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Mi manchi, best mate :-)

Creato il 15 aprile 2011 da Lamagadioz

Quando ero in Australia, appena dopo una settimana dal mio arrivo nel giugno 2009, ho avuto modo di conoscere quella che è diventata la mia migliore amica.

Ci siamo incontrate a Sydney. Lei era arrivata una settimana prima di me.

E dire che in Italia non stavamo mica tanto lontane. Io ligure e lei di un paesino vicino a Busto Arsizio, in provincia di Milano. Si, ok, non vicinissime, ma sempre più vicine di quanto lo siamo adesso!

:-D

E’ stata “amicizia a prima vista”.

:-D

Ci siamo intese fin da subito, ci siamo fatte un sacco di compagnia, ci siamo consolate a vicenda nei momenti tristi (che non sono stati pochi) e abbiamo goduto e condiviso quelli belli, anzi stupendi (che sono stati tanti…).

Perchè vi parlo di lei? Perchè vi racconto di una persona che non vedo da tanto tempo, che mi manca ogni giorno, a cui penso ogni giorno…e che ha scelto, diversamente da me, di rimanere in Australia. Nonostante tutto.

La mia amica non vuole comparire, non vuole essere nominata e non ho mai capito perché…allora le affido un nome fittizio….Lisa.

Lisa non ne ha voluto sapere si tornare a casa. Lei odia Busto Arsizio, odia l’Italia, odia questo sistema corrotto e marcio..un sistema dove lei faceva tre lavori al giorno (assistente in un negozio di ottica, confezionatrice di bomboniere e pr alla sera nei locali) per pagarsi un buco da seicento euro al mese e i soldi non bastavano mai, dove tutto era dovuto e ancora grazie se le davano un lavoro…

Metteteci dentro che ha pure incontrato una serie di imbecilli di cui ha avuto la sfiga di innamorarsi…ed ecco che ho capito perché è scappata dall’Italia. E perché non vuole più tornare.

Metteteci dentro che con la sua famiglia non andava molto d’accordo…che appena potevano le facevano pesare qualsiasi cosa…ed ecco che la capisco ancora di più.

Lisa non è partita per trovare il lavoro della vita. Sa a malapena l’inglese, non ha una laurea anche se ha sempre lavorato, ma di certo non è andata a Sydney per fare la manager o fare carriera.

Lei è proprio scappata di casa. Quando stavamo tutte e due a Sydney, io lavoravo al Casinò e lei girava come una trottola alla ricerca di un posto di lavoro che nessuno voleva darle perché “Sorry , but you don’t speak English”…

Ma Lisa non ha mai mollato. Adesso mastica un po’ meglio l’inglese e lavora in qualche ristorante, qua e là in giro per l’Australia. Non è il lavoro della vita, ma le permette di mantenersi decorosamente e mettersi pure qualcosa da parte (guadagna più lei di me, su questo non ci piove).

Lisa non è in Australia per il lavoro. E’ contenta perché è lontano da casa. Perché può dire al mondo (e soprattutto dimostrare alla sua famiglia) che lei ce l’ha fatta, che lei vive in Australia alla faccia nostra.

Perché vi parlo di questo?

Perchè la mia migliore amica comincia a vacillare. Da  qualche tempo a questa parte ha cominciato a mandarmi messaggi strani….dove si chiede da dove e cosa sta scappando..dove mi racconta che sti australiani li capisce sempre meno…dove si domanda che cosa deve fare, se sia giusto o meno rimanere.

Sua madre sta male e lei vorrebbe tornare soprattutto per questo. Anche se sua madre poco si è spesa per amare questa sua figlia, lei comunque vuole tornare per stare vicino alla sua mamma. Che sicuramente, quando la vedrà, non le salterà addosso per coprirla di baci, ma le chiederà perchè si è presentata a casa, perché ha speso tutti questi soldi per venire in Italia, com’è che le è saltata in mente una cosa del genere…

Un grazie sarebbe sufficiente, ma di grazie Lisa nella sua vita ne ha ricevuti davvero pochi.

Se è scappata dall’Italia non è colpa sua. Il sistema nostro l’ha fatta scappare…la famiglia che non l’ha capita nè appoggiata è forse la principale causa della sua fuga.

Le voglio semplicemente dedicare queste parole..le voglio dire che io nel mio piccolo le sono vicino.

Come dico anche a voi, pure a lei urlo di non mollare, di credere in se stessa, di non disperarsi se gli altri non la amano abbastanza, quello che conta è che lei si ami prima di tutto. E che la smetta di scappare.

