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Malaysia 36 - Un pomeriggio tranquillo

Creato il 14 luglio 2017 da Enricobo2

Malaysia 36 - Un pomeriggio tranquillo

Cagnolino furbino


Malaysia 36 - Un pomeriggio tranquillo

Un'ansa del fiume

Ormai è primo pomeriggio e fa davvero caldo, non c'è in giro nessuno. Tolti quelli che sono andati in città con le barche, tutti gli altri hanno smesso ogni attività e riposano all'ombra nelle loro camere. All'imbarcadero solo qualche bambino e una vecchia che lava il suo cane, un cagnolino con un aria da volpe furbetta. Il fiume davanti è perfettamente immobile come una palude verde scura, sulla quale di tanto in tanto emerge qualche bollicina, forse un pesce in cerca di cibo, forse una rana che non vuole emergere. Grandi libellule dalle ali blu fremono attorno a piante acquatiche che vogliono a fatica emergere dallo stagno. Vado a farmi una doccia, tanto per togliermi di dosso un insopportabile senso di calura umida e sudaticcia, basta evitare i ragni giganti che, da bravi, rimangono sospesi negli angoli più scuri della baracca, stando attenti a non cascare nel buco, glielo avranno detto di non dare fastidio ai turisti. I gechi amici invece, rimangono appesi, incollati alle travicelle del soffitto con le loro piccole ventose delle zampe, in attesa di liberarci dalle, in fondo, poche zanzare che ho visto circolare. L'acqua è sempre un ristoro, ti sembra di star meglio, almeno per un quarto d'ora. Nawin mi aspetta fuori seduto sui gradini, capisci subito che ha voglia di chiacchierare. E' visibilmente anziano, ma parla un inglese comprensibile.

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Tatuaggi

Vuol subito sapere della mia famiglia, figli e lavoro, tanto per inquadrarmi meglio, poi, saputo dei miei trascorsi nel mondo agricolo si illumina e cominciamo a parlare di raccolti, di campagna e del fatto che piove quando non deve e viceversa e che non sono più i tempi di una volta, quando si stava così bene, sì è vero si moriva giovani, ma se avevi le palle, in,fondo non si stava male, adesso con tutti questi indonesiani che cercano di scavalcare il confine, non se ne può più, è un'invasione e il governo non fa niente. Lui ha un campetto di pepe sulla collina dietro la longhouse, ma non gli dà molto lavoro, al massimo quando è ora di raccoglierlo, gli ci vuole più o meno una settimana, poi lo lascia seccare al sole e infine sua moglie lo monda prima di metterlo nelle bottigliette di acqua che i turisti buttano via e poi va a venderlo a mercato. In generale invece, lui va a caccia nella foresta, ha anche un fucile ed è uno della squadra che stamattina ha preso il cinghiale, lui ha avuto una coscia e ride soddisfatto. Beh una volta, certo si stava meglio, ma la caccia con la cerbottana non era uno scherzo, a prendere scoiattoli, scimmiette e uccelli, dovevi avere una bella mira, per i cinghiali o il tapiro, bisognava usare il veleno di una pianta che intorpidiva l'animale, una volta colpito, poi lo raggiungevi e lo facevi secco con la lama che sta sulla punta della cerbottana stessa. Ma mica sempre quelle bestiacce si addormentavano, a volte il veleno non era abbastanza potente e allora dovevi andargli dietro per ore nella foresta prima che cadessero al suolo ansimanti.

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Il gallo è pronto

Ride forte mostrando una bella bocca priva di tutti gli incisivi. Eh sì, qualcuno dice che è il contatto della bocca col succo di quella pianta che serve ad avvelenare i dardi, che fa cascare i denti davanti, e ride di nuovo. Domani mi fa provare la cerbottana così vediamo quanto sei bravo! Cerco di avere qualche notizia più diretta sulla vita tra gli Iban, sul sesso proibito tra i giovani ragazzi della longhouse, un tabù, le donne invece, si vanno a incontrare alle feste tra villaggi, fai un po' il bell'imbusto, con balli e canti vari, ti metti in evidenza e intanto adocchi quella che ti piace, se lei non sembra maldisposta e non ti volta la schiena quando arrivi dalle sue parti, può darsi che tu sia piaciuto, allora vai a chiederla al padre  e magari, se le famiglie trovano un accordo te la sposi e la porti a casa. Anzi, se è figlia unica è frequente che la famiglia di lei ti chieda di andare a stare da loro, così diciamo che diventi il futuro uomo di casa, erede delle tradizioni del patrimonio familiare. Sembra che qua i divorzi siano rari, molto meno che in città comunque, ci tiene a sottolineare. Quando cerco di indagare un po' più a fondo sulla storia del taglio delle teste, cerca di cambiare discorso, mi pare che sia un argomento che preferirebbe lasciare da parte, in fondo sono cose che non si fanno più e slitta sul fatto che ha il dorso della mano sinistra tatuata, insomma quando era giovane qualche colpo di lama deve averlo dato.

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La cappella

Si fa serio, dice che l'anima di chi è morto in quel modo deve essere rispettata e loro dopo aver passato la loro forza e la loro audacia a chi li ha uccisi, rimarranno come protettori della famiglia, se saranno stati onorati e le loro teste saranno state conservate con rispetto. Ogni famiglia ha le sue, ben conservate e nascoste ed alle quali viene sempre rivolta una preghiera di richiesta di protezione. Se vuoi, puoi vedere quelle della famiglia, una serie di vecchi teschi rinsecchiti, racchiusi in una gabbietta protetta e coperta di stoffe; ma devi averne rispetto, molto rispetto, questo è davvero quello che conta. Solo così i tatuaggi rituali, dopo la morte risplenderanno illuminando la strada nel mondo delle tenebre.  Non si scherza con la morte, anche se oggi tutto è diverso e tutti fingono di credere anche a quanto viene raccontato loro nella piccola cappella protestante, costruita dietro le latrine, dove di tanto in tanto arriva un missionario a predicare, anzi ufficialmente qui sono tutti luterani. Non bisogna insistere molto su questi argomenti, se no cessa il rispetto, anzi adesso che fa ancora caldo, se vuoi, si può andare a fare il bagno nel fiume, in quella ansa tranquilla, non ci sono vortici e neanche coccodrilli, non vengono da questa parte del fiume, almeno quasi mai. Intanto il sole comincia a calare, qualcuno si è svegliato, qualcuno è già tornato.

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Al combattimento

Quattro ragazzi si mettono in un piccolo spiazzo dietro la longhouse con un gallo sotto il braccio. Uno tiene in mano un mazzetto di foglie tutte uguali come fossero una sorta di fiches con cui scommettere. I galli vengono carezzati e blanditi a lungo dai relativi proprietari, come se si cercasse di convincerli ad essere forti e combattivi. Poi ancora trattenuti, vengono messi uno davanti all'altro e spinti a sfiorarsi coi becchi, aizzandosi a vicenda. Gli animali, saranno stati sicuramente parte dei malefici che questa mattina cantavano a squarciagola, sbattono le ali e cercano di colpire con gli speroni, poi partono le prime beccate. Finalmente lasciati andare, si aggirano attorno per un po' poi attaccano quasi contemporaneamente, quasi saltandosi addosso con la forza delle zampe e lo slancio del colpo d'ala, tentando di beccarsi reciprocamente sul collo spelacchiato, ferito in cento battaglie o meglio direttamente nell'occhio per accecare l'avversario. E' un attimo, poi anche se tu non hai capito molto bene e non hai afferrato il meccanismo, i ragazzi si riacchiappano i relativi animali, certo per non comprometterne il vigore ed evitare ferite fatali. Insomma un allenamento per qualche combattimento più serio, forse in occasioni di feste generali.

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Bevuto troppo

Intanto cala la sera, molte barche tornano dal paese vicino e quasi tutti impiegano queste ore del tardo pomeriggio per lavarsi via le fatiche della giornata. Si prepara la cena, mentre per il dopo, tutti liberi, per un prosieguo della serata assolutamente informale. Due ragazzi in un angolo suonano la chitarra, cercando di apprendere le canzoni del momento. Un gruppo di gaudenti già decisamente rotondi, invece ci rapisce e pretende ad ogni costo che terminiamo la serata nelle loro case, situate nella parte più nascosta, forse anche la più povera della longhouse. Ci facciamo trascinare dal gruppetto. Nello stanzone che sarebbe la casa di Reba, c'è una radio che spara musica a palla, si tratta di malay rock, i migliori successi del momento, assicura Tinghy prima di stramazzare a terra sulla terrazza a braccia e gambe aperte, boccheggiando. Non riesce più a tirarsi su, anzi si addormenta quasi subito producendo rantoli regolari. Anche altri due uomini, uno col busto completamente tatuato di scolopendre, l'altro con due grandi aquile sul petto, sono quasi cotti e scolatosi ancora quello della staffa, si stendono con la schiena appoggiata alle stuoie. Nella camera invece si balla a tutta forza. Reba che ride sguaiatamente cerca di baciare tutti, uomini e donne, appena le capitiamo a tiro, spalanca la bocca priva di tutti gli incisivi superiori e ti guarda con occhi sognanti.

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A bocca chiusa

Poi, se non riesci a schivarla in tempo ti stampa uno schiocchio sulla guancia. Anche le altre donne appaiono molto espansive, ballano con movimenti sinuosi al ritmo della musica molto ritmata; bisogna partecipare d'imperio anche perché in questo modo riesci ad evitare di bere altro alcol. Il sudore cola copioso dalle fronti e sulle schiene. Solo dopo aver dato tutto si riesce a svicolare. I più sono ormai sdraiati completamente ubriachi, quelli meno provati, quasi tutte ragazze, si muovono più lentamente appoggiandosi tra di loro, tra risatine strozzate e sorrisi d'intesa, insomma una azione di mutuo soccorso tra ballerini mezzi brilli. Quando capiscono che la festa è finita e ce ne stiamo andando all'inglese, ci abbracciano tutti a lungo dicendoci quanto sono stati contenti della nostra visita e di raccontare a tutti i nostri amici quanto si sta bene tra gli Iban, che sono tutti brava gente e che li invitano assolutamente a fare loro visita, che se sono amici nostri saranno anche amici loro, cosa che come vedete sto facendo, perché ogni promessa è debito e bisogna onorare quelle fatte specialmente a quelli che potrebbero anche, solo per ipotesi beninteso, avere il machete facile. Insomma è ora di andare a dormire, che tra poche ora i malefici galli cominceranno a cantare a squarciagola.

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L'ora del bagno


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