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Legge di Attrazione, Amore e Distacco

Da Jose @ricchezzavera
Legge di Attrazione, Amore e Distacco[Legge di Attrazione, Amore e Distacco - Articolo di Daniela Cavallini]

L'argomento di oggi è particolarmente impegnativo e ci induce ad esaminare il nostro percorso di vita giunto sino ad oggi.

Perché nell'ambito della nostra quotidianità pur incontrando molte persone, solo alcune diventano "significative" per noi?

E perché alcune di loro, a volte, purtroppo, ci inducono a manifestare esperienze negative?

E perché proprio quell'esperienza negativa si è rivelata (o si rivela, o si rivelerà) necessaria, se non addirittura determinante, nella nostra vita?

E perché la stessa esperienza può essere costruttiva per alcuni e devastante per altri?
Queste sono alcune delle domande che mi sono posta in un momento della mia vita durante il quale ho attratto persone che, divenendomi amiche, mi hanno coinvolta nei loro problemi.

E che problemi!

Legge di Attrazione, Amore e Distacco

Mi riferisco alla crisi post partum, alla bulimia, alle rotture sentimentali, all'alcolismo...

E, proprio quest'ultima esperienza, l'aver aiutato con tutto il cuore un amico l'alcolista intendo, mi ha inferto il dolore dell' abbandono.

Abbandono preventivato ed esplicitato dagli esperti in materia di dipendenze, perché soventemente contemplato fra le reazioni tipiche di questo tipo di persona.

Ma, per quanto fossi "preparata", rifiutavo l'idea, mi dicevo che "no, lui non si sarebbe mai comportato così".

Invece è successo ed il dolore è stato molto forte.

Prima di raccontare la mia esperienza e considerare perché si è manifestata nella mia vita, così come nella vita di molte persone, desidero riportare un paragrafo tratto da "La voce dell'ispirazione" di Wayne W. Dyer:

"Individuate tutte le persone che sono state un elemento negativo e/o distruttivo del vostro passato e domandatevi se le loro azioni sarebbero potute essere avvenimenti e atteggiamenti utili, semplicemente travestiti da ostacoli alla felicità. Gli abusi, la slealtà e l'abbandono possono essere insegnanti preziosi, se vi convincete di averli vissuti per un dono più grande".

In effetti queste parole sono la conferma all'espressione che ho utilizzato, in simile contesto, nel mio ebook "La mia legge di Attrazione" "doni avvolti nella carta vetrata", riferendomi ad aneddoti negativi, talvolta tragici, senza i quali però non avremmo ottenuto "qualcosa" di consequenziale, che ci ha resi felici.

Torniamo alla mia esperienza.

Caratterialmente sono sempre disponibile nei confronti dei miei amici, ma sono anche consapevole che a volte la trattazione di alcuni argomenti può divenire addirittura rischiosa se affrontata senza l'appropriata preparazione.

Io avverto moltissimo questa responsabilità, intendo dire che mi spaventa il fatto di poter esprimere qualcosa di inopportuno (leggi "potenzialmente dannoso"!) e, per quanto mi attenga scrupolosamente alla sfera delle opinioni personali, non posso esimermi dal prodigarmi a fronte di una richiesta d' aiuto, ricercando fonti competenti.

Competenza e aiuto che riscontro in letture mirate e, talvolta, rivolgendomi al mio coach per individuare insieme il comportamento più consono.

Lui è una persona sempre molto disponibile ed anche spiritosa, tanto che un giorno gli inviai un sms tra il serio e il faceto, nel quale gli dicevo che "era un periodo in cui attraevo amici sfortunati come una calamita ..." e la sua risposta mi stupì non poco.

Eccola:

"attiri persone per due motivi. Primo sei un salvatore che attira persone da salvare; secondo, perché tu possa imparare insegnando a loro".

