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Padre Alex e il buon Geronimo di domenica pomeriggio decidono di andare in ospedale quella stessa notte /Giallo Tanzania

Creato il 25 settembre 2014 da Marianna06

 

     

Cellulare

 

Geronimo, ti aspetto a Bunju, in casa, tra mezz’ora. E’urgente – precisa a telefono padre Alex al suo amico.

E lo fa con tono che non ammette diniego.

L’altro, che non intende affatto dargli dispiacere,  si dice disponibile.

E’ domenica pomeriggio e padre Alex , appena di rientro da Morogoro, dove è stato in giornata a dire messa, sa che può permettersi, prima di cena, una chiacchierata seria con Geronimo.

E magari, chissà, sbrogliare l’intrigata matassa di cui non si è venuti ancora a capo.

La gente ha diritto di sapere e gli uomini senza scrupoli devono essere smascherati – ripete a se stesso.

Non si può essere loro complici, si dice.

Intanto scende nella sala di ricevimento per ospiti e, mentre sfoglia il quotidiano locale del giorno in cerca di nuove notizie, compare Geronimo accompagnato da una giovane suora-portinaia.Una colombiana.

Ciao, amico- lo saluta Geronimo.

E poi aggiunge : - Perché tanta fretta, padre?

Caro Geronimo,dobbiamo assolutamente capire e mascherare chi è stato a disfarsi dei cadaveri - dice chiaro il missionario.

La gente domanda di sapere. Kurt è venuto fin qui proprio per questo. E Henning ha in progetto un lavoro importante con la sua casa editrice. Tutti aspetti questi- puntualizza padre Alex-  che ci devono mettere fretta.

E, allora, mi capisci : - Basta prendersela troppo comoda!

-Va bene anche Zoe, che potrebbe senz'altro sapere qualcosa e che ci può essere utile, ma sono il “cinese” e i suoi complici che c’interessano.

-Basta, dunque, menare il cane per l’aia come si dice dalle mie parti.

Il mistero è lì che è ben celato- continua il missionario.

Se sapremo, la polizia non potrà più chiudere gli occhi e fingere di non vedere.

E lo stesso dicasi per le autorità- conclude l'uomo, visibilmente nervoso.

E ancora :  - Una donna stamane, una verduriera, in strada,  prima di partire per Morogoro, piuttosto preoccupata, dopo avermi salutato, mi chiedeva chiarimenti e io non ho saputo dirle proprio niente.

 

Dopo questa raffica di parole, Geronimo, che stima padre Alex, prende il toro per le corna e invita, a suo rischio e pericolo, il missionario quella stessa notte in ospedale.

Faremo in modo di coglierli sul fatto – dice l'infermiere.

-Ci riusciremo- ribatte padre Alex.

Speriamo solo di avere un po’ di buona sorte dalla nostra- completa poi il suo pensiero ad alta voce.

 

Come accade abbastanza spesso,Geronimo si ferma per una parca cenetta al refettorio di Bunju e poi i due,dopo un caffè lungo,ciascuno con la propria auto, si avviano in direzione della città.

Intanto, poco distante dalla casa della missione, una musica proveniente da un locale per giovani, di nuova apertura, riempie il silenzio di quella che sarà a breve la  notte africana.

Ma i ritmi assordanti d’importazione, sulla scia delle mode occidentali, sono quelli che alla gioventù del luogo piacciono tanto.

Progresso, progresso, progresso....-esclama padre Alex, con un sorrisetto ironico dipinto sulle labbra,che per il buio nessuno legge, e ingrana rapido la marcia del suo fuoristrada polveroso.

 

           

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   (Continua…)

                     a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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