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Philip Kindred Dick

Creato il 02 marzo 2012 da Alboino
Philip Kindred Dick
Ricordare la figura, seppur in poche righe, dello scrittore Philip Kindred Dick a trent’anni dalla sua scomparsa è cosa importante per l’interesse che suscita la sua produzione letteraria. A torto e per molto tempo si è apparentata la scrittura di Dick al genere fantascientifico, ciò dovuto più che altro ai film tratti dalle sue opere; fra tutti ricordiamo: “Blade Runner”, “Total Recall”, “Minority Report”, “Paycheck”. Film che spesso hanno tradito l’essenza stessa di quanto Dick andava teorizzando: ambientazione, spessore dei personaggi e la loro psicologia non sono mai state esaltate dalla rappresentazione cinematografica se non in maniera marginale. Più che nel solco della fantascienza di maniera, forse Dick va annoverato fra quelli che direttamente o indirettamente hanno descritto il pessimismo generato dalla paura atomica oggi molto presente nella vita quotidiana. Un Dick più che mai attuale quindi che bene si apparenta alla produzione contemporanea del “cyberpunk” che spopola tra romanzi, graphic novel, cinema e fotografia. L’uomo, non un supereroe, è il protagonista della narrazione di Philip K. Dick, con tutte le sue contraddizioni, paure e limiti. Uno scrittore da riscoprire e da leggere con attenzione per le intuizioni che riesce a esprimere.
“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.È tempo di morire.”
http://www.beccogiallo.org/shop/edizioni-beccogiallo/74-philip-k-dick.html

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