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Palazzina di Stupinigi

Creato il 21 novembre 2012 da Annaemy

stupinigi panor


Filippo JUVARRA: movimento e fantasia. Primo e più importante esempio di architettura civile del Settecento italiano, la palazzina di caccia di Stupinigi riassume le caratteristiche dello stile scenografico e personalissimo dello Juvarra, che ama articolare le masse in tutte le direzioni, a
partire dall'edificio centrale, su cui svetta un simbolico cervo di bronzo. Dai disegni dell'architetto, risulta che i corpi laterali erano stati progettati aperti, vale a dire a portico, forse per creare un senso di movimento ancora maggiore, ma la soluzione fu poi scartata.-Aey


Questo incredibile giocattolo della fantasia architettonica è indubbiamente il capolavoro di un artefice che, partito da Messina, sconvolse il nord dell'Italia, da Torino a Belluno (suo è il campanile del Duomo), portando nelle sue opere un respiro di gioia, di colore e di calore, di movimento; (Aey)un giocattolo in cui gli elementi si articolano simmetricamente su una forma ellittica, con ali che si protendono su grandi diagonali ad abbracciare distese verdi.
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Il tetto, coperto da lastre di rame rese verdi dall'ossidazione, è sormontato dalla figura di  un  cervo,   che  sembra  quasi passeggiare sulla sommità di una curiosa collina.
143Sopra, scenografia policroma. Già nei primi schizzi dello Juvarra, il grande salone ellittico ricalca i modi della tradizione teatrale dell'epoca,fastosa e mossa, in una continua successione di piccole esedre. Al centro, uno scintillante lampadario, di bronzo e cristallo, del 1773. La vivace decorazione ad affresco è opera dei fratelli Valeriani (1733).-Aey142A
La palazzina fu voluta dal re Vittorio Amedeo II, che sognava una residenza elegante e raffinata, sulla traccia di esempi di architetture del genere diffusi a livello europeo, in un'epoca in cui gli architetti erano alla ricerca di un disegno scintillante, di un gioiello di pietra da inventare fra il verde di boschi e giardini. –Aey-Quando, nel 1729, decise di regalarsi questa casa di campagna, Vittorio Amedeo aveva ormai 63 anni e si trovava sul trono da oltre cinquanta, essendo rimasto orfano a 9 anni. Figlio di Carlo Emanuele II e duca di Savoia, era stato sotto la tutela della madre Maria Giovanna Battista di Savoia-Xemours, finché, nel 1684, prese le redini del governo. In seguito al Trattato di Utrecht (1713), era diventato anche re di Sicilia (scambiata, sette anni dopo, con la Sardegna), facendo del Piemonte una potenza di rilievo nel contesto degli Stati italiani. Nel settembre del 1730, abdicò in favore del figlio Carlo Emanuele III. Vittorio Amedeo ebbe sempre gusti semplici e popolari e al popolo amò sempre mescolarsi.-Aey- Quasi come contrasto volle, però, questa palazzina frivola e molto aristocratica, degna dell'inventiva del suo architetto, manifestazione estetica di un senso artistico in contrasto con il carattere del committente.
Se fosse stata edificata mezzo secolo prima,  la  palazzina  sarebbe piaciuta  alla madre del re, festaiola e politicante, oltre che frivola anch'essa e intrigante quanto mai. Ma nessuno dei protagonisti di quell"epoca potè godere dei piaceri che Stupinigi  offriva.  Vittorio Amedeo mori  nel 1732, confinato nel castello di Rivoli a causa delle sue pretese di contestare il modo di agire del figlio, secondo lui non all’altezza del compito di re.-Aey-
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Sopra : Un trionfo di trofei. Innumerevoli trofei di pietra, con nature morte di cacciagione, di frutta e di fiori, coronano le balaustrate del corpo centrale dell'immenso complesso di edifici, nato per ospitare la corte durante le partite di caccia. Sono dovuti, per la maggior parte, all'inesauribile fantasia di uno scultore piemontese noto all'epoca, Giovanni Battista Bernero.-Aey
