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No al bavaglio, live da Milano

Creato il 01 luglio 2010 da Stiven1986

No al bavaglio, live da Milano

18.32 Piazza Cordusio quasi piena. Piero Ricca: “occorre una resistenza democratica, quotidiana, civile”, citando Rodotà, oggi su Repubblica.

18.38 il primo nemico è, innegabilmente, il caldo. Simboli e bandiere: movimento “Senza bavaglio”, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori. Un paio della Cgil.

Piero Ricca: “La gran parte dei giornalisti, con la legge bavaglio non avranno alcun problema, il bavaglio ce l’hanno dentro”. “Il bavaglio serve per intimidire gli altri, quelli con la schiena dritta!”

18.43 interviene il prof. Smuraglia, anche a nome dell’Anpi: “importante che siamo in tanti a protestare contro questa legge infame. Si parla poco del limite che si pone alle indagini, ed è vergognoso che ogni giorno ci parlino di sicurezza.” Smuraglia sottolinea la gravità dei limiti alle intercettazioni ambientali (quelle realizzate con microspie e telecamere nascoste, per intenderci). “Se si mette il bavaglio alla stampa, non sapremo mai se qualcuno si è comprato una casa con i soldi altrui”. Già. “A forza di limitazioni, diventeremo tutti come il Tg1″ – riferendosi al servizio sulla condanna di Dell’Utri.

18.58 Piero Ricca: “in questa città hanno bloccato il traffico per il calcio, per Dolce e Gabbana. Per una volta blocchiamolo noi, per l’onestà.”

19.05 Peter Gomez: “questa legge non nasce oggi, questa legge nasce, purtroppo, col centrosinistra. Chi cerca per la prima volta di mettere il bavaglio alla stampa è Clemente Mastella”. “E’ necessaria una riflessione sulla classe dirigente di questo Paese”. “In parlamento non ci sono i nostri eletti, in Parlamento, a partire dal 2006, arrivano persone selezionate dalle segreterie dei partiti”. Conclude citando il caso della clinica di Aiello – “amico di Cuffaro” – a Bagheria, e invitando a seguire il nuovo sito de Il Fatto.

19.30 Mimmo Lombezzi: Sbrebrenica e la crisi, entrambe non ci sono state sui media. E così “i serbi non si rendevano conto di cosa stessero facendo”.

19.44 Fiorello Cortiana: “Berlusconi non è il disastro, è la conseguenza. Il disastro  lo sono stati i partiti popolari, e noi sessantottini, che non abbiamo dimostrato  - a differenza di francesi e tedeschi – di poter diventare classe dirigente di questo paese.”

19.50 si parla di pecore verdi, e della resistenza di piazza e di Facebook. La seconda non servirebbe “a un cazzo”.

19.54 Piero Ricca: “il garante della privacy ha detto che c’è troppa privacy in questa legge”, poi un riferimento alle risate la notte del terremoto a L’Aquila.

19.56 Piero Colaprico legge un passaggio che mette in relazione i talkshow televisivi e la vita quotidiana e famigliare, che vede sparire la capacità di ascoltare. Cita poi un’intercettazione: “Il Giorno è l’unico giornale serio, non dice niente, non succede mai niente. Ecco – conclude Colaprico -, piuttosto mi licenzio e vado a vendere patate.” (idolo)

20.05 si parla della scuola Diaz, delle false molotov, che misteriosamente spariranno. Tramite le intercettazioni si scoprirà che in quel caso la polizia fabbricò prove false. “E la gente muore nelle carceri [...] nessun diritto è per sempre, nessun diritto è definitivo, bisogna continuare a resistere e lottare”.

20.10 Salvatore Borsellino, “per portare avanti la lotta bisogna scendere nelle piazze, non basta battere sulle tastiere” – e chi fa entrambe le cose?! – “bisogna fare le barricate per impedire questa legge”. “Se fosse stata in vigore questa legge io avrei creduto che mio fratello era stato ucciso dalla mafia, e invece è una strage di Stato”. “La strage che ha dato origine a questa dannata seconda repubblica”, “le trattative che ne sono seguite e noi siamo dentro la trattativa”, “le leggi approvate dal 1992 ad oggi sono delle cambiali”. “Non dobbiamo più gridare Resistenza, oggi dobbiamo gridare rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione!”. (brividi)

20.32 Tiziana Prezzo, SkyTg24: “ho potuto tranquillamente dire, non come al Tg1, che Mills è stato prosciolto, non assolto”. “Purtroppo in questo Paese ho l’impressione che ci si indigni troppo poco”.

20.45 in corso un dialogo che ha per traccia delle intercettazioni. Ricucci, Moggi, Lapo (Elkan), clinica Santa Rita e compagnia. Sembrano vere! (?)

20.55 Omicron: intercettazioni a Malpensa (wow!), senza quelle saremo molto meno sicuri. “La mafia al nord c’è, da qualche decennio”. “In questa occasione si sta creando uno spartiacque tra italiani onesti e disonesti”.

20.58 è ufficiale: questo liveblogging è estenuante.

21.00 “io voglio vivere in una società che conosce il pudore”, una lettera di Nando Dalla Chiesa.

21.04 sul palco, spettacolo del popolo viola. Canovaccio sono sempre le intercettazioni, e anche queste sembrano vere! (?). Qui, la prima galleria di foto.

21.09 Viola Nicodano, dopo aver raccontato del caso di Mitterand, ci informa che “saremo condannati dalla Corte di Giustizia Europea”. Fantastico.

21.15 torno a casa, stremato.

21.20 in metro. Della minaccia ai blog non se ne è parlato. E allora lo ricordo io. C’è anche una campagna, lanciata dal Partito Democratico, alla quale aderire.


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