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Natale – La Festa del Precariato?

Creato il 20 dicembre 2016 da Propostalavoro @propostalavoro

Natale – La Festa del Precariato?

Come ogni anno, eccoci arrivati a pochi giorni dal Natale.

Per molti, si tratta di un periodo concitato – regali da scegliere e acquistare, pranzi e cene da organizzare, amici e parenti da visitare…

Non fa eccezione il Mondo del Lavoro: frequentando i principali portali web dedicati a chi cerca un impiego, non è difficile notare una certa frenesia, fra richieste urgenti o anche molto urgenti.

Diamo un'occhiata:

Cercasi personale per inventario…

oppure, immancabile

Cerchiamo promoter per…

o ancora, persino

Cerchiamo pacchettiniste [sic!] per stand…

Al di là della perenne ricerca di promoter – termine ormai tristemente familiare a tanti, soprattutto fra i giovani studenti e precari – e di neologismi azzardati, un esame appena più approfondito ci presenta due tratti comuni a quasi tutti gli annunci di questo tenore.

Prima di tutto, la durata, rigorosamente a tempo determinato, molto breve (spesso un mese), di tanto in tanto ravvivata dalla tenue speranza di una possibilità di proroga.

In secondo luogo, alla voce forma contrattuale, una esasperante vaghezza – dal vecchio a progetto al criptico altro tipo di contratto, per finire con l'inquietante da definire.

Uscendo dalla Rete e facendo una puntatina al centro commerciale più vicino, la situazione si mostra in tutta la sua concretezza.

Giovani ragazze occupate ad avvolgere e confezionare doni destinati ad altri, il tutto con un sorriso stanco.

Tutte ben vestite, e tutte di bella presenza – o con ottimo standing, secondo il sinonimo politicamente corretto ora di moda.

Poche corsie più in là, si fanno i salti mortali per non lasciarsi irretire dagli sguardi ansiosi di chi vorrebbe proporci l'ennesima offerta imperdibile di un'importante società di telefonia.

Vestiti di tutto punto, cercano di trasmettere un entusiasmo che per primi non riescono a provare.

Qua e là, ex-reclute promosse a formatori rimproverano qualche novellino, sorridendo ai passanti fra un sibilo e l'altro.

Intanto, l'aria surriscaldata si riempie di carole, di slogan, di jingle accattivanti.

Fatto lo slalom fra i gironi danteschi addobbati a festa, paghiamo alla cassa e usciamo.

Il trionfo della Gig Economy selvaggia, ecco a cosa abbiamo appena assistito.

E in auto, tornando a casa, sorge spontanea la domanda:

Ma da quando il Natale è la Festa del Precariato?

Andrea Torti


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