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Pineappleman, l’indie folk che arriva dall’italia (ma che davero?)

Creato il 19 novembre 2013 da Cannibal Kid
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PINEAPPLEMAN, L’INDIE FOLK CHE ARRIVA DALL’ITALIA (MA CHE DAVERO?)
Ogni tanto mi arrivano le mail di band che mi contattano per farsi recensire. Cosa che mi lusinga sempre perché significa che c’è qualcuno a cui interessa la mia opinione. Really?
Molti di questi gruppi suonano però un mainstream rock italiano tra Ligabue e Vasco, tra Le Vibrazioni e i Negrita e non è che siano proprio il massimo, almeno per i miei gusti. Se quindi preferisco non parlare di loro sul mio blog non è per snobismo, ma è solo che non mi va di stroncare dei gruppi emergenti e sconosciuti. Mi sembra una crudeltà gratuita e inutile. Ben altro conto è invece massacrare quegli artisti già strapopolari che una bella stroncatura, quando fanno un disco da schifo, se la meritano tutta. Vero, Lady Gaga?
In mezzo a queste bande di rockone italiano non troppo entusiasmante, sempre a mio modesto e soggettivo parere, ogni tanto arriva qualche piacevole sorpresa. Una di queste sono i PineAppleMan, band di 6 elementi che si sono presentati come una band indie pop con venature folk, ma secondo me si sbagliano. Oddio, non di molto. Secondo me sono infatti una band folk con venature indie pop. C’è differenza? Sì, perché l’aspetto folk, acustico, intimo è la prima cosa che emerge, almeno ascoltando i tre brani che compongono il loro primo EP e che potete sentire sulla loro pagina Bandcamp. Per darvi un riferimento, a me ricordano i Fleet Foxes, gruppo di indie-folk statunitense che apprezzo particolarmente, e qualcosina dei Grizzly Bear, di Bon Iver e pure dei primi Arcade Fire, però fin dai primi istanti emergono con un sound loro. Un folk che getta uno sguardo Oltreoceano, ma lo fa con personalità e senza scimmiottare nessuno. Vi invito quindi a dare un orecchio ai tre brani della IndieFolkBand PineAppleMan su Bandcamp, o almeno al primo, quello che preferisco, “Love in Japan”, un pezzo dalle atmosfere intense, che suona quasi come una preghiera e che vi prego di ascoltare qui sotto.

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