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Sopra, passatempo per nobili. Nella Sala degli Scudieri, quattro dipinti a olio di Vittorio Ame Cignaroli (1773-78) raccontano le fasi della caccia al cervo. Qui riprodotto, lo Scovamento del cervo, documentazione attenta e gustosa della vita e del costume del Settecento, in una corte, come quella piemontese, che comprendeva trecentotrenta nobili.-Aey
Particolarmente ricco l'appartamento detto "di Levante", ala dell'edificio costruita nella seconda metà del Settecento e già residenza della regina Margherita, moglie di Umberto I. Nell'anticamera, i cartoni dell'arazzeria reale di Torino, con scene di battaglie antiche, come quella di Farsalo (48 a.C), che decise la guerra civile tra Cesare e Pompeo a favore del primo ed episodi storici fra cui Annibale sulle Alpi e Cesare sotto le mura di Alessandria. –Aey-Seguono il salotto, la camera da letto, decorata nel 1761 da Giacomo Bozzi, il gabinetto con le pareti di sete dipinte a fiori, sotto un prezioso soffitto decorato a cineserie. Di stanza in stanza, il luogo di piacere si delinea sempre meglio. Prospettive illusorie, mobili preziosi, curiosità, esoticismi si susseguono, si integrano in una sinfonia di colori, di forme, di stili, di pettegolezzi storici.
Ma il perno di tutto, il punto dal quale sì dipartono le stanze del re da un lato e quelle della regina dall'altro, è il grande salone ellittico,
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la cui travagliata nascita è valutabile nei moltissimi disegni e studi dello Juvarra. Questo salone rappresenta il centro di un mondo legato a un'epoca, instagliato nel cielo, un simbolo.
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Sopra,cervo di bronzo, che sovrasta la cupola, è l'emblema di un edificio e di un mondo cortigianesco ormai sul finire. La scultura è di Francesco Ladettt (1766), più conosciuto col nome di Ladatte, francesizzato per un capriccio della moda.-Aey
Palazzina di Stupinigi -Un po’ di storia
- MUSEO DELL'ARREDAMENTO: UNA VISITA PER CONOSCERE LO SPIRITO DI UN'EPOCA -
Contrariamente a quanto avviene per molti altri musei, quello d'Arte e dell'Arredamento di Stupinigi, istituito nel 1919, non è il risultato di una raccolta di pezzi d'arte eterogenei messi insieme in qualche modo per fornire la testimonianza di un'epoca e di un gusto, ma rappresenta già di per se quell'epoca e quel gusto, un mondo che si è quasi miracolosamente salvato per tramandare un messaggio di civiltà.-AeySale e stanze conservano il magico clima di secoli andati, talvolta tali e quali furono create, altre volte realizzate più tardi, con arredi provenienti da altre residenze, ma in modo abbastanza organico e unitario, cosicché si ha l'idea dell'integrità di ogni singolo ambiente e non di una frammentarietà compositiva, tipica della maggior parte dei musei di questo genere.-Aey- Mobili e stucchi, specchi e pendole, stoffe e pitture si fondono e si legano in una danza di colori e forme che ha tutta l'armonia di un minuetto e subito fa rivivere lo spirito settecentesco piemontese ed europeo, all'insegna di una gaiezza che non era solo apparenza e finzione, ma lo spirito di un'epoca.
img145PER I MINUTI PIACERI. Cosi venivano spesso chiamati i giochi di società, in cui la corte si impegnava nelle lunghe serate e a cui questa sala era adibita. Splendidi, nell'arredo settecentesco, i pannelli dipinti, opera del tedesco Cristiano Wehrlin.-Aeyimg145CAMERA ROCOCÒ. Riflessa nella parete a specchi, sopra il piano di un cassettone intarsiato da Pietro Piffetti nel 1770, una sontuosa camera da letto tappezzata di lampasso (seta) rosso violaceo, con letto a baldacchino, le cui cornici, in origine laccate, furono successivamente e incautamente dorate.-Aey
img145LA CINA IN OTTO SCENE . L'amore per l'esotico e per l'Oriente, tanto diffuso nel Settecento, si manifesta in questo elegante paravento a quattro pannelli, con cornici di gusto francese, che contengono preziosi dipinti su seta. L'oggetto si deve alla bottega di Giuseppe Bon-
zanigo (1775-80).-Aey


