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Oreste, francobollo in missione segreta // Video fiaba

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La fiaba

Mercoledì 23 Ottobre 2013 10:40 Scritto da La nave di Clo

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C’erano una volta in una tabaccheria di Roma  decine di francobolli che attendevano di essere acquistati da qualche cliente. I francobolli sapevano bene che, una volta incollati sulla busta da lettera, sarebbero partiti in giro per il mondo a seconda dell’indirizzo del destinatario.

Un francobollo diceva agli altri: – «Io vorrei tanto visitare la Russia» -.Quello accanto esclamava: – «A me piacerebbe arrivare fino in Tibet». «Io invece vorrei riuscire a vedere i mari del sud» – diceva un altro ancora.

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La video fiaba

Testo di ARIANNA LANA, voce recitante MARCO AMODIO, illustrazioni e video SILVIA CARBOTTI

Il testo completo

C’erano una volta in una tabaccheria di Roma  decine di francobolli che attendevano di essere acquistati da qualche cliente. I francobolli sapevano bene che, una volta incollati sulla busta da lettera, sarebbero partiti in giro per il mondo a seconda dell’indirizzo del destinatario.

Un francobollo diceva agli altri: – «Io vorrei tanto visitare la Russia» -.Quello accanto esclamava: – «A me piacerebbe arrivare fino in Tibet». «Io invece vorrei riuscire a vedere i mari del sud» – diceva un altro ancora.

Le giornate trascorrevano così, fantasticando sulle mete future. L’unico francobollo che proprio non desiderava visitare nessun luogo in particolare era Oreste. Quando giungevano i clienti del tabaccaio, i francobolli chiusi nel cassetto udivano le loro voci: «Buongiorno, vorrei un’affrancatura per una lettera diretta in Svezia». «Salve, mi occorrerebbe un francobollo per spedire questa cartolina in Canada».

Un giorno si recò in negozio un bambino di nome Giacomo Galimberti e chiese un francobollo per l’Italia.

Oreste venne prelevato dal cassetto e fu consegnato al piccolo Giacomo, che se lo infilò nel taschino della camicia e si recò a casa. Sporgendosi allora dal taschino, Oreste osservava le strade e le persone: si sentiva al sicuro insieme a Giacomo.

Una volta giunti a casa, Oreste conobbe la famiglia Galimberti: il papà, la mamma, la sorella più? piccola e un anziano nonno.

Il signor Galimberti faceva il manovale e la famiglia non sembrava certo ricca. Oreste ascoltava i loro discorsi:«Purtroppo tra un mese dovremo lasciare questa casa», – diceva il papà – «il proprietario ci ha dato lo sfratto».«Come faremo?» – diceva la mamma. «Una soluzione si trova sempre» – le rispondeva il marito «l’importante è rimanere tutti insieme».

Al francobollo Oreste sembravano una bella famiglia: era dispiaciuto nel vederli cosi amareggiati. Giacomo intanto era seduto davanti al televisore: un presentatore di un quiz televisivo stava dettando l’indirizzo a cui inviare le cartoline postali per concorrere all’estrazione del premio finale di cinquecentomila euro. Giacomo ricopiò l’indirizzo sulla cartolina e un attimo dopo ci appiccicò sopra Oreste. Destinazione: Roma, studi di Cinecittà.

A quanto pare Oreste non avrebbe mai visto né i mari del sud né quelli del nord, ma sarebbe sempre rimasto a Roma, la città del suo tabaccaio. Il viaggio ebbe inizio.

All’interno della buca delle lettere tutti i francobolli si comunicavano le loro destinazioni; soltanto Oreste non diceva nulla e pensava in silenzio fra sé: – «Io sono in missione».

Una volta arrivato a Cinecittà, lo riversarono assieme a tante altre cartoline in un grande bussolotto. Dopo qualche ora Oreste udì delle voci:- Ecco il notaio che arriva, – dissero gli altri francobolli ñ ora estrarrà la cartolina che vincerà il premio di cinquecentomila euro!

Oreste incominciò allora a divincolarsi tirandosi faticosamente appresso la sua cartolina: non appena la mano del notaio si calò per raccogliere quel cartoncino fortunato, Oreste spiccò il volo e la sua cartolina fini dritta dritta fra i polpastrelli del notaio.

«Missione compiuta» pensò allora fra sé.

Appena la famiglia Galimberti ricevette la telefonata che comunicava loro la lieta notizia, il padre quasi svenne dalla gioia: «abbiamo vinto cinquecentomila euro! Potremo comprarci una casa tutta nostra e ce ne sarà anche per dare una mano a chi ha bisogno!».

La cartolina vincente venne riconsegnata a Giacomo, che aveva realizzato il suo sogno più grande, ovvero quello di poter aiutare la sua famiglia. Il francobollo venne incorniciato in una bella teca rossa nel salotto; Oreste era proprio felice di starsene li a casa Galimberti, e ringraziò il cielo di tanta fortuna: proprio a lui, che non si era mosso un solo centimetro da Roma, era toccato in sorte di compiere il viaggio più bello che un francobollo avesse mai potuto desiderare.


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