013 Fabrizio Galimberti scrive:

Anche le prospettive prossime per il nostro paese, ricorda Galimberti, risultano decisamente negative e per trovare un filo di speranza per l'uscita dal tunnel bisogna, secondo l'economista, uscire dall'Europa e rivolgersi altrove. Così scrive infatti Galimberti:

Insomma, ancora una volta, l'autore dell'articolo manifesta il suo proverbiale ottimismo arrivando , quindi a domandarsi se la Ue sarà in grado di agganciarsi al traino di Usa e Cina. La risposta vuole essere affermativa confidando sulle "maglie forti" degli scambi internazionali; ma l'export non basterà, perché è soprattutto dalla domanda interna che deve venire la spinta per uscire dalle secche della recessione. Galimberti in conclusione - e portando come esempio gli effetti benefici che i cambi di dirigenza hanno portato (secondo la sua opinione) sia in Cina che, recentemente, anche in Giappone - si domanda se finalmente le prossime elezioni saranno in grado di darci una classe politica dirigente all'altezza delle sfide difficilissime di fronte alle quale ci troviamo. Lui sembra fiducioso, noi molto meno: il 2013, lo sappiamo già, sarà un altro anno terribile ma, come scrive Hegel nella Fenomenologia dello Spirito, <<...è unicamente mettendo a repentaglio la vita che si dimostra la libertà [...]. L'individuo che non ha osato rischiare la vita può bensì venire riconosciuto come persona; ma non ha raggiunto la verità di questo riconoscimento come autocoscienza autonoma>>.


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