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Osterfestspiele Baden-Baden 2017 – Sir Simon Rattle e Lisa Batiashvili

Creato il 20 aprile 2017 da Gianguido Mussomeli @mozart200657
Osterfestspiele Baden-Baden 2017 – Sir Simon Rattle e Lisa BatiashviliFoto ©Monika Rittershaus

Per fortuna di noi melomani, la vita musicale non è fatta solo di opere ma anche di concerti sinfonici. Anche questa volta a risollevarci il morale alquanto depresso dalla mediocrissima Tosca di cui ho riferito nell’ articolo precedente ha provveduto una splendida serata offertaci, sempre al Festspielhaus di Baden-Baden, dai Berliner Philharmoniker sotto la guida di un Sir Simon Rattle che rispetto all’ esecuzione operistica della sera precedente appariva completamente trasformato. Un concerto che ha costituito davvero uno dei punti culminanti nel programma dell’ Osterfestspiele 2017 sia per la prestazione superba di un’ orchestra davvero in serata di grazia che per la presenza di Lisa Batiashvili, una tra le violiniste più dotate della giovane generazione. I Berliner Philharmoniker sono sempre la stupenda macchina da musica che ben conosciamo e il suono ricco, compatto, omogeneo e splendente di questa formidabile orchestra è sempre un vero godimento per chi ha la possibilità di ascoltare un loro concerto. Sir Simon Rattle, direttore che da sempre apprezzo ma senza eccessi di entusiasmo, in questi anni conclusivi del suo mandato di Chefdirigent del complesso sta offrendo una serie di prestazioni decisamente molto interessanti. Sembra quasi che il fatto di essersi liberato da un impegno così gravoso gli consenta di dare sfogo a estri interpretativi finora non completamente espressi. Tutto questo appariva molto evidente nel concerto a cui ho assistito, dedicato a musiche di Antonin Dvořák e Béla Bartók. La prima parte iniziava con tre delle Danze Slave op. 72 di Dvořák, la N° 3 in Fa maggiore (Skočná), la N° 5 in Si bemolle minore (Špacírka) e la N° 7 in Do maggiore (Kolo). Negli anni trascorsi alla guida dei Berliner, il direttore di Liverpool ha incluso spesso le Danze dvorakiane sia nei suoi programmi di concerto che come bis. Si capisce bene che Rattle ama molto questi brani dal fervore con cui li esegue, sfruttando le fantastiche possibilità tecniche della sua orchestra per scatenare una vera e propria fantasmagoria di colori e ritmi. Seguiva poi il concerto per violino  in la minore op. 53, scritto da Dvořák per il grande virtuoso tedesco Joseph Joachim che però non lo eseguì mai in pubblico nonostante avesse chiesto e ottenuto dal compositore significative modifiche alla partitura originale. Il lavoro ottenne comunque da subito un significativo successo ed è entrato nel repertorio di quasi tutti i grandi violinisti fino ad oggi.

Osterfestspiele Baden-Baden 2017 – Sir Simon Rattle e Lisa BatiashviliFoto ©Monika Rittershaus

Ero molto curioso di ascoltare per la prima volta dal vivo Lisa Batiashvili, trentottenne nata in Georgia e trasferitasi all’ età di dodici anni in Germania dove ha compiuto gli studi a München presso la prestigiosa scuola di Ana Chumachenco, insegnante figlia di un allievo del leggendario Leopold Auer, che ha formato altre giovani virtuose di grande talento come Julia Fischer, Arabella Steinbacher e Veronika Eberle. Da quello che ho sentito, posso dire che Lisa Batiashvili merita in pieno i giudizi lusinghieri espressi sul suo conto dalla critica internazionale. La violinista georgiana, che suona uno splendido Guarneri del Gesù del 1739, sfoggia un suono caldo, pastoso e perfettamente proiettato, messo in rilievo da una tecnica dell’ arco assolutamente impeccabile. Il dominio del virtuosismo è senza dubbio impeccabile e l’ interprete è dotata di grande autorevolezza nel fraseggio, anche se per il mio personalissimo gusto avrei preferito un po’ più di enfasi nella condotta del primo movimento. Splendida invece l’ esecuzione dell’ Adagio ma non troppo in cui la violinista georgiana ha sfruttato in pieno l’ affascinante sfondo sonoro servitole dai Berliner sotto la guida di un Simon Rattle attentissimo nel calibrare il respiro dell’ accompagnamento orchestrale per un’ interpretazione intensissima e ricca di fervore nella cantabilità melodica. La Batiashvili ha poi esibito tutto il meglio delle sue risorse tecniche in una spettacolare lettura del Finale, che ha trascinato all’ entusiasmo il pubblico del Festspielhaus. Nessun fuori programma e questo mi è leggermente dispiaciuto, perché Lisa Batiashvili alla fine delle sue esibizioni esegue sempre sue rielaborazioni di motivi popolari georgiani, che ho ascoltato diverse volte in dirette radiofoniche e avrei volentieri sentito in questa occasione. In ogni caso, siamo senz’ altro di fronte a una concertista di alta classe, che va senz’ altro annoverata fra le strumentiste più interessanti del momento.

Nella seconda parte del programma, Rattle e i Berliner Philharmoniker ci hanno fatto ascoltare una bellissima esecuzione del Concerto per orchestra di Béla Bartók. Anche per questa musica il direttore inglese privilegia soprattutto l’ aspetto coloristico, compiendo un lavoro di cesello sulla dinamica e offrendoci un caleidoscopio di sonorità assolutamente affascinante nel suo continuo trascolorare. Non è forse la mia interpretazione ideale perché io in Bartók preferirei timbri orchestrali più lucidi e taglienti, ma il fascino sonoro di questa esecuzione era innegabile soprattutto nei movimenti centrali in cui la sezione fiati dei Berliner ha esibito in pieno tutto il suo funambolismo virtuosistico. Sir Simon Rattle, come dicevo in apertura, mi è apparso ispirato e convinto come in poche altre delle serate in cui l’ avevo ascoltato finora e da quanto si è ascoltato in questo concerto a Baden-Baden, credo che la sua ultima stagione a Berlino potrà offrirci diverse sorprese piacevoli.



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