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Photoshop al seno proibito: bloccati i software per legge

Da Robven

Non vedremo mai più immagini come questa...


A furia di tirare la corda, s'è spezzata. 
Troppe pubblicità, redazionali, articoli eccessivamente ritoccati. Inducendo i consumatori a credere in promesse (implicite, subliminali) irrealizzabili.
Negli Usa la proibizione di usare Photoshop negli annunci cosmetici ha portato qualche effetto ma in molte nazioni i legislatori non hanno ritenuto sufficiente questo approccio.
Così in Israele hanno vietato alle modelle troppo magre di lavorare. E la comunità europea ha deciso che la colpa è dei produttori di software di fotoritocco. Adobe in testa.
Con una filosofia simile a quella che vuole vedere gli ISP gendarmi contro la pirateria, le case che sviluppano software di fotoritocco dovranno inserire (a partire dal 2013) nei propri programmi dei blocchi che impediscano di aumentare o diminuire eccessivamente le forme femminili (o maschili), rendendo così materialmente impossibile commettere il reato.
Secondo quanto riportato alla Commissione da parte del comitato di progetto TUR-BOT (Trusted Uniform Recognition - Bloated Out of bonds Trimming), gli attuali algoritmi di riconoscimento delle immagini sono perfettamente in grado di riconoscere che si sta lavorando su una parte anatomicamente "sensibile" e che si sta cercando di alterarla in maniera tanto significativa da far cadere in inganno gli spettatori.
Quindi se cercheremo di aumentare una tetta o ridurre una chiappa, non solo riceveremo una schermata di diffida, ma il software si bloccherà impedendoci di compiere il reato.
Addio dunque alle varie Lara Croft* che tanto ci hanno allietato (ma soprattutto ingannato) con le loro forme dai muri e dalle pagine delle riviste...
(*a quanto riporta la storia, fu un errore involontario [?] del disegnatore che usava Photoshop a rendere ipertrofici gli attributi sessuali secondari di Lara...aumentandoli accidentalmente del 150%... cosa che da domani sarà impossibile, perché il software correggerà automaticamente l'"errore").[Branding & Marketing Blog / Venturini]


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