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Persa fra i libri

Creato il 13 dicembre 2014 da Martinaframmartino

Persa fra i libriOrmai mi avete definitivamente persa, sappiatelo. Roshar mi ha catturata, come già avevano fatto Randland, Westeros e una manciata di altri mondi che non cito solo per non divagare troppo. Tanto lo sapete che non ho bisogno di scuse per divagare, questo stesso articolo (ma posso davvero chiamare così quel che sto scrivendo?) non è altro che una lunga divagazione.

La Ruota del Tempo, Le cronache del ghiaccio e del fuoco e Le cronache della folgoluce hanno in comune il fatto di essere saghe composte da parecchi volumi di dimensioni notevoli che occupano un vasto arco di tempo. Ci vuole tempo a leggere queste saghe, e visto che le ho scoperte tutte e tre al momento della loro prima pubblicazione italiana il mio tempo di lettura è andato di pari passo con il tempo di scrittura dei vari autori.

Questo può solo rendermi felice. Molte persone sono impazienti di sapere come prosegue la storia. Anch’io lo sono. Voglio conoscere la conclusione. Ma allo stesso tempo voglio vivere in questi mondi. L’avete vista la foto che avevo postato già qualche giorno fa, vero? Per sicurezza la rimetto. Il problema con un buon libro è che io voglio finire il libro ma non voglio finire il libro. Lo so che c’è scritto you e non I, ma ho la tendenza a guardare le cose da un punto di vista molto personale. Voglio finire le storie che amo, conoscere la conclusione, ma ugualmente non voglio uscire da quel mondo e allontanarmi da quei personaggi.

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Quando ho finito La Ruota del Tempo ho provato un bel po’ di sentimenti diversi. Lutto per chi muore, e ci sta. Gioia ed esultanza per determinati episodi belli quando non addirittura epici. Tristezza e senso di perdita perché la storia è stata conclusa da Brandon Sanderson e non da Robert Jordan. Sollievo perché Brandon Sanderson amava la saga come me e ha fatto il miglior lavoro che si poteva fare partendo da quelle premesse. Appagamento per essere arrivata alla fine e aver conosciuto tutta la storia. Senso di vuoto perché non avrei avuto più nulla da scoprire.
L'occhio del mondo ne
Sono cresciuta con La Ruota del Tempo, l’ho scoperta nel 1992 quando frequentavo l’Università, ho svolto diversi lavori in questi anni, cambiato più volte casa, mi sono sposata, sono diventata mamma e ho iniziato a scrivere su internet in quest’arco di tempo, prima della conclusione arrivata all’inizio del 2013. Oltre vent’anni, e sospetto che con George R.R. Martin ci vorrà ancora più tempo per arrivare alla conclusione. L’unica cosa che mi infastidisce è la consapevolezza che la serie televisiva finirà prima dei romanzi e che quindi io subirò un bel po’ di spoiler. L’unico modo per non subirne sarebbe abbandonare internet. Cosa ne dite se chiudo il blog fino a quando Martin non ha finito di scrivere la sua saga? Non ho problemi a leggere un libro conoscendo già la sua conclusione, altrimenti non rileggerei così tanto, ma la prima scoperta vorrei che arrivasse dal libro stesso e non da altre fonti.

Il cammino con Martin è ancora lungo. Quello con Jordan purtroppo è terminato, anche se ora sto rileggendo L’Occhio del Mondo. E ora so di aver iniziato un nuovo, lungo viaggio che, per quel che vedo, si prospetta meraviglioso come gli altri.

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Le cronache della folgoluce è una saga prevista in dieci volumi di notevoli dimensioni. Anche ipotizzando una notevole rapidità di scrittura, un libro ogni due anni, avrò da leggere ancora per un bel po’. Intanto credo che a breve inizierò la rilettura, ammesso che riesca a farlo senza andare fuori di testa per i troppi impegni. La rilettura di George R.R. Martin l’ho terminata (quella per me, non quella per il blog, dove sono ancora nella Regina dei draghi). Quella di Guy Gavriel Kay è ancora in corso, e sospetto che rileggerò pure Tigana, anche se ho letto da poco la sua traduzione con il titolo Il paese delle due lune. Il guaio è che mi sono resa conto che l’edizione italiana è più corta di quella originale, e io voglio conoscere anche quel che in traduzione è rimasto fuori. Con Jordan, come detto, ho appena cominciato, non sono neppure a metà del primo romanzo e sono quattordici romanzi più il prequel. Sto rimandando da troppi anni la rilettura di Silvana De Mari. Dovrei quanto meno rileggere La donna del falco di Marion Zimmer Bradley. E poi ci sono le novità, che non smettono di uscire solo perché io non ho abbastanza tempo, e i libri vecchi che stanno ancora aspettando che arrivi finalmente il loro turno. Fra l’altro il titolo di questo articolo mi ricorda che non ho ancora letto nessun romanzo di Jasper Fforde, autore di Persi in un buon libro e di svariati altri romanzi che mi incuriosiscono molto.
Dieci romanzi, di cui solo due già usciti. Sul primo avevo fatto qualche commento a caldo (senza spoiler) qui: http://librolandia.wordpress.com/2012/04/14/brandon-sanderson-la-via-dei-re/. Del secondo avevo iniziato a parlare qui: http://librolandia.wordpress.com/2014/12/03/leggendo-parole-di-luce-di-brandon-sanderson/, e se vi fermate al paragrafo che inizia con Altra considerazione: ma porca puzzola… potete leggere qualcosa sulla struttura della saga senza subire spoiler dal primo romanzo. E poi non avevo resistito alla tentazione di citare un passaggio qui: http://librolandia.wordpress.com/2014/12/06/sul-posto-delle-donne/.

Oggi avrei voluto parlarvi di Parole di luce. Avrei voluto farlo davvero, ma ho divagato fin troppo perciò per qualche commento più serio al libro vi rimando a domani. Come ultime cose vi lascio il link al prologo, ambientato contemporaneamente al prologo di La via dei re ma con un punto di vista diverso (Jasnah invece di Szeth), http://www.fantasymagazine.it/anteprime/21994/parole-di-luce-libro-ii-de-le-cronache-della-fol/, e alla recensione di Andrea Massacesi: http://www.fantasymagazine.it/libri/21865/words-of-radiance/.



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