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Per un pugno di film, al via il 67mo Festival di Cannes

Creato il 14 maggio 2014 da Af68 @AntonioFalcone1

1Sarà inaugurata questa sera, mercoledì 14 maggio, alle ore 19.15, con la cerimonia d’apertura presso il Palais des Festivals presentata dall’attore francese Lambert Wilson, la 67ma edizione del Festival di Cannes, cui seguirà la proiezione del film Grace di Monaco di Olivier Dahan, in anteprima mondiale (Fuori Concorso, nella categoria Selezione Ufficiale).
La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 24 maggio, quando sapremo a chi sarà assegnata la Palma d’oro da parte della Giuria presieduta da Jane Campion e composta dalle attrici Leila Hatami, Do-yeon Jeone e Carole Bouquet, dagli attori Willem Dafoe e Gael Garcia Bernal ed infine dalla regista Sofia Coppola e dai colleghi Nicolas Winding Refn e Jia Zhang-ke.
Il cinema italiano, pur con un solo film in concorso nella Selezione Ufficiale, Le meraviglie di Alice Rohrwacher, ma con titoli interessanti presenti nelle sezioni collaterali, è comunque protagonista sulla Croisette, a partire dalla locandina della kermesse, opera di Hervé Chigioni e del suo graphic designer Gilles Frappier, i quali hanno scelto un fotogramma con un primissimo piano di Marcello Mastroianni, tratto da 8 ½, il film di Federico Fellini che venne presentato proprio a Cannes, all’interno della Selezione Ufficiale, nel 1963.

Sophia Loren e Marcello Mastroianni in

Sophia Loren e Marcello Mastroianni in “Matrimonio all’italiana”

A far da complemento al volto di Mastroianni, ecco Sophia Loren, sua compagna di scene in molte pellicole (a partire da Peccato che sia una canaglia, Alessandro Blasetti, 1954), ospite d’onore della sezione Cannes Classics, premiata al Festival (14ma edizione, 1961) come Miglior Attrice per La ciociara di Vittorio De Sica e Presidente di Giuria nel 1966 (19ma edizione). L’attrice, che ha anche accettato di partecipare ad una masterclass in forma di conversazione col pubblico (si terrà sul palco della Sala Buñuel), presenzierà alla proiezione de La voce umana, cortometraggio, di cui è protagonista, diretto dal figlio Edoardo Ponti; nella stessa serata verrà proiettato Matrimonio all’italiana, 1964, altra realizzazione di De Sica, protagonisti Loren e Mastroianni, in versione restaurata, a cura del laboratorio L’Immagine Ritrovata, dalla Cineteca di Bologna, Surf Film e Technicolor Foundation for Cinema Heritage. All’interno di Cannes Classics, troviamo altri restauri eseguiti dalla Cineteca di Bologna tramite il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire da Per un pugno di dollari, ’64, così da festeggiare degnamente i cinquant’anni del capostipite degli spaghetti western. Il film chiuderà il Festival subito dopo la cerimonia di premiazione, sabato 24 maggio alle 19.00, ed ad introdurne la proiezione ci sarà Quentin Tarantino.

Clint Eastwood e Gian Maria Volontè, il duello finale di

Clint Eastwood e Gian Maria Volontè, il duello finale di “Per un pugno di dollari”

Tra i grandi autori presenti in Concorso, David Cronenberg (Maps to the Stars), Jean-Luc Godard (Adieu au langage), Ken Loach (Jimmy’s Hall), mentre in Un Certain Regard ecco Wim Wenders, che ha diretto The Salt of the Earth insieme a Juliano Ribeiro Salgado, Mathieu Almeric (La chambre blue), Asia Argento con Incompresa, il debutto alla regia dell’attore Ryan Gosling (Lost River).
La sezione sarà inaugurata, al Teatro Debussy, giovedì 15 maggio, da Party Girl, un’opera prima scritta e diretta da Marie Amachoukeli, Claire Burger e Samuel Theis, mentre la Giuria, presieduta dal regista e sceneggiatore Pablo Trapero, è composta da Peter Becker (presidente di The Criterion Collection), dalle attrici Maria Bonnevie, Géraldine Pailhas e dal regista e sceneggiatore Moussa Touré. All’interno di Cinéfondation, troviamo Lievito madre di Fulvio Risuleo, che sarà sottoposto, come gli altri 15 titoli selezionati e provenienti dalle maggiori scuole di cinema e quelli rientranti nella sezione Cortometraggi, al vaglio della Giuria con presidente il regista iraniano Abbas Kiarostami, affiancato da altri quattro colleghi: Noémie Lvovsky, Daniela Thomas, Mahamat-Saleh Haroun e Joachim Trier.

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Interessanti poi i titoli inseriti nelle sezioni collaterali ed indipendenti della kermesse, la Quinzaine des réalisateurs e la Seimane de la Critique.
Riguardo la prima, organizzata dalla Société des Réalisateurs de Films (SRF), giunta alla 46ma edizione, vedrà come pellicola d’apertura Bande de fille (Girlhood), per la regia di Céline Sciamma, mentre quella di chiusura sarà Pride, diretta da Matthew Warchus. Fra i titoli in cartellone risaltano l’Evento Speciale costituito dalla proiezione in versione restaurata del cult Non aprite quella porta (The Texas Chain Saw Massacre), horror indipendente e a basso costo diretto da Tobe Hooper nel ’74, o film certo attesi come Queen and Country, con cui John Boorman ha dato un seguito al suo Hope and Glory del 1987, Cold in July (Jim Mickle), adattamento dell’omonimo romanzo di Joe R. Lansdale e il thriller inglese Catch Me Daddy, di Daniel Wolfe. Il premio Carrosse d’Or, assegnato a un regista scelto per le qualità innovatrici dei suoi film, il suo coraggio e la sua manifesta indipendenza nella fasi di realizzazione e produzione, sarà conferito postumo ad Alain Resnais.

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Riguardo la 53ma Semaine de la Critique, dedicata alle opere prime e seconde, anche qui vi è un film italiano in cartellone, Più buio di mezzanotte, di Sebastiano Riso, che vede fra gli interpreti Davide Capone, Micaela Ramazzotti, Monica Guerritore, Vincenzo Amato, Pippo Delbono, Rosalinda Celentano e Lucia Sardo. Nell’edizione dello scorso anno fu proprio una pellicola italiana a vincere, Salvo, opera prima di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che si aggiudicò il Grand Prix 2013, conferito dalla giuria presieduta dal regista portoghese Miguel Gomes, e il Prix Révélation, assegnato invece dalla giuria con presidente Mia Hansen-Løve. Vedremo se anche quest’anno il Festival, nell’augurio che vinca comunque il buon cinema, ci riserverà qualche lieta sorpresa, per quanto, al di fuori dei lustrini e red carpet d’ordinanza, i nodi al pettine, almeno all’interno della nostra realtà cinematografica, restano sempre quelli, ovvero la mancanza di coraggio (nell’avallare nuove idee in primo luogo) equamente suddivisa fra produzione e distribuzione, per quanto quest’ultima ottenga sempre la vittoria sul filo di lana.


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