Con queste premesse, coadiuvate dall' amore che, come è noto, è la terapia più efficace che esiste, affrontai una difficile e dolorosa esperienza : supportare Niccolò, (ovviamente è un nome di fantasia) un carissimo amico, nella sua lotta contro l'alcol, o per dirla in termini positivi, nella sua ricerca di equilibrio.

Legge di Attrazione, Amore e Distacco

Conobbi Niccolò per motivi di lavoro.

Lui amministratore delegato di un'affermata azienda, io imprenditrice.

Fu subito simpatia e proficua collaborazione.

Poi, terminata l'attività che condividevamo, ci siamo persi di vista.

A distanza di anni fu ancora il lavoro a farci reincontrare.

Questa volta fu ancora collaborazione e la simpatia molto presto divenne amicizia.

Un'amicizia tanto vera e profonda che portò Niccolò a confidarmi il suo problema: l'alcol.

Non avrei mai immaginato che un uomo poco più che quarantenne, colto, brillante, con una carriera prestigiosa, oltreché di splendido aspetto fisico ed un'immagine impeccabile, potesse essere un alcolista.

Eppure era così.

Quando mi confessò il suo dramma durante una telefonata, rimasi attonita e riuscii solamente a chiedergli se arrivasse a perdere il controllo delle sue azioni, ma lui mi rassicurò.

Da quel momento fra di noi si instaurò un rapporto totalmente privo di barriere, non esisteva più il "salvare l'immagine" dei due manager, eravamo solo lui, io e la sua infelicità che tentava di annegare nell'alcol.

Niccolò mi parlava della sua infanzia, dell'adolescenza ribelle, del rapporto con la madre, delle sue innumerevoli avventure sessuali, del suo matrimonio in frantumi, dell' atteggiamento mentale della famiglia d'origine proteso a salvaguardare le apparenze piuttosto che ad affrontare la realtà.

Io lo ascoltavo con comprensione ed infinito affetto, desideravo davvero poterlo aiutare, ma non sapevo come.

Passavo ore in libreria e in internet per approfondire le mie conoscenze e rendermi utile.

Fu in quel periodo che compresi veramente il significato di quello che alcuni esperti sostengono e cioè che il fatto di sentirsi ispirati da un grande scopo ci fa scoprire di essere persone molto più grandi di quanto abbiamo mai immaginato di essere.

Affermano, inoltre, che prima di un particolare "evento" non immaginiamo la nostra grandezza perché siamo condizionati dalle nostre convinzioni riguardo alla nostra identità.

Erano trascorsi alcuni mesi, Niccolò ed io ci fidavamo totalmente l'uno dell'altra, il nostro affetto era profondo e la nostra complicità non conosceva eguali.

Io continuavo a documentarmi relativamente all'argomento "dipendenze", dato che all'alcol si aggiungevano circa tre pacchetti di sigarette al giorno, ma tutto questo non impedì che un giorno la situazione precipitò.

Niccolò toccò il fondo, cadendo per strada ubriaco.

Era oramai impossibile affrontare la situazione senza l'aiuto di uno specialista e fu così che grazie alla psicoterapia, coadiuvata da un supporto farmacologico, oltreché dalla sua determinazione, lui smise di bere.

Gli fui molto vicina in quel periodo, le nostre telefonate erano interminabili, lui mi raccontava volta per volta le sue sedute con lo psichiatra ed io lo ascoltavo, gli esprimevo stima ed ammirazione per la sua forza di volontà e lo rassicuravo sulla mia accettazione incondizionata, priva di giudizio, oltreché relativamente al fatto che qualora avesse avuto un cedimento non avrebbe dovuto colpevolizzarsi, ma considerare positivamente i risultati raggiunti fino a quel momento per trarne stimolo a continuare il suo percorso.

Essendo due persone allegre e positive prendemmo questa esperienza quasi come un gioco, ridevamo insieme degli inconvenienti procurati dai farmaci, gli stilai un piano di premi sempre più gratificanti quanto più fossero lunghi i periodi di astinenza, sapeva di poter contare su di me in ogni momento, era sereno e, soprattutto, per la prima volta si sentiva totalmente accettato.

