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Mozart in the Jungle, colonna sonora a base di classica ma non solo

Creato il 11 febbraio 2015 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Il giudizio di Marco Goi

Summary:

Mozart in the Jungle è una delle novità televisive più piacevoli delle ultime settimane. Lanciata dal servizio di streaming di Amazon lo scorso 23 dicembre, è il nuovo gioiellino seriale trasmesso dal sito di e-commerce dopo l’acclamato Transparent. A colpire di questa serie è soprattutto la sua originalità. Certo, il suo tocco da comedy hipster in stile Girls un po’ ce l’ha. Così come il filone musicale negli ultimi tempi sta andando parecchio forte sul piccolo schermo, si veda il successo americano del momento Empire, ma anche serie come Galavant, Nashville o Glee. Eppure Mozart in the Jungle è qualcosa di differente e a colpire è proprio la sua singolarità, offerta dalle brillanti sceneggiature firmate dagli autori della serie Roman Coppola e Jason Schwartzman, due amichetti fidati del regista Wes Anderson, oltre che da una serie di personaggi parecchio eccentrici in cui svetta il “MaestroRodrigo interpretato da uno scatenato Gael García Bernal. Un’altra particolarità della serie sta nel genere musicale che affronta. Non l’hip-hop come in Empire, non il country come in Nashville, non il pop-rock commerciale come in Glee, bensì la musica classica.


Sex, Drugs & Classical Music”, recita il motto della serie nonché il libro autobiografico “Mozart in the Jungle: Sex, Drugs, and Classical Music” di Blair Tindall da cui è tratta. La musica classica viene affrontata dalla serie in maniera rock, con un’attitudine lontana dalla tradizione e da quanto ci potremmo aspettare. Grazie al Maestro Rodrigo, la musica classica diventa cool. La colonna sonora della serie è allora l’occasione per scoprire o riscoprire una serie di celebri brani del genere rivissuti sia in maniera tradizionale che differenti da come sono conosciuti di solito, come il celebre canto popolare francese “Ah, vous dirai-je Maman” riletto nella versione “Dodici variazioni in do maggiore” di Wolfgang Amadeus Mozart. Nel corso delle puntate della serie passano in rassegna pezzi dei più celebri compositori. Oltre all’immancabile Mozart che dà il titolo al tutto ci sono anche Beethoven, Tchaikovsky, Bizet, Rossini, Mendelssohn, Mahler, Handel, Chopin, Haydn, Schubert e Rachmaninoff, giusto per citarne alcuni. Un vero e proprio orgasmo musicale per gli amanti della classica, così come un’occasione preziosa per approfondire la propria conoscenza per i “babbani” del genere.

Se la musica classica la fa ovviamente da padrone, a sorpresa in Mozart in the Jungle vi è spazio pure per brani di altro genere. In particolare, nello splendido settimo episodio a dare il titolo alla puntata è “You Go to My Head”, raffinato brano jazz di Billie Holiday intonato dall’attrice Hannah Dunne e suonata poi in versione originale sui titoli di coda. Il tema musicale di apertura della serie fa invece venire fuori l’attitudine hipster fighetta degli autori Roman Coppola e Jason Schwartzman, visto che è una rilettura in chiave classica arrangiata da Roger Neill di “Lisztomania”, hit della indie band francese Phoenix presente all’interno del loro album intitolato guarda caso “Wolfgang Amadeus Phoenix”. Se insomma volete gustarvi il mondo della musica classica in una maniera nuova e moderna, Mozart in the Jungle e la sua colonna sonora sono proprio ciò che state cercando.

di Marco Goi per Oggialcinema.net


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