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Lokomat, il Robot che restituisce le gambe ai bambini

Creato il 18 luglio 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online

Roma, arriva Lokomat, un vero robot grazie al quale i bambini con disabilità motorie potranno camminare.

Il macchinario é il risultato della ricerca più avanzata ed é una donazione della Fondazione Roma al MARlab, Laboratorio di Robotica e Analisi del Movimento dell’ospedale Bambino Gesù.

Lokomat – ideato dall’azienda Hocoma e testato a Zurigo presso la clinica universitaria Balgrist – consentirà il recupero della mobilità a pazienti che presentano danni congeniti, neurologici o dovuti a traumi e, la stima prevede, a beneficiarne saranno cento bambini ogni anno.

Il centro riabilitativo dell’ospedale pediatrico della capitale accoglie felicemente l’arrivo del macchinario in quanto facilita le terapie riabilitative riducendo la fatica dei medici e del paziente stesso. Se la norma prevedeva che il paziente venisse sostenuto da due terapisti su un normale nastro (o tapis roulant) che dovevano contemporaneamente anche seguire ogni singolo movimento muscolare o articolare con le mani, con il Lokomat, risultato di una tecnologia avanzatissima il paziente é prima di tutto assistito in modo più completo. Esso viene sostenuto dal robot stesso in una sorta di abbraccio mentre, passo dopo passo, il peso corporeo viene scaricato e il movimento analizzato dal computer.

Lokomat assiste, valuta e misura il paziente e ne controlla le attività, fornendo attraverso feedback visivi i risultati e le informazioni che possono essere utili ad un recupero rapido delle abilità motorie e alla ripresa dell’uso delle gambe.

Medici e terapisti visualizzeranno sul PC Lokontrol i dati e i parametri del paziente – velocità, lunghezza del passo, forza muscolare, etc. – in modo da avere una visione complessiva e decisamente più accurata della situazione d’insieme.

La mission del ‘Presidio per la Deambulazione Robotizzata Lokomat, questo il nome per esteso, é quella di aiutare il bambino a imparare a camminare ma sarà possibile anche avere tra gli obiettivi quello di migliorare l’andatura, di riequilibrare il sistema cardiocircolatorio e il funzionamento degli organi interni e in seguito alle prime esperienze in USA, Svizzera e Austria, sarà possibile pensare di adoperarlo per migliorare la deambulazione in soggetti emiplegici affetti dagli esiti di ictus cerebrale e in persone con lesioni del midollo spinaleridurre la spasticità.

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