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Piccoli episodi straordinari

Creato il 07 febbraio 2012 da Kata
Oggi mi sono successe ben due cose da raccontare. Niente di trascendentale, solo due piccoli episodi straordinari che mi hanno fatto sorridere. 
Episodio n. 1
Oggi tornata a casa ho trovato nella buca delle lettere una lettera a me indirizzata dalla polizia di stato. Attimo di panico. Che ho fatto?!? Mi pare di ricordare di aver già pagato quella multa! Non è arrivato il bonifico? Oppure mi vogliono come testimone in qualche caso strano? Oddio, che è successo? (Tutti questi pensieri mi passano per la mente in quei due secondi che prendo le forbici.) Apro la busta. Ci sta un foglio su cui c'è scritto che la somma da pagare è 0 corone. Beh, almeno non c'è da pagare, penso. Poi trovo nella busta un'altra piccola bustina con la sorpresa dentro: la mia patente di guida! Ma che ci fa la mia patente in questa busta?!? Guardo meglio il foglio di accompagnamento: ufficio mittente Hittegodsexpedition, l'ufficio degli oggetti smarriti. Oddio, ho perso la patente?!? Non me ne ero nemmeno accorta! Controllo la mia borsa. Effettivamente lì dentro non c'è. E poi sembra proprio la mia patente. Allora l'ho persa davvero. L'avrò tirata fuori per sbaglio dalla borsa mentre cercavo qualcos'altro e sarà cascata per strada o in un negozio.
Ho constatato due cose. 1/ Chi ha trovato la mia patente l'ha consegnato all'ufficio degli oggetti smarriti. (Non che abbia grande valore una patente di guida ungherese da queste parti...) 2/ La polizia ha cercato il mio personnummer e me l'ha spedita a casa, gratis. Ci sono quei momenti in cui realizzi che vivere in Svezia ha un suo perché...
Episodio n. 2
Oggi pomeriggio. Università. Pausa della lezione. Cammino a passo svelto nel corridoio. Passo accanto a due miei studenti, due ragazzi francesi in Erasmus. In quel momento incrociano due ragazze bionde bellissime, presumibilmente svedesi. Una saluta i ragazzi e la butta lì: "Hej! Do you come to the party tonight?" Uno dei due ragazzi si accorge di me e, dopo un secondo di titubanza, risponde: "No, we have to work!" (Due studenti Erasmus!) Io continuo a camminare a passo svelto, ma con la coda dell'occhio vedo ancora lo sguardo interrogativo del suo amico. Accelero il passo e sparisco sulle scale. Va bene che dopodomani dovranno fare una presentazione in classe proprio loro due, ma non voglio mica fargli perdere l'occasione!
Due brevi episodi che mi hanno stampato il sorriso sulla faccia. Nel bel mezzo di un lungo inverno ogni tanto ci vuole...

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