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Le mostre fotografiche del Festival di Roma, da Kate Barry a “La grande bellezza”

Creato il 20 ottobre 2014 da Filmedvd
Curiosità

Il Festival Internazionale del Film di Roma non è solo la casa di pellicole internazionali d’essai e di personaggi famosi più o meno amati dal mondo cinematografico, ma accoglie e abbraccia l’arte in tutta la sua potenza significante. Tra i corridoi dell’Auditorium Parco della Musica, difatti, in questi giorni sono ospitate ben tre mostre fotografiche, frutto del contatto con le esperienze più o meno sensoriali dell’universo della settima arte. Presentato al MAXXI, Asia Argento: la strega rossa campeggia nel foyer della Sala Santa Cecilia (fino al 21 ottobre), e in particolare una sezione che svela tratti di questa figlia d’arte lontani da ciò a cui l’attrice aveva abituato il suo pubblico, ovvero una parvenza in veste tutta pop e trasgressiva.

 

Le mostre fotografiche del Festival di Roma, da Kate Barry a “La grande bellezza”

 

Nel foyer Sinopoli, per tutta la durata del Festival, abbiamo invece i 150 scatti di scena de La grande bellezza ad opera di Gianni Fiorito, esibizione che racconta nuovamente le emozioni di un dolente Jep Gambardella e della sua Roma al tramonto, imperturbabile quanto splendida. Un peculiare interesse viene però suscitato dall’esposizione Actrices, consacrata alla memoria della fotografa britannica Kate Barry, scomparsa nel dicembre 2013. Nota per i suoi scatti nel mondo della moda, l’artista ha sempre esibito nelle sue immagini uno spiccato distacco dalle patinature di quel mondo austero, caratterizzato da un tenace e freddo rigore.

Il sensibile tocco di questa mostra, curata da Aline Arlettaz e promulgata dall’Institut Français, si trasmette immediato sulla pelle: 26 ritratti doviziosamente intimi, specchio di un abbandono corporeo e delle regole statiche fuori dal comune. In una sensualissima atmosfera di malinconia e segretezza si possono contemplare una maestosa Catherine Deneuve, avvolta nella sua ampia pelliccia a ricordare uno charme d’altri tempi (molto Marlene Dietrich), una Charlotte Gainsbourg “sporcata” nella sua aura di donna androgina ma eterea, o una coppia come quella formata da Isabelle Huppert ed Emmanuelle Béart, che sembrano sussurrarsi chissà quali frasi di seduttiva confidenza. In un alternarsi di cromaticità, l’uso del colore o del bianco e nero portano alla luce le prodigiose effigi di uno stretto legame tra Francia e Italia, lontane dalla finzione, vicine alle corde del cuore.

 

Catherine Deneuve Roma 2014

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