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LO SVEZZAMENTO (caccia in bocca e manda giù)

Da Sgangerata

Se fossi una blogger figa, una mommy blogger (le mummy blogger invece sono tutta un’altra storia) inizierei questo post così:

Ciao Ragazze, Luchino ha iniziato lo svezzamento: siamo emozionati e felici di condividere i nostri pasti! Io gli cucino le pappine bio col mio bimby da 900€ e lui le adora, si lecca i baffi! Ciaone proprio. Lo metto sul seggiolone e tra un sorriso e l’altro ci scambiamo cucchiaiate di amore e pappina. E sì, la pappina gli finisce SOLO in bocca. Io adooooro svezzare.

Se fossi una blogger figa, ma non vi preoccupate, sono sempre io. Mamma for dummies, quelle che manco lo svezzamento riusciamo a fare!

PicMonkey Collage

Lo svezzamento a casa nostra è una missione militare, che prevede una serie di tappe:

  1. Vestizione. No, a noi non basta un semplice bavaglino a noi serve un GREMBIULE: una vera a propria camicia di forza che copre Luca da testa ai piedi, che potete acquistare a Ikea alla modica cifra di 4,99€. Da Ikea lo vendono sotto la descrizione “giocattoli, attività artistiche” (ergo: ne deduco che i bambini normali lo usino per pitturare, noi per mangiare!).
  2. Isolamento del terreno circostante. Il seggiolone deve essere lontano da oggetti di vetro, vetrine, altri bambini, adulti, animali, oggetti bianchi… perché solo una minima parte della pappa finirà all’interno della bocca di Luca, il resto OVUNQUE. Il pavimento magicamente da gres porcellanato diventa gres maculato.
  3. Armamentario. Devo munirmi di cucchiai morbidi, “per evitare che il bambino si possa far male masticando” ehm.. no perché quando gli ficco a forza il cucchiaio in bocca, almeno non gli spacco la mandibola.
  4. Elaborazione di una tattica ed azione. La tattica direte voi, presentare il cucchiaio all’ingresso della bocca ed aspettare che la apra: questa non è una tattica, è un’utopia e come vi dicevo qualche riga più sù noi siamo in guerra. La tattica è spingere il cucchiaio in bocca, sincerandosi di lasciarsi la lingua del piccolo sotto il cucchiaio o in casi estremi approfittare di qualsiasi varco disponibile (bocca spalancata durante il pianto, apertura in fase di lallamento, apertura durante le rare risate).
  5. Limitare le bestemmie. Che ve lo dico a fare, io predico bene e razzolo male: sono conscia che urlare a mio figlio che mi ha logorato i maroni mostrare nervosismo peggiori la situazione, ma non ancora un gran controllo delle mie emozioni.
  6. Darsi un tempo massimo entro cui decidere se battersi in ritirata o proclamare un armistizio.

colonna sonora: Loser – Beck


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