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"PER IL CAMBIAMENTO" APPELLO AL VOTO DEGLI INTELLETTUALI (con una postilla mia)

Creato il 19 febbraio 2013 da Giuliano @giulianofalco
"PER IL CAMBIAMENTO" appello al voto degli intelettuali.


Siamo alle ultime battute di una campagna elettorale confusa, rissosa, e da parte di taluni estremamente menzognera. Due scenari inquietanti si profilano come possibili dall'esito del voto: o un caos ingovernabile; o il ritorno al potere di uomini e di forze che negli anni passati hanno già portato il Paese verso la catastrofe.
Per evitare tutto questo, l'unica strada è votare la coalizione di centro-sinistra, assicurandole l'autosufficienza, che le consentirebbe di mettere in piedi un Governo stabile, autorevole, rispettabile a livello europeo, in grado di gestire al meglio politiche e alleanze.
L'Italia ha un disperato bisogno di trasparenza politica e di giustizia sociale: se nei prossimi cinque anni non saremo in grado di restituire dignità alle istituzioni, rispetto per la politica, fiducia nei partiti, strategie di sviluppo e insieme un colossale mutamento di rotta nei confronti delle classi lavoratrici e dei ceti disagiati, ci ritroveremo, come altre nazioni europee, nel baratro.
Questo è vero per l'intero territorio nazionale. Ancor più vero in quelle regioni "a rischio" (dalla Lombardia alla Sicilia), dove poche decine di migliaia di voti possono fare la differenza tra un nuovo inizio e una pessima fine.
Ogni voto è perciò prezioso a questo scopo: chiediamo all'opinione pubblica e agli elettori di scegliere come una ragione responsabile spinge inequivocabilmente a fare. E chiediamo ai cittadini che lo condividano a sottoscrivere e promuovere questo appello.
Primi firmatari - Umberto Eco, Stefano Rodotà. Gustavo Zagrebelsky, Claudio Magris, Alberto Asor Rosa, Andrea Camilleri, Tullio Di Mauro, Barbara Spinelli, Nadia Urbinati, Guido Rossi, Natalia Aspesi, Giorgio Parisi, Vittorio Gregotti, Alberto Melloni, Sandra Bonsanti, Luigi Ferrajoli, Filippo Gentiloni, Piero Bevilacqua.
Postilla mia
Cari amici intellettuali,
finora mi sono ben guardato dal commentare la campagna elettorale. Un po' per la stanchezza psicofisica che mi attanaglia, un po' per la lontananza che provo verso le forze politiche in gioco. Sia chiaro, non sogno certo  un ritorno di Berlusconi e dei suoi amici (e men che meno, degli amici degli amici). Il problema è che i 'competitor' sono espressioni di una stessa visione del mondo: sono, in sostanza, liberali e liberisti, di destra, di centro e di 'sinistra'.
Non solo: gli schieramenti sono concordi nel finanziare le missioni di 'pace' (?): paradigmatica è stata la vicenda degli F35. Sono stati commissionati alla Lockeed (i più anziano se la ricorderanno...) dal Governo D'Alema, confermati dal Governo Berlusconi e dal suo successore Monti. Bersani solo recentemente si è convertito al taglio della spesa (convertendosi sulla via...delle elezioni visto che quella di Damasco è un po' impraticabile).
Chi difende, per farla breve, gli interessi dei ceti meno abbienti? chi difende il futuro dei giovani? chi si preoccupa della Sanità e/o della Scuola Pubblica? Chi chiede, per tornare al discorso di prima, il taglio delle spese militari? Del resto, che ce ne facciamo dell'esercito? A che serve?
Probabilmente voterò SEL, ma è una scelta controvoglia e messa in atto con un po' di riluttanza e di disincanto. Anche perchè è il compare di Bersani...Del resto, Grillo mi fa senso (politicamente parlando, ovviamente!); Ingroia e la sua rivoluzione civile non mi convince. Rimane ilPartito Comunista dei Lavoratori. Conosco Marco Ferrando da un sacco di tempo: una volta mi ha candidato al Consiglio Comunale di Savona per la lista di Democrazia Proletaria. Ho preso 1 (uno) voti: non il mio perchè ero residente in un comune vicino. Sono anni che chiedo chi mi abbia votato e l'interlocutore di turno mi dice "Votare per te? Figurati!" Comunque, l'ho ascoltato su Rainews quando sulla RAI imperversava il Festival di San Remo. Se non avessi saputo che ha militato per anni nella IV Internazionale, sembrava un esponente della III Internazionale...in ritardo di 90 anni! Stesso linguaggio, setsse ricette, stesse analisi. Che tristezza!


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