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Mercato del lavoro, occorre andare oltre gli aspetti marginali

Creato il 16 marzo 2017 da Propostalavoro @propostalavoro

Mercato del lavoro, occorre andare oltre gli aspetti marginaliEsiste un’insuperabile abitudine italiana a concentrarsi sugli aspetti marginali che riguardano il funzionamento del mercato del lavoro, spesso valutando con lo stesso approccio anche i tentativi di riforma: è stato così per il Pacchetto Treu, per la Riforma Biagi, e da ultimo per il Jobs Act.

È fisiologico che riforme complesse, che investono un largo spettro di meccanismi di funzionamento del mercato del lavoro – dai contratti alle politiche attive, dalla tutela della genitorialità all’integrazione scuola lavoro – siano preceduti e seguiti da ampi e talora aspri dibattiti; è altrettanto normale che successivamente alla realizzazione dei percorsi riformatori possano manifestarsi effetti distorsivi, e rendersi necessarie correzioni e integrazioni.

È stato così in passato, è così per quanto riguarda il Jobs act. È però significativo esaminare le dinamiche del dibattito, tra esponenti politici e sindacali in particolare, e rilevare il prevalere tra le tematiche del confronto di aspetti marginali, o comunque non strategici per il funzionamento del mercato del lavoro.

È così che da mesi è centrale nel confronto pubblico la regolazione dei voucher, mentre il lento avvio dell’assegno di ricollocazione o la tragica inefficacia dei centri per l’impiego sembrano non interessare il dibattito politico, seppure siano elementi di particolare rilevanza nel quadro della modernizzazione dei servizi per il lavoro.

Prendiamo due casi esemplificativi: le statistiche sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sulla disoccupazione giovanile sembrano, periodicamente, risvegliare l’interesse e il dibattito su tali aspetti. In realtà spesso si tratta soltanto dell’utilizzo di tali report a fini della polemica politica, e non di un reale interesse, ad esempio, per la tematica della conciliazione vita/lavoro o di un confronto sull’incidenza della difficile transizione scuola/lavoro nell’altro tasso di disoccupazione.

È necessario, se si vuole un confronto fecondo, che si superino le posizioni di parte e il continuo ricorso ad una contrapposizione fine a se stessa, analizzare il funzionamento del mercato del lavoro in un’ottica sistemica, valutandone nel tempo gli assi di progressione prima che i singoli strumenti, con la consapevolezza che tutti i meccanismi di interazione sociale ed economica sono caratterizzati da una elevata complessità: di conseguenza, il compito del legislatore non è quello di disegnare una realtà ideale o idealistica, ma è bensì quello di regolare – consentendone il funzionamento – un mondo oggettivo che non può essere interamente racchiuso nei provvedimenti normativi.


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