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Nebraska, un commuovente road movie in corsa per gli Oscar

Creato il 15 gennaio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

15 gennaio 2014 • Recensioni Film, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Rosa Maiuccaro

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Nebraska è l’ultima perla del regista statunitense Alexander Payne che dopo i viaggi intrapresi dai protagonisti di A Proposito di Schmidt, Sideways e Paradiso Amaro, ci emoziona nuovamente attraverso un’avventura on the road . Dopo la straordinaria interpretazione di Jack Nicholson in A Proposito di Schmidt, questa volta tocca ad un attore del calibro di Bruce Dern il compito di raccontarci con leggerezza, autoironia e un pizzico di malinconia l’invecchiamento di un uomo comune. Nebraska è un road movie non convenzionale laddove il protagonista non percorre la strada dell’effimero sogno americano all’inseguimento della sua terra promessa. Egli scopre piuttosto l’impossibilità di perpetrare il mistero assoluto della vita e della morte. Nebraska è un film all’insegna del pathos dolceamaro, del divertimento ma anche della tenerezza e del rimpianto, impreziosito dalle meravigliose performance di Bruce Dern e di June Squibb nei panni della furiosa e irriverente Kate. Dopo aver ricevuto diverse nomination ai Golden Globe per la migliore interpretazione maschile, migliore attrice non protagonista, miglior film, miglior sceneggiatura e miglior regia, Nebraska punta dritto ai premi Oscar.

Woody Grant (Bruce Dern) è un anziano signore convinto di aver vinto un milione di dollari dopo aver ricevuto una lettera di promozione pubblicitaria da parte di una rivista alla quale è abbonato. Nonostante le grida di disapprovazione della bisbetica moglie Kate (June Squibb), Woody è ostinato a ritirare la sua vincita in Nebraska e così si avvia a piedi dal Montana, dove viene prontamente frenato dal figlio minore David (Will Forte). Dopo aver tentato invano di dissuaderlo, il ragazzo sensibile al desiderio paterno decide di accontentarlo e di intraprendere il viaggio contro il parere della madre e del fratello maggiore Ross. Il loro è un viaggio a ritroso che li porterà a confrontarsi con le loro radici e che vedrà David conoscere i sogni infranti del padre, vecchi amori e nemici perenni che ritorneranno a chiedere il conto. Sacrosanta l’assegnazione della Palma d’Oro al Miglior Attore Protagonista a Bruce Dern lo scorso maggio al Festival di Cannes. Dern sembra perfetto nel ruolo di Woody e recita con straordinario disincanto un uomo acciaccato sia fisicamente che psicologicamente. Autore indipendente amatissimo dai critici dal palato fino, Alexander Payne riesce sempre a ritagliarsi l’interesse di una fetta di pubblico eterogeneo.

Nebraska

Nebraska

Payne è un regista ed uno sceneggiatore che riesce sempre a sorprendere grazie all’originalità della sua scrittura e alla sua abilità dietro la macchina da presa. L’espediente ultimo di girare Nebraska in bianco e nero è particolarmente interessante perché entra in contrasto con la colorata personalità di Woody e le innumerevoli sfaccettature del film stesso, in costante oscillazione tra dramma e commedia. Sono paesaggi e realtà che Payne non fa fatica a raccontare, essendo egli stesso cresciuto in Nebraska e che, forse per questo, affascinano irrimediabilmente lo spettatore. Ma è il rapporto padre/figlio su cui poggia saggiamente le basi la sceneggiatura di Nebraska. Il territorio stesso intrattiene un indiscernibile rapporto con il loro mondo interiore. Un rapporto quello tra Woody ed il figlio minore David che va al di là dei sentimentalismi coinvolgendo lo spettatore in un flusso empatico. Nebraska dopotutto non è nient’altro che il racconto universale di una storia comune vissuta da persone vere che vivono esperienze particolari. Il cuore del film non risiede nella delusione di Woody di non essere diventato milionario ma nell’improvvisa e straordinaria ricchezza interiore del protagonista che il viaggio mette a nudo.

Payne si distanzia anni luce dalla classica narrativa hollywoodiana ed i protagonisti del suo film si prendono tutto il tempo di cui necessitano per arrivare a destinazione. E’ preziosa l’interpretazione di Will Forte nei panni dell’insicuro e amabile figlio David. Quest’ultimo è l’erede perfetto di un genitore vulnerabile la cui esperienza di vita non è esemplare ma dotata di quell’eccentricità che la rende irripetibile. L’amore del padre e la contemplazione del destino paterno aiuteranno lo stesso David a ritrovare il proprio senso della vita e a riprendere il proprio cammino.

Nebraska uscirà nelle sale italiane a partire dal 16 Gennaio 2014 distribuito dalla Lucky Red.

Di Rosa Maiuccaro per Oggialcinema.net

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