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Le recensioni (illegali) a pagamento

Creato il 27 febbraio 2015 da Ciessedizioni
feb 27, 2015 0 54

Non bastava l’editoria a pagamento, ora si aggiunge pure la “recensione a pagamento”.

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Sono molte le pseudo agenzie pubblicitarie che propongono la promozione di un libro e/o di un autore, e non c’è nulla di male in questo, anzi. Non serve generalizzare, ci sono molti agenti e agenzie davvero serie, ma ci sono anche quelle che sembrano dei veri e propri “vampiri editoriali”. Essi sono quei soggetti che “ammaliano” l’autore in cerca di notorietà facile. Va da sé che non esiste la notorietà facile per nessuno, nemmeno per gli scrittori big, il flop è sempre dietro l’angolo, soprattutto in tempi di crisi di questi anni e a causa della scarsa qualità di molte opere pubblicate dai big dell’editoria.

Eppure l’idea di raggiungere la fama da parte di uno scrittore, specie quello esordiente, fa crescere le domande e, di conseguenza, le offerte più assurde. Il problema maggiore è che magari funziona per davvero e, se così fosse, sarebbe un obbrobrio.

Girando per la rete trovi di tutto, anche l’esempio del prezzario che segue:

  • Pacchetto recensione + intervista singola: 50 euro per ogni blog partner
  • Recensioni su Amazon: 10 euro a recensione, “acquistabili” in pacchetti da 5, 10, 25 e 50
  • Recensioni varie su altri blog partner: 100 euro a recensione (questo costa persino di più che non su Amazon, ndr)
  • Pacchetto Goodreads: inserimento libro + 5 recensioni a 5 stelle e invito a leggere il libro a 250 contatti: 80 euro.

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Questi sono solo alcuni esempi di una “tabella dei costi” per la promozione del libro. Si vede che le recensioni positive a 5 stelle oggi si comprano, anziché conquistarsele.

Il gioco non è nuovo, in passato ci sono stati molti casi di autori che si sono avvalsi di interi “Call Center” per recensire a raffica, ma non sempre il gioco vale la candela. Se un cliente acquista un libro “stellato” e poi si accorge che è una ciofeca, sarà lui stesso che farà una recensione negativa (e colma di rabbia), magari solo perché si rende conto di essere stato buggerato.

Io preferisco la conquista, un parere positivo lo si riceve solo se il libro piace e, badiamo bene, non deve per forza piacere a tutti, ma che almeno sia principalmente una piacevole lettura e un buon intrattenimento.

Dico no, quindi, alle recensioni a pagamento, sono solo ed esclusivamente una truffa e un raggiro che, credo, sia persino illegale. Se non mi sbaglio è considerata “pubblicità ingannevole”. Sicuramente le “false recensioni”, su qualsiasi prodotto commercializzato, è considerata pratica illegale negli USA. Infatti, in un comunicato stampa ufficiale (leggi qui) pubblicato sul sito web del Procuratore Generale di New York, Eric T. Schneiderman, lo stesso avvisa di aver imposto una multa di 350.000 dollari a 19 tra aziende di marketing e fornitori di servizi, oltre all’assicurazione che la pratica illegale non si ripeterà più, per aver promosso recensioni false a pagamento dei propri prodotti commercializzati. Il Procuratore Schneiderman accusava le aziende che tali servizi, di fatto, manipolavano l’orientamento del consumatore inondando Internet con false opinioni su siti come Yelp, Google e CitySearch. Nel corso delle indagini, l’ufficio del procuratore generale aveva rilevato che molte di queste aziende utilizzavano falsi profili online per esprimere pareri e recensioni positive su un tal prodotto pagando (una miseria) scrittori freelance dalle Filippine e dall’Est Europa. La multa, in effetti, è stata comminata loro per aver violato le leggi statali in quanto “impegnati in pratiche di “astroturfing” e in commercio illegale e ingannevole”.

Carlo Santi


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