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Libro/Mania, non chiamatelo self-publishing

Creato il 03 giugno 2013 da Scrid

Avendo pubblicato una guida ai vari servizi di self-publishing attivi online, il radar di Storiacontinua resta sempre attivo per cogliere le ultime novità del settore. Per questo da qualche giorno non faccio che leggere articoli e segnalazioni sulla nuova piattaforma lanciata in collaborazione da De Agostini e Newton Compton. Il fatto è che più approfondisco e più mi viene l’orticaria.

libromania logo Non voglio sostenere che sia un servizio pessimo, ma che l’operazione di lancio abbia un che di furbesco si. Le dichiarazione sulla stampa stridono totalmente con le condizioni di utilizzo che poi si leggono sul sito. Si plaude all’innovazione, finalmente alla nascita di un “self-publishing all’Italiana” (forse proprio perché furbo?), di modello “soft” (sic!).

Ebbene, dopo più di tre anni di ricerche e approfondimenti, posso affermare che nel modello di Libro/Mania non c’è proprio nulla di self-publishing. Esistono i modelli ibridi di pubblicazione, il crowdfounding ma di soft non c’è traccia… nemmeno su Libro/Mania:

“Le Opere potranno essere pubblicate anche solo in formato digitale (ebook) o in entrambi i formati A DISCREZIONE di Libromania. (…) In caso di esito favorevole della valutazione (…) sarà formalizzato un CONTRATTO DI EDIZIONE tra l’Editore e l’Autore. Resta inteso che tale contratto prevedrà la pubblicazione dell’Opera in formato digitale, con un’opzione a favore dell’Editore per la sua pubblicazione in altri formati.

“Libromania non è vincolata in alcun modo alla pubblicazione delle Opere proposte e avrà FACOLTA’ DI ESCLUDERE dalla pubblicazione a suo insindacabile giudizio; Libromania sceglie senza limitazioni i criteri in base ai quali selezionare le Opere; Libromania ha la facoltà di apportare all’Opera da pubblicare eventuali modifiche e/o adattamenti per esigenze funzionali alla pubblicazione”.

Chiunque sa che il motto del self-publishing è “Tutti pubblicano tutto”, giusto o sbagliato, è l’autore ad essere editore di se stesso (sceglie prezzo, titolo e copertina), non c’è alcun contratto che lo vincoli al sito attraverso cui viene distribuita l’opera e il suo successo o fallimento verrà decretato unicamente dai lettori.

Cos’è, allora, Libro/Mania?

LibroMania contratto Prova a spiegarlo il direttore di De Agostini in un’intervista su Affaritaliani: “Libro/Mania offre agli utenti aspiranti scrittori che sono accettati come autori, un supporto editoriale nella fase di preparazione del testo e azioni di marketing nella successiva promozione dell’e-book, con tempi certi e sicuri in merito alla pubblicazione e alle attività di supporto per veicolare e valorizzare il libro online”.

E’ quindi un’agenzia letteraria?

“Per la parte editoriale, ci avvaliamo della collaborazione di un team esterno. Una redazione snella, con poche persone molto preparate che può soddisfare i nostri tempi di risposta che devono essere rapidi. Questa struttura ci consente di offrire agli aspiranti autori una valutazione, revisione e controllo del testo prima della sua pubblicazione senza troppe intermediazioni e passaggi di approvazione; un percorso che in genere all’interno delle grandi case editrici può essere lungo e tortuoso”.

E’ un ufficio valutazione manoscritti distaccato? Perché, allora, non offrire il servizio direttamente alle case editrici letteralmente sommerse dalle proposte di pubblicazione, che puntualmente non riescono a soddisfare? Bhé perché Libro/Mania vuole trovarseli da se i nuovi talenti.

“L’obiettivo di Libro/Mania, che affianca così alle attività di promozione editoriale e di consulenza commerciale anche quelle di EDITORE a tutti gli effetti, è quello di attirare nuovi scrittori di valore e trovare giovani talenti attraverso la rete. Il meccanismo è lo stesso della carta: se scopriremo nuovi autori di successo, guadagneremo sulle vendite del digitale e della carta” (il 50% sulle vendite).

Anche in questo caso, non si capisce perché non andare a cercare lì dove gli autori ci sono già, proprio sulle piattaforme di self-publishing, queste promesse della narrativa italiana, per permettergli poi di fare il grande salto? Pare, tra l’altro che Newton Compton lo abbia già fatto con Anna Premoli e G. L. Barone.

La sensazione è che cerchino di puntare un po’ da tutte le parti per stare a vedere poi cosa funziona; non si esclude nemmeno la possibilità di diventare un nuovo bookstore online.

“Inizialmente valuteremo solo i volumi che arrivano direttamente dagli autori, ma in una seconda fase cercheremo di fare accordi con gli editori promossi da Libro/Mania che potrebbero diventare un alimentatore della piattaforma stessa.

“Oggi la rete sta diventando uno strumento di distribuzione e fruizione sempre più importante, non solo per le giovani generazioni. Il futuro ci riserverà senz’altro un mercato diverso, questa è l’unica certezza, credo che nessuno oggi possa dire come sarà esattamente. Noi guardiamo a tutti gli scenari e cerchiamo di cogliere le nuove opportunità che offre il mercato, tra qualche anno valuteremo le nostre scelte”.

Solo, non chiamatelo self-publishing

Perché va di moda, perché si definisce self-publishing qualsiasi cosa abbia a che vedere con gli ebook, per lanciare il messaggio: siamo editori, ma non vogliamo gestirvi, anzi vi offriamo i nostri servigi gratuitamente, prendendoci in cambio solo il 50% dei vostri guadagni; d’altronde quanto potreste guadagnare senza la nostra promozione?

Ma quanto costa a voi produrre un ebook? E quanto l’esternalizzazione dei collaboratori?


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