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Oro veneziano

Creato il 26 febbraio 2017 da Nientedipersonale

Una nuova indagine per Marco Pisani, avogadore a Venezia.

1753. È uno degli ultimi giorni di Carnevale quando suor Maria Angelica, monaca di clausura a Murano, viene trovata barbaramente uccisa nel suo appartamento segreto di Venezia. Mentre la città è in festa, tra balli in maschera nei palazzi e per i campi, spettacoli nei teatri e cortei notturni, l’avogadore Marco Pisani non tarda molto a scoprire che la religiosa aveva una doppia vita. Coadiuvato dall’amico avvocato Daniele Zen, dal segretario Jacopo Tiralli e dal medico e patologo Guido Valentini, Pisani pensa di aver individuato il colpevole. Tuttavia, invece della soluzione, dovrà fare i conti con altri due delitti efferati. Nulla sembra accomunare i tre crimini se non la sparizione di denaro e gioielli e la presenza di un medaglione d’oro contrassegnato da strani simboli. Come se ciò non bastasse, la fidanzata Chiara Renier, donna d’affari con doti di veggente, ha perso il suo Dono: nelle sue visioni le appaiono solo grottesche maschere di Pulcinella e un muro nero… In una città che vive ormai sull’orlo della rovina, sfruttando la propria bellezza come una cortigiana, Pisani sembra avere imboccato un vicolo cieco. Saranno il caso e l’attenzione ai dettagli sua e del medico Valentini a metterlo infine sulla buona strada e a svelargli l’imprevedibile, complessa soluzione. Portandolo però a un passo dalla morte.

Recensione

Seconda indagine per l’avogadore Pisani, l’avvocato Daniele Zen e la fidanzata Chiara. Affiancato da un nuovo personaggio, l’anatomopatologo Guido Valentini, Pisani si trova a dover indagare sulla morte di due ecclesiastici e un notaio. Apparentemente sembrano collegati tra loro ma riuscire a trovare il reale collegamento tra queste morti sospette non è poi così facile come sembra. Una Venezia in pieno Carnevale fa da sfondo alle vicende dell’ormai noto Marco Pisani.

Cosa fare quando inizi un libro e arrivata a circa metà continua ad annoiarti? Sì, anche io avrei voluto abbandonarlo e passare ad altro. Ma capita sempre più raramente che lo faccia, rovinandomi anche delle letture che potrebbero essere in ogni caso passabili. E’ questo che è accaduto con Oro Veneziano. Secondo capitolo della serie Veneziano, nato dalla penna di Maria Luisa Minarelli, che con Scarlatto Veneziano mi aveva conquistata.

A non piacermi, tutta una serie di cose. In primis Venezia. Non la città, che non la conosco ma la descrizione che l’autrice ne fa. Troppi dettagli su vie, vicoli, palazzi e piazze. Pagine e pagine di descrizioni senza arrivare ad un punto. Descrizione di ogni portègo, calle, monastero. A me non irritano le descrizioni purchè siano ben dosate all’interno di un romanzo. Quando finalmente l’indagine di Marco prende piede, quando i pezzi del puzzle iniziano ad incastrarsi.. beh, ero talmente annoiata da non godermi appieno la lettura. Ed è un peccato perchè il genere e i personaggi mi piacciono molto.

Partendo dal poliedrico Nani, capace di mimetizzarsi tra la gente come pochi allo sfuggente Daniele, in cerca del vero amore. Marco e Chiara continuano a completarsi l’un l’altro e con l’arrivo di un nuovo personaggio che apre le porte ad un nuovo modo di indagare tramite le autopsie. Lo studio degli organi per scoprire un veleno o una morte cruenta, le precauzioni prese dai medici chirurghi e le infinite scoperte sul corpo umano danno quella marcia in più ad un romanzo che alla fine si è dimostrato piatto.

Se con Scarlatto Veneziano non riuscivo a staccarmi dalle pagine, Oro Veneziano me ne ha tenuta ben lontana! Peccato, speriamo che con il terzo ed ultimo capitolo io possa ricredermi.

Oro veneziano

#2017readingchallenge

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