Smettetela di scappare, anche voi. Chiunque stia leggendo queste righe mentre medita la fuga, ci ripensi.

Andate per scoprire, per conoscere, per testare, verificare, capire. Partite per migliorarvi, perché volete qualcosa di meglio per voi. Non partite perchè scappate. Non prendete l’aereo con la disperazione addosso.

Perché non troverete nulla, o troverete peggio.

Se non sai bene da cosa scappi e dove vuoi andare, a cosa serve iniziare a correre?

Adesso lei è a Sydney e io sono in Italia. A causa del fuso orario maledetto non riusciamo quasi mai a sentirci, non le posso stare vicino come vorrei.

E mi viene il nervoso e quasi mi vengono le lacrime perché vorrei essere laggiù adesso, vorrei abbracciarla…lei che non si fa abbracciare volentieri anche se gli abbracci li accetta eccome perché ne ha avuti pochi in vita sua, lei che magari fa quella poco affettuosa, ma mi riempe di regalini e attenzioni.

Lei che mi racconta poco o nulla perchè non vuole farmi preoccupare, ma io lo so che sta male.

E non sa che fare, vorrebbe tornare per la sua famiglia, ma vorrebbe pure rimanere laggiù, nella sua amata Australia. Che magari le ha dato poche soddisfazioni, ma almeno, come dice lei, le ha dato l’opportunità di essere libera e indipendente, di non dover rendere conto a nessuno di ciò che fa.

Scendere in strada, gustarsi un frappuccino mentre passeggia a Bondi Beach, ammirare i gabbiani e meravigliarsi, costantemente, ogni giorno, ogni ora.  Anche io ho vissuto quell’incantesimo, quella sensazione che vorresti spaccare il mondo e vedere tutto il possibile, quella morsa che ti prende al mattino e ti molla, a fatica, solo quando vai a dormire la sera, stremata.

Lei è laggiù per tutto questo. Che è tanto, credetemi. Non è la ricerca del posto di lavoro. Qui parliamo di vita.

Ma ora sta male e non sa neanche lei il perchè. Forse è solo questione di tempo, forse tra poco mi scriverà e mi dirà che va tutto bene, mi dirà “Don’t worry mate” con il suo accento milanese e la erre un po’ “acquosa”, giusto per imitare la cadenza australiana

:-D

Io le auguro di ritrovarsi e di smettere di scappare.

Ma da brava egoista che sono, adesso vorrei che fosse qui, come lo scorso capodanno, quando è venuta in Italia e abbiamo passato la notte di San Silvestro insieme a Genova.

Dormiva nel lettino a fianco al mio, dove sono seduta adesso a scrivere.

Abbiamo passato le ore a parlare e a ridere come due cretine, a guardare sul mio pc i film di Checco Zalone, a mangiare focaccia e ballare in una discoteca di Genova per salutare il nuovo anno.

Poi non l’ho più vista. E dubito che la rivedrò ancora.

Vorrei che fosse qui, vorrei che avesse un lavoro normale, una famiglia normale…vorrei poter uscire con lei la sera per andare al cinema e berci una cosa insieme, come fanno tutte le amiche del mondo.

E invece per colpa di un paese stupido e stronzo, per colpa di una famiglia che non l’ha capita, lei è finita dall’altra parte del pianeta.

Chiudo con una citazione, che dedico a lei, a me e a tutti quelli che si sentono soli o insicuri.

E’ presa da un film fantasy intitolato  ”Sucker Punch” dove la protagonista, rinchiusa ingiustamente in un manicomio, cerca di sopravvivervi mentalmente creandosi un mondo immaginario. Un po’ quello che dovremmo fare tutti…

Chi è realmente al centro della storia?
Chi manovra il sipario?
Chi è che decide la coreografia della danza?
Chi ci porta alla follia?
Chi è che ci sferza e ci incorona vincitori quando sopravviviamo all’impossibile?
Chi è che fa tutte queste cose?
Chi ci ispira a onorare quelli che amiamo con la nostra stessa vita?
Chi manda i mostri a ucciderci e allo stesso tempo canta che non moriremo mai?
Chi ci insegna che cosa è reale e come ridere delle bugie?
Chi decide perchè viviamo e per che cosa dobbiamo morire?
Chi ci incatena e chi ha la chiave che può renderci liberi?

Sei TU… hai tutte le armi che ti servono… Combatti!

Ciao “mate” milanese

Ti voglio bene, ovunque tu sia e ovunque tu decida di rimanere


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