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Milan, è (di nuovo) crisi

Creato il 05 febbraio 2017 da Agentianonimi

Un’altra sconfitta. Il Milan non riesce ad uscire da un tunnel di risultati negativi: un solo punto nelle ultime quattro partite di campionato è troppo poco per quanto fatto vedere dalla squadra di Montella, ma alla base di questo calo ci sono diverse ragioni. Gli infortuni ed alcuni errori nellapproccio alle partite stanno mettendo in difficoltà l’allenatore napoletano e i suoi ragazzi. Ma non sono (solo) questi i  motivi della crisi.

Nonostante la pericolosità del Milan sia aumentata rispetto al girone d’andata, come spiegato da Montella in conferenza stampa, c’è sempre più difficoltà nel trovare la via del gol; Bacca, il terminale offensivo di questa squadra, schierato quasi sempre titolare, non segna su azione dal 20 settembre 2016 (Milan-Lazio) e la prestazione odierna del colombiano ha dimostrato quanto l’attuale gioco del Milan non sia del tutto adatto alle sue caratteristiche: 8 palloni persi, 40% dei duelli vinti e 0 tiri in porta. E le amnesie difensive peggiorano ulteriormente l’andamento della squadra.

L’altro problema è legato alla prevedibilità: nella prima parte di stagione diverse partite sono state risolte da Suso che riusciva a sorprendere facilmente le difese avversarie. Ora, però, le marcature su di lui sono sempre più strette e lo spagnolo sta risultando meno decisivo: a pagarne le conseguenze è il gioco, sempre più prevedibile.

Milan, è (di nuovo) crisiMa non è la prima volta che i rossoneri entrano in crisi nel mese di gennaio. Stagione 2014/2015, l’allenatore è Inzaghi: dopo un inizio entusiasmante, a gennaio arriva il crollo con un solo punto in quattro partite. L’allenatore piacentino perde il timone e la stagione è fallimentare. Stagione 2015/2016, Mihajlovic non perde nemmeno una partita nel mese di gennaio (concluso con il derby vinto 3-0), ma poco dopo dopo l’infortunio di Niang (fondamentale nello schema dell’allenatore serbo) e la mancanza di alternative a Bonaventura ed Honda sugli esterni causano un crollo fisico e di risultati: l’allenatore viene esonerato quando la squadra è ancora in corsa per l’Europa ma con Brocchi arrivano pochi punti e tante delusioni.

Ora sta a Montella far sì che il copione delle scorse stagioni non si ripeta e che i suoi ragazzi ritornino a vincere come nella prima parte di stagione, perché l’Europa, quest’anno, è un obiettivo da non fallire.

A cura di Francesco Cisternino

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