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Nel mezzo del cammin di nostra vita.

Creato il 30 maggio 2013 da Loredana Gasparri
Nel mezzo del cammin di nostra vita. Un verso famosissimo, citato persino in pubblicità. Questo è il periodo (dal 21 maggio al 21 giugno, il mese astrologico presieduto dalla costellazione dei Gemelli) in cui si ricorda la nascita di Dante Alighieri, collocata all'incirca nel 1265. Le date sono molto incerte, e si basano sugli scarsissimi cenni autobiografici di Dante stesso, e sull'incrocio con le testimonianze dei contemporanei. Il Sommo Poeta, il Padre Dante: questi sono gli appellativi di cui leggevo in molti testi. E' stato un uomo d'ingegno e di spirito talmente forti, da lasciare un'impronta indelebile soprattutto nella nostra letteratura. Come per Shakespeare, rimando gli approfondimenti e le discussioni sulla vita e sulle opere di Dante ai milioni di scrittori e studiosi che ne hanno scavato, ricostruito e commentato ogni parola e movimento. Mi piace rivedere i miei ricordi di lettrice furiosa, del tutto personali, di Dante e delle lezioni sulla sua Divina Commedia. I primi anni di liceo sentivo continuamente nominare Dante, la cui influenza sembrava trovarsi praticamente in ogni virgola scritta in Italia. E dietro il suo nome, la professoressa aggiungeva sempre la frase: "lo vedremo il prossimo anno". Non erano più ore di Letteratura Italiana, ma di Creazione di Suspence Letteraria (Italiana). Nonché di soggezione, almeno da parte mia. Sarò degna di capire l'ingegno acutissimo di questo padre letterario? E arrivò il fatidico momento in cui ci dividemmo in Guelfi e Ghibellini (e sotto-Guelfi, Bianchi e Neri, tanto per non farci mancare nulla), ci scontrammo con l'accomodante Bonifacio VIII, e fummo sbattuti fuori dalla nostra città natale, senza potervi più tornare, almeno da vivi. E da qui, il passo a perdersi nella selva oscura, incontrare le tre bestie, farsi salvare da Virgilio, e lasciare ogne speranza davanti alla Porta dell'Inferno, fu breve. Confesso l'evidenza: ho adorato Dante, la Divina Commedia, e soprattutto l'Inferno. Forse un po' meno la lingua usata, che non si lasciava comprendere subito, e ci costringeva ad esasperanti chiose e "traduzioni"...in fondo, c'erano solo settecento anni di differenza temporale tra chi scriveva e chi leggeva. Il fascino della personalità di Dante, fermo e roccioso nelle sue convinzioni, al punto da pagarne le conseguenze in prima persona con un esilio vita natural durante, e della sua cultura, evidenti in ogni parola da lui scritta, erano quasi ammalianti. Ammiravo la forza della sua immaginazione. Nessun altro, dopo di lui, ha creato un percorso così vivo delle sue vicende spirituali e sociali, proiettandolo in un progresso metaforico dall'Inferno al Paradiso. Una sorta di cammino letterario terapeutico, in cui passa dal buio della disperazione alla luce del coraggio e della serenità ritrovata dopo tante prove sfiancanti. Questo è il Dante che ho amato di più. Il poeta stilnovista e la sua donna angelicata...non mi hanno mai attirata, se non addirittura un po' infastidita. Ho sempre pensato che fosse un'idealizzazione forzata, che mal si adattava alle mie corde impazienti. All'Università ho scoperto un altro lato di Dante, quello "linguista". Per un esame di storia della letteratura italiana che avevo scelto in funzione di un possibile sbocco all'interno del mio percorso di lingue, mi trovai a leggere De Vulgari Eloquentia. Credevo mi avrebbe stancato, allontanato dall'idea forte che mi ero costruita del poeta, e invece ho trovato un trattato svelto, veloce, in favore dell'adozione del volgare, sostenuto da ampie ragioni. Una piacevole sorpresa.
Una nota leggera in questo post ultraserio. Se qualcuno conosce un po' il mondo dei manga giapponesi, conosce anche il nome di Go Nagai, creatore di Mazinga e Mazinga Z, cartoni e fumetti famosissimi negli anni '80. In Italia si conosce poco un'altra serie di suoi fumetti, di taglio molto violento, come Mao Dante e Devilman. Ebbene, per Mao Dante, Go Nagai ebbe l'ispirazione leggendo un'edizione della Divina Commedia dantesca illustrata da Gustave Doré...;-) Fino a che punto si spinge l'influenza della cultura!
Per chi volesse approfondire, riporto il link alla pagina di Dante sul sito treccani.it

Treccani, l'enciclopedia italiana

Alighieri, Dante

Dizionario Biografico degli Italiani ALIGHIERI, Dante. - Nacque a Firenze nel 1265, entro il periodo in cui il sole è nella costellazione zodiacale dei Gemelli -come egli stesso ci fa sapere (Par.XXII, vv. 112-117) -,cioè tra il 21 maggio e 21 giugno (più precisamente in maggio, stando alla dichiarazione che l'A. stesso avrebbe fatto sul letto di morte a ser Piero Giardini, riferita dal Boccaccio in Comento,ediz. Guerri, I, p Leggi tutto

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