Io ero entusiasta del mio contributo.

Trascorse ancora qualche mese ed io iniziai a percepire qualche lieve sintomo di distacco da parte di Niccolò nei miei confronti, ma non volevo accettare che stesse per verificarsi quanto detto all'inizio: l' inesorabile l'abbandono.

Purtroppo era proprio così e, come da manuale, un giorno mi disse che era meglio che non ci vedessimo e non ci sentissimo più.

A distanza di tempo tentai una ripresa di contatti, ma al telefono non mi rispondeva ed i suoi sms, esclusivamente in risposta ai miei, erano cortesi, ma freddi.

Il mio dispiacere è lapalissiano ed ancora oggi, a distanza di cinque anni, spero che Niccolò abbatta quel muro che ha costruito fra noi e che possiamo ritornare ad essere gli amici di prima.

Non nutro alcun risentimento, anzi, sono pronta ad accoglierlo in qualsiasi momento con amore.

In conclusione voglio dare la mia risposta alle domande poste all'inizio di questo articolo, correlandole alla mia personale esperienza citata e soprattutto alla Legge di Attrazione.

    Perché nell'ambito della nostra quotidianità pur incontrando molte persone, solo alcune diventano "significative" per noi?

Simile attrae simile, cioè attraiamo persone sulla nostra stessa lunghezza d'onda (vibrazione).

Nel caso specifico, anche se io sono totalmente astemia, Niccolò mi rispecchia molto.

    Perché alcune di loro (le persone che incontriamo) a volte, purtroppo, ci inducono a manifestare esperienze negative?

Partendo dal presupposto che noi siamo i responsabili delle esperienze che attiriamo nella nostra vita e che creiamo noi stessi la nostra realtà con i nostri pensieri, evidentemente in merito ad alcune situazioni specifiche formuliamo pensieri negativi, primo fra tutti la "paura che accada" quel fatto.

Nel mio caso la latente paura dell'abbandono si è palesata.

"L'unica cosa che dobbiamo temere è la paura stessa". Franklin Delano Roosvelt
    E perché proprio quell'esperienza negativa si è rivelata (o si rivela, o si rivelerà) necessaria, se non addirittura determinante, nella nostra vita?

Per quanto io abbia sofferto e soffra tuttora per l'abbandono di Niccolò, proprio grazie all'esperienza amicale/affettiva vissuta con lui, io mi sono scoperta una persona molto più generosa di quanto pensassi, ho imparato a non giudicare, ho imparato a considerare con compassione ed indulgenza le debolezze altrui così come le mie, ho abbandonato alcuni pregiudizi e, soprattutto mi amo molto più di prima.

Ed uno dei principi basilari della Legge di Attrazione non è forse che per attirare l'amore degli altri dobbiamo imparare innanzitutto ad amare noi stessi?

Infatti oggi, rispetto al passato, attiro più amore nella mia vita.

    Perché la stessa esperienza può essere costruttiva per alcuni e devastante per altri?

Ciascuno di noi ha il proprio livello di percezione, basato sul proprio vissuto, ma attraverso la riflessione o la meditazione è certo il sollievo se pensiamo che dopo la tempesta viene il sereno e che i fiori hanno bisogno di sole (gioia) e pioggia (sofferenza).

    Infine, come considero la chiusura di Niccolò?

Qui rispondo riportando fedelmente un'affermazione di Louise Hay, tratta da "Pensieri del cuore" che ben rappresenta il comportamento manifestato dal mio caro amico:

"Opponiamo resistenza verso ciò che ci è più necessario apprendere. Se continui a ripetere "non posso" o "non voglio" probabilmente stai facendo riferimento ad una lezione che ritieni importante".
[Legge di Attrazione, Amore e Distacco - Articolo di Daniela Cavallini - www.xparadigma.it]

PS

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