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Peter Greenaway

Creato il 17 agosto 2011 da Alejo90
Vertical Features Remake (1978, 45 min) - 2/5
The Falls (1980) - 2,5/5
I misteri del giardino di Compton House (The Draughtsman's Contract) (1982) - 3,5/5
Lo zoo di Venere (A Zed & Two Noughts) (1985) - 3/5
Il ventre dell'architetto (The Belly of an Architect) (1987)
Giochi nell'acqua (Drowning by Numbers) (1988)
I morti della Senna (Death in the Seine) (1989, 44 min)
Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante (The Cook the Thief His Wife & Her Lover) (1989)
L'ultima tempesta (Prospero's Books) (1991)
Il bambino di Mâcon (The Baby of Mâcon) (1993)
I racconti del cuscino (The Pillow's Book) (1995)
8 donne e ½ (8 ½ Women) (1999)
The Tulse Luper Suitcases: Antwerp (2003)
Le valigie di Tulse Luper (The Tulse Luper Suitcases, Part 1: The Moab Story) (2003)
The Tulse Luper Suitcases, Part 3: From Sark to the Finish (2003)
The Tulse Luper Suitcases, Part 2: Vaux to the Sea (2004)
Nightwatching (2007)
Greenaway (1942), regista (autore di un numero elevatissimo di cortometraggi), scrittore e videoartista britannico, ha usato il cinema come laboratorio in cui sperimentare soluzione visive sempre inedite, maggiormente concentrato sull'estetica (colma di rimandi pittorici, arte di cui Greenaway è profondo conoscitore) che sulla narrazione, filma pellicole che sono viaggi mentali, psicodrammi onirici ed enigmatici, criptici giochi di luce e di parole, azzardatissimi esperimenti d'avanguardia. E' sicuramente fra i più originali registi britannici.
-Vertical Features Remake
GB 1978 - sperimentale/mockumentary - 43min.
Mediometraggio appartenente al passato precinematografico di Greenaway, ha un'impostazione simile al successivo The Falls, ma data la lunghezza contenuta è molto più facilmente sopportabile di quest'ultimo.
L'istituto per il Restauro ed il Recupero (IRR) ha ritrovato pagine e materiale audiovisivo appartenuto allo scienziato e ornitologo Tulse Luper; tale materiale costituiva parte di un progetto mai completato da Luper, "Vertical lists", o "Vertical features", una specie di studio visivo sulla rottura della monotonia di un paesaggio prevalentemente orizzontale dato da un elemento verticale presente al suo interno. Riorganizzando il materiale di Luper, l'IRR ha ricostruito una composizione che dovrebbe rispecchiare il progetto originario, denominandola "Vertical Features Remake". Questa prima versione dà luogo a dibattiti nel mondo accademico, che portano ad un tentativo ulteriore di avvicinamento alla struttura originale voluta da Luper, e nel concreto ad altri 3 remake, per un totale di 4, che vengono presentati da una voce narrante (presumibilmente un membro dell'IRR) che ne racconta genesi e svolgimento.
la cosa più interessante di questo esperimento di composizione audiovisiva del regista inglese è forse il finto documentario, che potrebbe portare lo spettatore non informato a credere all'esistenza effettiva di Luper e di questo fantomatico IRR. Il collage di disegni, foto, voce narrante e commento musicale (ancora Brian Eno e Michael Nyman, in composizioni minimaliste) anticipa i lavori successivi, ma nel complesso si rivela meno originale del geniale (ma insostenibile) The Falls. Solo per i più curiosi, disposti a lasciarsi avvolgere da immagini naturali anche suggestive ed ipnotizzare da una partitura musicale che detta il ritmo di montaggio.
Voto: 2/5
-The Falls
GB 1980 - sperimentale/mockumentary - 186min.
Finto documentario, è un rapporto governativo che presenta 92 casi di vittime affette da VME (Violento e Misterioso Evento), virus che alcuni sostengono poter essere stato trasmesso all'uomo dagli uccelli, che provoca deformazioni e disturbi psicofisici di varia natura, tutti aventi a che fare col volo e l'ornitologia.
E' un mosaico affascinante, ipnotico, divertente ma allo stesso tempo profondamente inquietante, di persone, descritte con brevissime e strampalate biografie raccontate da narratori onniscienti che nella finzione rappresentativa dovrebbero essere i membri del governo incaricati di stendere questo rapporto. Il titolo deriva dal fatto che i cognomi delle 92 vittime iniziano tutti con "Fall", ma c'è anche un'allusione all'impossibilità dell'uomo di realizzare fisicamente uno dei più grandi sogni della nostra specie: volare. Da ciò si possono trarre le più svariate interpretazioni: il film forse vuol mostrare le conseguenze dell'eccesso di hubrys da parte dell'umanità? O la fallibilità umana nel comprendere del tutto la realtà che lo circonda, sebbene dall'inizio della storia si occupi di studiare, classificare e catalogare scrupolosamente ogni campo dello scibile?
La narrazione è supportata visivamente sia da immagini in movimento che da fotografie, finte interviste e ricostruzioni ambientali, disegni e altro. La colonna sonora è interessante (presente anche Brian Eno) e probabilmente include altri artisti conosciuti in Inghilterra, ma a me ignoti.
I limiti dell'operazione sono evidenti: è un'esperimento di regia che può interessare solo gli appassionati di Greenaway o i critici, o me che questo pomeriggio non avevo nulla da fare; per tutti gli altri la visione di "The Falls" costituirebbe probabilmente le tre ore più lente e noiose della vita.
