Magazine Società

Lettera aperta a Gianfranco Fini. Ecco cosa rimane della destra: un cumulo di macerie su cui passeggiano i grillini e i comunisti!

Creato il 24 maggio 2012 da Iljester

Lettera aperta a Gianfranco Fini. Ecco cosa rimane della destra: un cumulo di macerie su cui passeggiano i grillini e i comunisti!

Egregio Signor Gianfranco Fini, mi chiedo quale sia il suo stato d’animo oggi che il centrodestra… la destra, che lei per anni ha rappresentato, come erede di Giorgio Almirante, è un cumulo di macerie su cui svetta la bandiera grillina.

Vede, negli ultimi tempi, anche leggendo i commenti di chi come me si è sentito tradito dalla sua ambiguità politica, ho persino pensato che forse lei alla destra non avesse mai tenuto. E per destra — preciso — non intendo certo il PDL o AN, o persino il MSI. Intendo piuttosto quel bagaglio di valori che da sempre sono appartenuti a questa area politica, quali la libertà, l’onore, la patria, la lealtà e la famiglia. Valori che forse (il dubbio è lecito) non appartengono più al suo personale bagaglio politico, ma che ancora oggi sono parte del pensare della maggioranza degli italiani, orfani di una grande destra che possa in un qualche modo difenderli dai poteri arroganti della finanza internazionale e della sinistra sua alleata occulta.

E invece il nulla assoluto. Da quel giovane leader di una destra fiammeggiante e rivoluzionaria, quale fu il Fini degli anni ’80 e ’90, ammirato per questo da milioni di persone e pronto a difendere l’italianità e gli italiani dagli attacchi (anche solo economici/speculativi) dello straniero, al grigio esponente di un pallido centrismo insipido e burocratico, capace persino di rinnegare le sue norme e le sue leggi, per sposare acriticamente l’ideologia  buonista ed europeista che stanno demolendo il nostro paese giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

Mi chiedo dunque, signor Fini, quale sia il suo stato d’animo e se lei abbia dei sinceri rimpianti. Perché a guardarsi indietro, non si può non essere avviliti per il nostro presente e per il futuro infausto che ci aspetta, tra banchieri e governi di sinistra. In venti anni il centrodestra è cresciuto ed è diventato partito e/o coalizione di Governo. Ha creato una sua classe politica (è vero, troppo spesso inadeguata), ha fatto riemergere valori che la sinistra comunista e post-comunista hanno con odio e livore tentato invano di annegare nella ipocrita retorica antifascista. Ha restituito alla memoria collettiva eccidi, stragi e vicende oscure che hanno macchiato la nostra storia recente, vergognosamente taciuta da un racconto storico di parte. Eppure, ciononostante, quante di queste conquiste resisteranno nel prossimo futuro, senza la presenza di una grande forza politica di destra che sappia difenderle con rinnovato entusiasmo e solida convinzione?

È difficile dirlo. Mentre è più facile affermare che se il Fini delle origini fosse rimasto anche negli anni successivi il Fini delle origini, oggi non avremmo perso per strada il nostro Fronte Nazionale Italiano. Piuttosto, avremmo avuto un partito serio, fatto di uomini e donne che da sempre credono nei valori della patria e dell’onore, e nei colori della nostra bandiera. Uomini e donne — signor Fini — che oggi invece sono degli orfani alla ricerca disperata di un miracolo di destra, capace di restituire loro una casa, una speranza e quel futuro che l’Europa ci sta strappando a morsi.

Link Sponsorizzati

Ma il Fini delle origini è morto da parecchio e sperare in lui è come sperare che il sole sorga a ovest e tramonti a est. Il Fini moderno infatti ha preferito seguire la strada dell’ambizione personale. Una strada che lo ha portato poi a contribuire — consapevolmente o meno — alla demolizione sistematica della destra, sulle cui macerie oggi passeggia il grillismo, l’antipolitica, e una buona fetta della furba sinistra, capace di riciclarsi ogni volta come forza rivoluzionaria, nonostante sia la più becera forma di conservatorismo italiano e mondiale. E certamente l’uomo e la donna di destra non possono sperare in Berlusconi. Il Cavaliere politicamente è una pila esaurita, e benché con le sole sue forze abbia fatto molto, oggi non è più in grado di sostenere una battaglia per il futuro senza un supporto umano.

Signor Fini, di tutto questo, delle macerie, dello svilimento dei valori della patria e della famiglia, del coma della destra e del precipizio tecnico in cui è caduta l’Italia, dobbiamo ringraziare soprattutto lei, che non è stato in grado di andare oltre le sue piccole e limitate ambizioni, pensando con evidente supponenza di poter riuscire a costruirsi intorno un partito su misura, senza però la materia prima: gli elettori di destra. I quali — le ricordo — non sono quello sparuto manipolo di ultras finiani, che a suo tempo la seguirono nel folle progetto di FLI. Ma sono persone toste, gente che ha valori e ideali non negoziabili e spendibili in acrobazie politiche e dubbie alleanze cattodemocristiane, finalizzate a soddisfare solo le personali aspirazioni di un solo uomo. Lei.

di Martino © 2012 Il Jester

 


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :