
"La stupidità -dicevaFrank Zappa- è una componente essenziale dell' universo, come l' idrogeno."
L' eccentrico musicista americano però è scomparso nel 1993, perciò poteva anche non immaginare che un giorno questa stupidità potesse diventare una seria minaccia alla stessa sopravvivenza, se non dell' universo, sicuramente del nostro pianeta.Bene, questa volta voglio proporre un tema sicuramente inflazionato, di cui anche la stampa generalista, data l' importanza universale, si sta occupando da anni con sempre maggiore frequenza, e perciò di cui tutti sono perfettamente a conoscenza.
Non pretendo dunque di aver scoperto l' America nel ripetere cose già sentite fino alla nausea e ormai arcirisapute (almeno per molti di noi che si interessano all' ambiente e alla sua salvaguardia), ma data la posta in gioco, l' urgenza dei problemi e la nota inerzia della gente e delle istituzioni nel mettere in pratica i necessari cambiamenti, ritengo opportuno insistere affinchè l' argomento del presente post, cioè l' impatto dello stile di vita consumistico che caratterizza tutte le società moderne, non solo sull' ambiente, ma indirettamente su tutte le problematiche planetarie attuali, non rimanga un argomento da salotto.Secondo la teoria della "risonanza morfica", che prende spunto da quella più nota dell' inconscio collettivo di Jung, le idee e i comportamenti degli individui influenzano automaticamente ed inconsciamente gli altri individui della stessa specie e della stessa comunità.
Tale teoria si basa su un' affascinante ipotesi di Rupert Sheldrake, uno scienziato esaggista di eccezionale formazione e apertura mentale, ricercatore in botanica e fito-fisiologia, che in base a lunghi studi ipotizza l' esistenza di quelli che lui chiamacampi morfogenetici (o morfici), che si possono definire archetipi identificabili in campi organizzativi preesistenti a tutto il mondo fisico, che si tratti di organismi viventi oppure di oggetti inanimati. Strutture immateriali, dunque, influenzate da idee e pensieri, che danno origine alla realtà fenomenica e ne plasmano in seguito lo sviluppo.
Perchè ho parlato di questo? Perchè le implicazioni di questa teoria su ciò di cui sto trattando sono di importanza cruciale.
Significa, tradotto in pratica, che maggiore è il numero di individui convinti di un' idea, o che seguono certi comportamenti, maggiore sarà il condizionamento del campo morfico da essi originato sul resto della popolazione.
Il che spiega anche perchè, nonostante certi concetti siano sensati e palesemente dettati dal buonsenso, sono tenuti generalmente in scarsa considerazione: essi non riescono ad affermarsi a causa dell' indulgere della maggioranza della popolazione in comportamenti contrari, che generano così un potente campo morfogenetico, il quale ovviamente non fa che perpetuare proprio quei comportamenti.
Per far sì che le cose cambino davvero bisogna dunque invertire il rapporto di forze. Quindi più si parla, più rumore si fa, più ci si impegna a perseguire un dato risultato e quante più persone saranno impegnate a farlo, più si creeranno le condizioni perchè questo si avveri, grazie al campo morfogenetico che avremo contribuito ad alimentare.
Ecco perchè è così importante parlare e coinvolgere gli altri in quello che crediamo, indipendentemente da quelli che sembrano essere i risultati nell' immediato.
Chiusa questa necessaria digressione, vorrei portare ad esempio uno dei pochi personaggi nell' ambito dei "VIP" che si sta dando parecchio da fare per incoraggiare quanta più gente possibile a seguire, almeno in parte, il suo esempio nell' operare scelte più consone alle urgenti istanze ambientali.
Certo, lui che gode da decenni di successo planetario ha molto più ascendente di una persona qualsiasi, ma penso che, se ognuno di noi comuni mortali si impegnasse nel suo piccolo a fare qualcosa nella giusta direzione, a emulare almeno in minima parte persone come lui, si riuscirebbe molto meglio e più rapidamente a modificare il campo morfogenetico negativo determinato dalla troppa gente che la testa ce l' ha soltanto per tenere unite le orecchie, che vive costantemente coi paraocchi, e che non vede al di là della punta del proprio naso.
Alludo in particolare a chi pensa solo ai propri comodi e se ne frega di tutto, a chi fa le cose solo per abitudine o perchè le fanno tutti, e ritiene che dei problemi della società se ne debbano occupare le istituzioni, non essendo evidentemente consapevole della sua parte di responsabilità.
Il personaggio in parola non ha certo bisogno di presentazioni, trattandosi di Sir Paul McCartney, che si è fatto da alcuni anni paladino di una crociata di sensibilizzazione sulle conseguenze dei nostri sprechi consumistici, in larga misura legati alla mania carnivora che non sembra risparmiare nessun Paese al mondo, allorchè intraprenda la sua scalata verso il benessere.
Paul McCartney e il suo libro di ricette vegetariane
Vegetariano convinto di vecchia data, cosa di cui non ha mai fatto mistero, il nostro ex-Beatle propone un ragionevole compromesso a chi non se la sente di rinunciare del tutto alla carne, come si evince facilmente dal titolo stesso della sua campagna: "Meat-free Monday" ("Lunedì senza carne"), alla quale hanno subito aderito le sue figlie, Mary e Stella e varie celebrità.
Perchè eliminare la carne anche un solo giorno alla settimana, magari al lunedì, appunto, dopo i presumibili bagordi domenicali, sarebbe già un apprezzabile aiuto al nostro pianeta, pur non comportando un vero sacrificio per nessuno.
Non pochi infatti sarebbero sorpresi nell' apprendere che l' industria dell' allevamento del bestiame produce nel mondo più gas serra (responsabili, come si sa, del surriscaldamento globale) di tutto il settore dei trasporti (18% contro il 13,5%), dato che ogni qual volta si parla di inquinamento e problemi ambientali è diventato un luogo comune puntare l' indice contro le automobili, le industrie, il riscaldamento domestico, insomma tutto ciò che è connesso al consumo diretto di petrolio.
Nessuno però considera le implicazioni in termini di impiego di risorse ed energia della produzione di carne (e altri cibi animali), nè si è sognato mai di stigmatizzarne il consumo sconsiderato.
Tanto per portare qualche esempio, ogni secondo spariscono foreste che potrebbero coprire sei campi da calcio, per far posto a pascoli o per la produzione di foraggio, e per produrre una fetta di carne si utilizza la quantità d' acqua che serve per una doccia di quattro ore.
Il logo della campagna
"Less meat, less heat" ("Meno carne, meno riscaldamento"), recita dunque lo slogan di questa campagna, scelto per la sua rima in inglese, ma anche per il suo modo diretto di comunicare il messaggio.
E per rendersi conto di quanto il baronetto più famoso del mondo faccia sul serio, c'è la notizia di una sua udienza tenuta nel dicembre 2009 nientedimeno che alParlamento Europeo, allo scopo di avere il supporto dell' Unione Europea e allo stesso tempo sensibilizzare l' opinione pubblica.
In quella occasione, assieme al dr. Pachauri, Presidente del "Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici" (IPCC) e uno dei massimi esperti mondiali di scienze climatiche, McCartney, denunciando l' impatto sull' ambiente degli allevamenti intensivi, come emerso da un rapporto del 2006 dell' "United Nations Food and Agricultural Organization", ha spiegato i motivi affinchè l' Europa e il mondo intero perseguano una politica consona a questa nuova emergenza, emanando anche linee-guida per i cittadini.
Paul con due delle sue figlie che hanno aderito attivamente alla campagna
Di sicuro però il nostro Paul avrebbe fatto meglio a precisare che rinunciare alla carne anche un solo giorno alla settimana non significa sostituirla con altro cibo animale, magari latticini, che per molti aspetti sono anche peggio della carne.
Il concetto da capire infatti è che la quota di cibo animale presente nella dieta standard attuale ha bisogno di essere complessivamente ridotta, perchè le considerazioni che valgono per la carne si possono estendere in qualche misura a tutti gli alimenti di origine animale (soprattutto a quelli di terra e d' allevamento).
Considerazioni che non si limitano certo al riscaldamento globale dovuto all' effetto-serra, dato che questo è il tema su cui fa perno la campagna, ma riguardano molti altriaspetti non meno importanti, che toccano tanto l' ambiente e le sue risorse, quanto la nostra salute, per non parlare delle ingiustizie sociali cui danno origine a livello mondiale.
Ma su tutto questo sarebbe opportuno soffermarsi in un prossimo articolo, dove emergerà in tutta la sua evidenza l' assurdità e la follia delle attuali scelte.
Per concludere, invito tutti a visitare subito il sito Meat-free Monday, e magari fare una donazione per sostenere la campagna. Potrebbe essere il vostro primo passo per rafforzare quel campo morfogenetico di cui il nostro pianeta ha così disperato bisogno.
E, se questo può essere un incentivo, la vostra offerta vi consentirà di scaricare la canzone che il nostro "Macca" (come viene simpaticamente chiamato da alcuni suoi fans) accenna nel video di presentazione ivi presente.
Vabbè, è una canzoncina senza pretese da lui sfornata e confezionata giusto per l' occasione (poteva mai esimersi dal farlo per una campagna tanto importante?)
Perciò per rimediare ho pensato di proporvene un' altra delle sue meno note e più sottovalutate.
Mi auguro vi piaccia quanto piace a me.
Michele Nardella



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