Magazine Rimedi Naturali

Omeopatia: le risposte alle domande più frequenti

Da Informasalus @informasalus
CATEGORIE: Omeopatia
omeopatia

Domande frequenti – risponde Il Granulo
Che significano quelle strane sigle che si leggono sulle etichette dei medicinali omeopatici dopo il nome del farmaco: per esempio Arnica montana 30CH, 200K; 6LM?
I medicinali omeopatici si preparano in tre modi:
- secondo il primo metodo ideato da Hahnemann, diluizioni centesimali = CH
- secondo il metodo ideato dal russo Korsakov, sempre con diluizioni centesimali = K
- secondo il metodo ideato da Hahnemann negli ultimi anni della sua vita professionale, detto delle diluizioni cinquanta millesimali = LM, indicate talora anche con la lettera Q
Evitando di scendere in dettagli tecnici, restiamo sul semplice.
Quando si preparano le centesimali – CH e K – ad ogni passaggio di diluizione la sostanza sarà 100 volte più diluita della precedente: la 1CH è 100 volte più diluita, per esempio della tintura madre di partenza di Arnica; la 2CH è 100 volte più diluita della 1CH e diecimila volte più diluita della tintura; la 3CH, è 100 volte più diluita della 2CH, diecimila della 3CH e un milione di volte rispetto alla tintura e così via. Da non dimenticare che a ogni passaggio di diluizione il flaconcino viene “agitato”, cioè succusso e dinamizzato, con forza.
Lo stesso vale per la 1K, 2K, 3K ecc ecc. Le K sono diverse dalle CH per il metodo utilizzato. Le CH sono definite “del flacone multiplo”; le K sono definite “del flacone unico”. In pratica, per le CH bisogna avere a disposizione tanti flaconcini corrispondenti alla diluizione che si vuole raggiungere: 6 flaconi per la 6CH, 30 flaconi per la 30CH e così via. Per le K, si usa sempre lo stesso flacone che, dopo essere stato scosso 100 volte, è svuotato facendo in modo che resti una sola goccia (o un millilitro) a cui si aggiungono altre 99 gocce di acqua e alcol. Procedure meccanizzate consentono di far restare proprio una sola goccia dopo lo svuotamento. Il metodo è più rapido delle CH e più economico in quanto si usa un minor numero di flaconcini.
Per quanto riguarda la LM, ad ogni successivo passaggio di diluizione, anziché uno a 100, la sostanza si trova più diluita addirittura 1 a cinquantamila!
Il perché e il come scegliere e prescrivere una CH, una K o una LM è compito del medico: tutte queste preparazioni sono efficaci.
Chi può esercitare l’omeopatia e prescrivere medicinali omeopatici? L’omeopata deve essere medico?
Sì, obbligatoriamente. Per la legge italiana solo un medico laureato e abilitato (cioè che ha superato l’esame di Stato per l’abilitazione) e iscritto all’Ordine dei Medici può prescrivere medicinali omeopatici. Chiunque altro, non medico, prescriva medicinali omeopatici commette un reato di esercizio abusivo della professione medica (Sentenza del 6 settembre 2007, n. 34200, Suprema Corte di Cassazione – Sezione VI Penale).
Ovviamente è molto meglio che il medico – laureato, abilitato e iscritto all’Ordine – abbia frequentato una Scuola di Omeopatia accreditata. Chi lo ha fatto e possiede il relativo attestato può iscriversi agli appositi Registri dei Medici Omeopati presso gli Ordini dei Medici delle singole province italiane. Questi Registri sono consultabili online da ogni cittadino. Inoltre, collegandosi al sito della FIAMO www.fiamo.it, si può trovare un elenco di medici omeopati, soci della Federazione.

È vero che gli omeopati non studiano la “medicina moderna”, non si aggiornano, non visitano i pazienti, non prescrivono esami di laboratorio, ecografie, TAC, Risonanza magnetica, ecc?

Giriamo la domanda a due illustri medicichirurghi omeopati (da P. Schmidt – Quaderni di Omeopatia – vol.5, pag. 108 – Società Omeopatica Edizioni, Perugia 1994)
Elizabeth Wright-Hubbard (1896- 1967) – “Essere medico omeopata comporta due precisi doveri: 1) per prima cosa che egli abbia completato i suoi studi universitari, seguendo l’insegnamento e la disciplina della Medicina moderna più rigorosa, in modo da avere le carte in regola per divenire un ottimo medico; 2) deve aggiungere a tutte le conoscenze mediche già in precedenza acquisite, uno studio approfondito della Medicina omeopatica, che comprenda la terapeutica secondo la legge dei simili, il concetto d’individualizzazione, lo studio delle sperimentazioni dei medicamenti omeopatici, la prescrizione di un solo medicamento, la conoscenza del metodo di somministrazione dei medicamenti omeopatici, la somministrazione della dose minima utile, la conoscenza profonda delle malattie croniche (nel lessico omeopatico indicate con il termine miasmi – NdR), la prevenzione delle malattie con il loro trattamento nello stadio funzionale, il rifiuto di qualsiasi soppressione, la ricerca di una profilassi per migliorare la salute pubblica, la necessità di rimuovere tutto ciò che possa ostacolare una guarigione effettiva”.
Pierre Schmidt (1894-1987) – “Abbiamo il dovere di essere medici allopatici più che preparati, se è possibile in possesso di una specializzazione in campo medico tradizionale. Solo quando si conosce profondamente l’allopatia, le sue possibilità, i suoi limiti, quando lo spirito critico del medico si è evoluto e affinato, solo allora si è pronti ad intraprendere seriamente lo studio dell’omeopatia”.



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :