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Mondiali – La Difficoltà maschile parla spagnolo con Julian Puigblanque

Creato il 24 luglio 2011 da Sport24h

Ramon Julian Puigblanque è il Campione del Mondo 2011 di arrampicata Lead. Tutta Arco (TN) e il suo gremito Climbing Stadium (oltre 8.000 spettatori) hanno acclamato ieri notte il piccolo grande “Ramonet” nella conquista del secondo titolo mondiale della carriera. A farne le spese, tra gli altri, anche i giovani Jakob Schubert e Adam Ondra, due che del climbing hanno fatto una ragione di vita, oltre che la propria disciplina sportiva, ma che nulla hanno potuto di fronte allo straripante catalano.
Che fosse il “re” del climbing, Ramonet, lo si sapeva. Detentore della Coppa del Mondo di specialità, leader del world ranking e cinque Rock Master vinti negli ultimi sei anni parlano da sé. In verità, però, non sono solo i risultati a raccontare uno dei più grandi arrampicatori di sempre.
Dopo le semifinali del pomeriggio, appariva cristallino come la battaglia per la conquista dell’oro avrebbe avuto i signori Schubert (top) e Ondra (poche prese dal top) tra i protagonisti principali. Della partita sarebbero stati anche il norvegese Magnus Midtboe, il francese Manuel Romain, il sorprendente coreano Hyunbin Min, il russo Evgeny Zazulin e il suo connazionale Evgeny Ovchinnikov, classe 1971 ed esperienza da vendere. E poi c’era Ramonet, passato alle qualifiche con due top raggiunti, e la terza via chiusa con impressionante facilità anche in semifinale.
Calata la notte nella magica arena iridata di Arco, lo spettacolo della finalissima ha preso il via con il più “anziano” atleta di questo campionato del mondo, il russo Ovchinnikov, ad aprire l’immacolata via verso il titolo. Intensa e selettiva fin dal primissimo tratto, la parete trentina si è lasciata calcare dal quarantenne atleta russo fino al primo volume, ma qui l’avventura di Ovchinnikov si è conclusa, tra gli applausi del pubblico festante nel parterre. Dopo di lui è stata la volta del connazionale Zazulin, vent’anni in meno del compagno di squadra, ma il troppo nervosismo lo ha fatto “precipitare” e concludere il suo Mondiale in ottava posizione. Il francese Romain e il nordico Midtboe (in gara con il lutto al braccio per i tragici accadimenti in Norvegia di venerdì) hanno entrambi mostrato piena coscienza dei propri mezzi, non hanno mai subito il tracciato, e hanno attaccato con estrema sicurezza. Oltrepassata metà via, però, hanno dovuto arrendersi all’insidiosa uscita dal grande volume tondo di colore rosso, che li ha fatti tornare…coi piedi per terra. Hyunbin Min è stato una furia fin dai primi metri, ha sbandierato un paio di volte prima di lasciarsi cadere, esausto, poco prima del volume rosso.
Quando Adam Ondra ha fatto il suo ingresso nell’arena di Arco, il boato del pubblico è stato assordante. Agile, con le sue lunghe leve e la sua classe innata, il ceco ha danzato tra prese e moschettoni, ha raggiunto il tetto dello stadio dove ha deciso di riposare per qualche secondo. “Vedevo il top vicinissimo, mi sono fermato un momento per caricare il salto, di testa però avevo probabilmente speso troppo. Così sono saltato, ma quella ultima presa l’ho solo sfiorata.” E Ondra si liberava nell’aria avvolto da applausi scroscianti. Jakob Schubert è arrivato al suo primo mondiale “senior” con un Europeo e un Mondiale Junior vinti due anni fa. A Chamonix in Coppa del Mondo, dieci giorni fa, è stato il migliore e ieri partiva per penultimo. Con estrema agilità ha superato tutti i passaggi dove gli avversari erano crollati, finché non è salito al tetto. Ad attenderlo solamente il top, la chiusura della via e la medaglia più preziosa. “Mi sono aggrappato con una mano e sentivo di averla afferrata quella presa. In una frazione di secondo mi sono trovato a roteare in aria, lontano dal top.”
Ultimo della lista, Ramonet. È sembrato passeggiare, calmo e risoluto lungo l’intero tracciato. Saliva in altezza e con lui le grida del Climbing Stadium. Ultimo metro, ultima decontrazione, i polsi e le dita sembravano non tenere, ma era solo un’illusione. Un gatto lo spagnolo, è salito fino in cielo e prima di moschettonare sul top, appeso con una sola mano, si è girato verso Arco e ha alzato il pugno in segno di vittoria.
Tornato a terra, l’abbraccio di tutta Arco, dei suoi tifosi e della sua compagna è stato immenso. Hanno tutti abbracciato il “campeon”, compresa una simpatica signora volontaria della Croce Rossa, che non si è fatta sfuggire l’occasione di un autografo dal nuovo Campione del Mondo.
“Incredibile, quasi non ci credo nemmeno io”, ha commentato il catalano a fine gara, “ad Arco ormai sono di casa, anche se ogni vittoria è sempre una soddisfazione immensa.”
Così si è concluso l’undicesimo Campionato del Mondo di Arrampicata – IFSC Climbing World Championship per quanto riguarda le gare. Oggi alle 14,30 prenderà il via il celebre “Duello”, la gara di Lead in velocità per festeggiare anche il 25.mo anniversario di Rock Master. Seguirà la cerimonia di chiusura alle 17,30. (com stampa)

Classifiche:

1) Julian Puigblanque Ramón (ESP) Top; 2) Schubert Jakob (AUT) 50-; 3) Ondra Adam (CZE) 50-; 4) Midtboe Magnus (NOR) 45-; 5) Romain Manuel (FRA) 41-; 6) Min Hyunbin (KOR) 39-; 7) Ovchinnikov Evgeny (RUS) 25-;

8)
Zazulin Evgeny (RUS) 23-


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