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Padre Georg e lo choc per le dimissioni di Ratzinger

Creato il 11 febbraio 2014 da Stivalepensante @StivalePensante

E’ stato “uno choc”, una cosa “inaspettata”. Padre Georg Gaenswein ricorda la sua incredulità vissuta quando Benedetto XVI mise la parola fine al suo pontificato, l’11 febbraio 2013 durante il Concistoro per la canonizzazione di 813 martiri.

Papa Ratzinger, Benedetto XVI, prima delle dimissioni (echeion.it)

Papa Ratzinger, Benedetto XVI, prima delle dimissioni (echeion.it)

Il prefetto della Casa Pontificia racconta, in una intervista esclusiva a”Prima di tutto” di Antonio Preziosi su Rai Radio1, quei momenti che sono passati alla storia. ”E’ stato uno choc, era inaspettato - afferma Gaenswein - ho visto davanti a me i cardinali, alcuni increduli, altri non avevano capito bene. Era per tutti una sorpresa, con tutte le conseguenze di una sorpresa”. L’arcivescovo Gaenswein sottolinea che la decisione di Ratzinger fu un “atto coraggioso” non certo una fuga, fu una decisione presa “con grande responsabilità”.

Gaenswein ricorda che Ratzinger gli comunicò “non soltanto un’idea, una riflessione, ma una decisione e io – continua – ho capito subito, anche se istintivamente ho detto ‘Padre Santo, non è possibile!’, che era una decisione presa, maturata dopo tanta riflessione, con preghiera al Signore. Non c’era più niente da fare. Importante è capire bene – ribadisce padre Georg – che questo atto coraggioso non era una fuga, ma una decisione presa con grande responsabilità. Infatti il diritto canonico dice che la sede vacante può verificarsi o a causa della morte di un papa oppure attraverso la rinuncia che dev’essere ovviamente pronunciata in modo adatto. E così avvenne, così fu la rinuncia di papa Benedetto XVI”.

La decisione di Benedetto XVI di porre fine al suo pontificato, l’11 febbraio 2013, sicuramente non rappresenta un precedente e non ha condizionato i successori al soglio petrino. “Papa Benedetto - ha sottolineato il prefetto della Casa Pontificia - non ha condizionato o non condizionerà nessuno dei suoi successori. Certamente con questo atto di rinuncia ha determinato un fatto nuovo che deve essere rispettato”. Oggi le giornate di papa Ratzinger sono all’insegna della preghiera e dello studio.

Padre Georg Geinswein conferma cosa fa il Papa emerito da quando ha rinunciato al soglio pontificio. ”Benedetto XVI ha detto una volta – afferma – che lui si voleva ritirare sul monte, al monastero ‘Madrae Ecclesiae’ dove voleva pregare, e con la preghiera aiutare sia la Chiesa che il suo successore, papa Francesco. Il Papa prega, studia, riceve persone, si occupa di un’ampia corrispondenza, sente musica, passeggia. La sua mattina inizia sempre con la Santa Messa e con il breviario; ogni tanto la sera suona anche il pianoforte”.

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