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Omaggio a Jessica (Fletcher)

Creato il 13 maggio 2013 da Nehovistecose

1No, non ridete. Questo post è “realmente” un accorato omaggio alla mitica Signora in giallo (titolo originale: Murder, she wrote), quella Jessica Fletcher che spesso ha accompagnato i miei – e suppongo anche i vostri – momenti casalinghi, siano essi stati mattutini o pomeridiani. Creata nel 1984 da Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link (gli ultimi due furono anche i creatori di Colombo), fu interpretata per dodici stagioni (più vari film tv) dalla deliziosa Angela Lansbury. Quando si tessono le lodi di questa serie – nel campo del giallo, una delle più longeve di sempre, seconda solo all’ispettore Derrick – la prima reazione dell’interlocutore è un risolino di circostanza, talvolta nervoso, talvolta imbarazzato. Perché? Certo, Jessica non è un detective da urlo come John McClane in Die Hard, ma secondo me questa serie tv ha ben più di un pregio, e andrebbe rivalutata. Certo possiede parecchi difetti – inverosimiglianza degli intrecci, ripetizioni dovute alla gigantesca mole di episodi, personaggi (esclusa Lei) tagliati con l’accetta – ma non bisogna essere dei geni per capire che sono gli stessi difetti riscontrabili in una qualsiasi serie del tanto celebrato CSI, che però acquista una parvenza di serietà affidandosi all’alto costo, a personaggissimi con la battuta pronta (qui si che si copia McClane), a una violenza esibita (tanto che quando viene trasmesso in fascia preserale appare in sovrimpressione la scritta “l’episodio è stato rieditato per consentirne la visione in questa fascia oraria”) e a uno stile televisivo vicino al videoclip che tanto piace alle nuove generazioni (ma che fa venire la nausea ai vecchi) e che è tipico delle produzioni Bruckheimer.

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Da quando la scientifica interroga i sospetti e va in giro a puntare pistole ai cattivi? Come cavolo è possibile che risolvano TUTTI i casi, anche sapendo che in America la percentuale di casi risolti è bassissima? E, soprattutto, perché la sigla degli Who (col suo Aaaaauuuuhhhhh) può partire solamente quando il rosso antipatico Horatio Kane spara una frase ad effetto tipo “bè, non potrà più tagliare la corda!”, riferendosi al morto impiccato di turno. Certo, si potrebbe ribattere che anche ne La signora in giallo vi sono elementi analoghi: com’è possibile che la sonnacchiosa cittadina di Cabot Cove (immaginario paesino del Maine in cui risiede la Fletcher) possegga un tasso di mortalità per omicidio superiore a Caracas? E perché mai, ovunque vada Lei, qualcuno finisce per morire? Chi la vede, tocca ferro? Se la conosci, la eviti? Come può il povero Amos (il mitico Tom Bosley) sopportare che la vecchina risolva casi sotto il suo naso senza che lui ci capisca nulla? Tutte cose vere, sicuro. Ma secondo me La signora in giallo resta superiore ai vari CSI perché non è “spocchiosa”, non vuole essere nient’altro che quello che è: un divertissement puro e semplice, condito con un pizzico di suspense. Ci sono anche qui le perversioni e la violenza, ma su di esse non si indugia per un terzo di puntata.

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Orgogliosamente fuori moda, pensata per un pubblico di casalinghe di mezza età ma “riempitivo televisivo” anche per molti giovani, La signora in giallo è una serie che andrebbe riscoperta. Ispirata a Miss Marple, Jessica è un èx insegnante di inglese rimasta vedova a 50 anni, divenuta scrittrice un po’ per caso e capace di un fiuto eccezionale per quanto riguarda i casi di omicidio. Sbarazzina e impertinente, falsa modesta, incorreggibile e impicciona, Jessica risolve tutti i casi che si trova davanti con una faccia tosta da applausi.  Un personaggio impagabile, a tratti irresistibile, sorvolato da un’ironia fine che non può che affascinare. La nonna al potere. Forse anche per questo mi piace molto: è come se mia nonna aiutasse i Carabinieri del mio paese a risolvere i casi più complicati.

Gli episodi erano girati con larghi mezzi, con gusto televisivo ma con contributi tecnici (fotografia, costumi, scenografia, sceneggiatura, regia) di riguardo. Non solo: La signora in giallo è la serie con più guest star della storia della televisione. Nei dodici anni di messa in onda si sono visti: Mickey Rooney, Janet Leigh (Psycho), Linda Blair (la bimba de L’esorcista), Elliott Gould, Capucine, Courtney Cox, Marisa Berenson (Barry Lyndon), Tippi Hedren, George Clooney, Vera Miles, Martin Landau, Leslie Nielsen, Cynthia Nixon, John Astin, Andy Garcia, Joseph Gordon-Levitt. E solo per citarne alcuni. Proprio come in Colombo, altra grande serie tv, ne La signora in giallo si trovano episodi che per qualità sono superiori al 70% dei film dello stesso genere che uscirono al cinema negli stessi anni. Ecco perché vi consigliamo di cercarvi questa serie, ora disponibile in Dvd. Io, con la scusa di dover tenere un corso scolastico sul giallo, mi sono fatto regalare la prima stagione. E voi cosa aspettate? Venti euro per CSI sono buttati, è in replica dovunque. Per la Fletcher, ve lo garantisco, sono spesi bene.


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