Il personaggio di Tulse Luper, sorta di alter ego filmico di Greenaway, è menzionato quà e là nel corso del film in qualità di esperto ornitologo.
Il film è disponibile in lingua originale sottotitolato in un cofanetto che comprende anche I misteri del giardino di Compton House, Lo zoo di venere e Vertical Features Remake.
Voto: 2,5/5
-I misteri del giardino di Compton House
(The Draughtsman's Contract) - GB 1982 - commedia/drammatico - 103min.
Inghilterra 1694. Nella tenuta di Compton House una nobildonna assolda il talentuoso pittore Mr Neville (Anthony Higgins) affinchè realizzi 12 disegni della suddetta magione, secondo le modalità che egli preferisce. Il contratto prevede anche che il pittore possa richiedere alla dama, quando più lo aggrada, di soddisfare il suo piacere personale. Il marito della donna, Mr Herbert, è infatti in viaggio e non tornerà prima di dodici giorni. Mr Neville inizia il suo lavoro disegnando la villa da diverse angolazioni a diverse ore del giorno, ma nei suoi disegni si possono scorgere degli elementi ambigui nel paesaggio, elementi che potrebbero far pensare a una qualche sorta di macchinazione per liberarsi di Mr Herbert. Ma chi vorrebbe morto il padrone di casa e perchè? I possibili indiziati sono tanti, i possibili moventi pure.
Esordio memorabile nel lungometraggio da parte dell'inglese Greenaway, dopo svariati corti e mediometraggi (anche se in realtà una sua precedente opera, The Falls, dura oltre 3 ore; opera che però al cinema non è mai arrivata, almeno in Italia).
Il regista, conoscitore della storia dell'arte pittorica, dirige un film che ha per protagonisti dei disegni, ed il rapporto tra realtà e finzione: il mondo della nobiltà è un mondo falso fatto di ipocrisie e di maschere, di complotti sotterranei e di sudiciume travestito da buon gusto e raffinatezza (esilaranti i dialoghi impostati ed artificiosi degli attori, aventi per oggetto argomenti banali o scurrili). Il disegno invece rappresenta la realtà così com'è, quindi è portatore di segreti scomodi ed inconfessabili, e finisce per rappresentare un pericolo. I rapporti umani sono descritti come rapporti di potere e di commercio, anche sessuale. Ricco di ambiguità, misteri (l'idiota che si finge statua), volutamente omissivo di particolari esplicativi riguardo la macchinazione in atto ai danni del padrone di casa, richiede spettatori attenti, che seguano i veloci dialoghi e lavorino di interpretazione.
Un pò ermetico, ma anche per questo affascinante, il film è supportato da un'ottima colonna sonora di Michael Nyman.
A causa della sua natura un pò grottesca e surreale, può piacere ma anche infastidire.
Voto: 3,5/5
-Lo zoo di Venere
(A Zed and two Noughts) di Peter Greenaway - GB 1985 - grottesco/sperimentale - 115min.
In un incidente automobilistico con uno struzzo scappato da uno zoo perdono la vita due donne, mogli di due fratelli gemelli, Oliver e Oswald (che dovrebbero essere i due "zeri" del titolo), ed una terza, loro amica, perde una gamba. I fratelli, etologi che studiano la decomposizione delle carogne animali, reagiscono in modi differenti, chi più chi meno risente della perdita della rispettiva consorte. Entrambi però finiscono per invaghirsi della loro amica menomata e ne diventano amanti, finchè ella rimane incinta, non si sa di chi dei due. Da quando fa conoscienza del signor Arc-de-ciel, cui sono state amputate entrambe le gambe, la donna se ne innamora e decide di farsi amputare anche l'altra gamba...
Più surreale e strampalato di così si muore! Greenaway continua le sue sperimentazioni dopo il più "normale" film precedente ( I misteri del giardino di Compton House ). Come da lui stesso spiegato, i suoi forzi si concentrano su tre tematiche: lo studio dei più disparati tipi di illuminazione del set, che danno vita a ipnotici giochi cromatici; il tema del doppio, cui va aggiunto quello della simmetria come ordine ed assimetria come mancanza, incompletezza (i due gemelli non possono vivere uno senza l'altro, la donna non può vivere con una sola gamba e preferisce amputarsi quella che le rimane eccetera); la visione del mondo come di un gigantesco zoo dove l'uomo è un animale al pari degli altri. Si riprende anche l'ossessione umana per la catalogazione, l'elencazione e la classificazione, idea già alla base di The Falls, presente in vari aspetti anche in questa pellicola (i due gemelli sono scienziati, uno guarda un documentario sull'evoluzione biologica, e ovviamente c'è lo zoo che è il punto di partenza di tutta la vicenda). il titolo italiano sposta scioccamente l'attenzione su "Venere di Milo", la direttrice dello zoo, che però non è uno dei personaggi principali della vicenda. Riprese quasi sempre fisse (aspetto probabilmente dovuto alla predilezione di Greenaway per l'arte pittorica) ed interessante colonna sonora.
A chi sa molto bene l'inglese si suggerisce la visione in lingua originale dato che i dialoghi pare siano pieni di doppi sensi e giochi linguistici.
Come al solito, se si è in cerca di trame coerenti e sensate, non è il film adatto. In effetti più che un film fatto e finito sembra un progetto criptico riservato solo al suo autore. Rimane una visione affascinante, se si sta al gioco.
Voto: 3/5

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