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EBANO E AVORIO. Vivacissime e buffe scene di vita quotidiana compongono la decorazione a intarsi di avorio graffito di questa scrivania di ebano, opera di Luigi Prinotto eseguita nel primo quarto del Settecento, anche se lo stile del mobile, a otto gambe, è ancora spiccatamente secentesco. Le bianche figurine risaltano piacevolmente sul pregiato legno nero.-.Aey
Palazzina di Stupinigi -Un po’ di storia
- PAOLINA BONAPARTE –

142Sopra, il bagno della bellissima. Paolina Bonaparte, pur risiedendo ufficialmente a Torino, dal 1808 col marito Camillo Borghese, preferì abitare una dimora più gaia. Collocato in un'alcova dell'appartamento da lei occupato a Stupinigi, nell'ala di Levante, è rimasto un suo favoloso capriccio: una vasca da bagno di marmo bianco ornata di aquile imperiali.-AeyPaolina Bonaparte, maritata Borghese, celebre per i suoi amori e per essere stata immortalata dal Canova, quando non si voglia accettare l'idea che sia stata, invece, lei a dare l'immortalità allo scultore, amò straordinariamente Stupinigi negli anni in cui suo marito Camillo fu governatore a Torino, a partire dal 14 febbraio 1808. –Aey- A Torino, fu al centro di ogni possibile stramberia, arrivando al punto di nominare un conte "conservatore dei suoi cuscini", ma tuttavia riuscendo ad accattivarsi, con la bellezza e la cortesia, la simpatia perfino dei compassati Torinesi. A Paolina non piacevano troppo le stanze del Palazzo Chablais o Chiablese, dove soggiornava, da lei giudicate umide. Perciò, preparò presto un appartamento nella palazzina di Stupinigi, che, con la sua freschezza rococò, ricordava un poco Parigi e Versailles e le permetteva di vivere con i suoi amanti lontana da Camillo.-Aey-
Anche il fratello Napoleone soggiornò a Stupinigi, nel 1805. Della sua presenza in questa deliziosa dimora rimane qualche cosa di più che un semplice ricordo: infatti, l'appartamento del principe di Cari-gnano comprende il salone con la galleria dei cimeli napoleonici, in cui è conservata la vettura da viaggio usata da Napoleone, nel 1805, per raggiungere Milano, dove il novello imperatore dei Francesi doveva essere incoronato re d'Italia. La carrozza. costruita in Francia nel 1790, è un piccolo capolavoro del suo genere. Stupinigi, da sempre luogo ideale di feste e ricevimenti, continuò a essere, anche nel nostro secolo, una residenza piacevole e amata, soprattutto dalla regina Margherita, la quale vi soggiornò regolarmente, nei periodi estivi, dal 1900 al 1919.
Dopo di allora, passato allo Stato, il palazzo fu assegnato al ministero della Pubblica Istruzione, che creò il museo. –Aey-
Nel 1926, tornò proprietà dell'Ordine Mauriziano, che ne cura anche attualmente la conservazione.-Aey-
Scuola Aey
Palazzina di Stupinigi -Un po’ di storia
ULTERIORI INFORMAZIONI E DOVE DORMIRE E MANGIARE VAI A:PALAZZINA DI STUPINIGI 1a PARTEPALAZZINA DI STUPINIGI 2a PARTE ( con link al sito piemonte italia.eu) 

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