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Orientamento: per il lavoro i consigli di mamma e papà non bastano più

Creato il 09 novembre 2015 da Propostalavoro @propostalavoro

L’orientamento al lavoro, in Italia, è una certezza: le nostre abitudini non cambiano mai. Si attendeva con trepidazione l’arrivo del fatidico 21 ottobre 2015, giorno in cui, secondo il celeberrimo film “Ritorno al futuro”, sarebbero comparsi Doc e Marty direttamente dal passato per ammirare le meraviglie e le stravaganze che il futuro avrebbe riservato loro.

Auto volanti? Abiti che si adattano automaticamente alla propria taglia? Porte che si aprono con le impronte digitali? Il 2015 non ci ha riservato nulla di tutto ciò. Lavorativamente parlando, ancora meno.

In base a dati raccolti recentemente da LinkedIn a seguito dell’evento Bring in your parents day, la famiglia si conferma essere il luogo privilegiato all’interno del quale i giovani maturano le scelte per il proprio percorso professionale. Fin qui nulla da eccepire, anzi. La famiglia, attraverso il proprio bagaglio di esperienze, può svolgere quella funzione orientativa che la scuola non riesce ad adempiere. Ma cosa succede se la famiglia spinge verso quelle professioni ritenute economicamente stabili, di elevato status sociale e culturalmente consolidate, ma che in realtà sono state saturate da tempo?

“Fai giurisprudenza così potrai diventare un ricco e benestante avvocato”. Oppure “intraprendi la carriera accademica che fare il professore universitario è così stimolante e gratificante”. Pericolosi luoghi comuni consolidati nell’immaginario collettivo e rafforzati anche dal fascino di un certo tipo di cultura mediatica.  

Purtroppo, in assenza di un sistema di orientamento serio e strutturato, i ragazzi che si apprestano a fare le prime scelte sul proprio futuro professionale non possono che affidarsi al proprio intuito o ai suggerimenti di buon senso e basati sulle proprie esperienze personali dati dalle famiglie. Suggerimenti che, benché forniti con le migliori delle intenzioni, possono non sempre essere centrati sulle specificità del mercato del lavoro attuale.

Se in parte i recenti interventi del Legislatore sembrano andare anche in quella direzione, ad esempio con l’alternanza scuola-lavoro, ancora grandi passi devono essere fatti nel nostro Paese per creare quella sinergia tra operatori del mercato del lavoro, scuole e imprese per la strutturazione di un efficace sistema di orientamento scolastico.

Che fare per ora? Non ci resta che attendere il 2019 per vedere se le previsioni di Philip Dick sul futuro del lavoro saranno maggiormente azzeccate rispetto a quelle di Zemeckis.

Carlotta Piovesan   


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